mercoledì 24 agosto 2016

Twitter, Google Short Link e fattori SEO: ecco le novità di agosto 2016

Siete stati in vacanza e non siete riusciti ad aggiornarvi sul mondo del web? Nessun problema: vi riepiloghiamo le tre principali novità al riguardo. In particolare, Twitter e Google si sono mossi apportando dei cambiamenti che potrebbero modificare sia il lato user experience e sia lato SEO. Ma andiamo nel dettaglio e scopriamo cosa è successo.


Modalità notturna di Twitter

Quante volte vi è capitato di rimanere abbagliati durante la navigazione su Twitter in ambienti scuri? Ecco, l'azienda di San Francisco ha risolto questo problema rendendo possibile l'opzione "Modalità notturna" anche per iOS (già presente nei dispositivi Android da qualche settimana). In pratica, attivando questa modalità il cellulare diventa meno luminoso mentre si naviga sull'app del social network rimuovendo gran parte del bianco presente sostituendolo con colori più scuri: per vederla all'opera, vi basterà scorrere il dito da sinistra a destra e attivare lo switch "Modalità notturna".

Google URL Shortener cambia

Responsive e con molti più dettagli. Restyling grafico e praticità sono le caratteristiche principali che hanno portato Google a cambiare la sua sezione "Google URL Shortener": in altre parole, il servizio di accorciamento dei link (questo, per intenderci). Google lo ha reso simile a bitly per quanto riguarda l'analisi delle visite: oltre al numero totale di click (divisibile anche per un determinato lasso di tempo), si può vedere anche i browser più usati dagli utenti, l'origine geografica, le piattaforme utilizzate (tipo Android o iOS, ad esempio) e i referral. Non solo: c'è il QR Code e la possibilità di "nascondere" il link dal proprio account. Oltre a ciò, è migliorata notevolmente l'user experience ed è molto più intuitivo e facile da utilizzare.

Modifica di due aspetti nella SERP di Google

Ricordate l'annuncio di Google di circa due anni fa riguarda il "mobile-friendly"? Ebbene, siccome - come ha scritto il colosso di Moutain View in cui ha annunciato le due novità che vi stiamo illustrando - l'85% dei siti rispettano i requisiti per quanto riguarda la navigazione su dispositivi non fissi, verrà tolto dalle SERP il label "mobile-friendly", inserito per far capire agli utenti se il sito è navigabile da smartphone e tablet. La seconda novità è più tecnica: dal 10 gennaio 2017 Google, per posizionare un sito, terrà molto in considerazione l'user-experience degli utenti. Nulla di nuovo, starete pensando. In realtà, nel suo approfondimento, fa tre esempi concreti: se un sito, prima di far vedere i contenuti agli utenti, mostra un popup, oppure se l'utente deve chiudere una finestra prima di accedere al contenuto principale o, infine, se viene mostrato prima un contenuto "non principale" (ossia quello che l'utente NON avrebbe dovuto vedere attraverso la sua ricerca) ma dalla grafica uguale a quello che avrebbe dovuto essere visualizzato per primo.

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lunedì 1 agosto 2016

Come utilizzare la realtà aumentata per l'e-commerce

Come utilizzare la realtà aumentata per l'e-commerce
Fonte foto: vimeo.com - Aidan AR Art
Con la diffusione massiccia dell'app Pokemon Go (di cui vi avevamo parlato in un nostro approfondimento qualche giorno fa) è esplosa ufficialmente la Realtà Aumentata (noi ve ne cominciammo a parlare già 4 anni fa e qualche mese addietro abbiamo approfondito ulteriormente la tematica). Ma come applicarla all'e-commerce? Come utilizzarla per il vostro business online? Ecco alcuni esempi pratici che non vi faranno trovare impreparati. Prima di entrare nel vivo, però, c'è una premessa: del rapporto tra realtà aumentata ed e-commerce si è parlato proprio nei giorni scorsi attraverso alcune demo che ha mostrato Magic Cleap, una start up americana che ha come investitori, fra gli altri, Alibaba e Google.

Un esempio di realtà aumentata ed e-commerce possiamo trovarlo con Cargo Cosmetics, un brand che vende cosmetici. Qual è la particolarità? Semplice: potrete provare - virtualmente, ovviamente, ed attraverso l'applicazione FaceCake - ombretto e rossetto sul vostro viso per sapere in anticipo se vi piace o meno. Oppure si può tranquillamente attivare una strategia che contempli un'integrazione tra l'offline e l'online. Come fare? Dominos Pizza ci ha provato già qualche anno fa: attraverso l'app Blippar, era possibile trovare maggiori informazioni come la pagina Facebook, prezzi nel dettaglio etc... etc... semplicemente inquadrando la pubblicità cartacea che si poteva trovare in strada. Ecco, si potrebbe fare lo stesso per un e-commerce invitando gli utenti ad utilizzare l'app per acquistare, trovare maggiori informazioni o, ancora, nel provare direttamente quel vestito (se il settore è l'abbigliamento). Insomma, le idee sono davvero tante: basta solo avere competenza e creatività. Ah, dimenticavamo: noi abbiamo realizzato diverse app in realtà aumentata, fra cui "Back to Pompei", che vi permetterà di vedere gli scavi più famosi del mondo in 3D.



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martedì 26 luglio 2016

Come utilizzare Pokemon Go nel marketing

Come utilizzare Pokemon Go nel marketing
Fonte foto: YouTube - XprojectOriginal
Chi si occupa di marketing deve prestare la massima attenzione a tutte le novità che la tecnologia offre. E, oggi, sembra quasi inutile dirlo, c'è Pokemon Go, la cui app è più usata di Facebook. Che sia una moda passeggera o meno, in ogni caso è opportuno capire come (e se) sia possibile sviluppare delle strategie di marketing utilizzando queste creature ideate in Giappone nel 1996. Prima di entrare nel vivo, però, diamo due definizioni che possono risultare utili a chi non ha dimestichezza con l'applicazione: modulo esca e PokeStop. Il modulo esca è un oggetto che permette di attirare i Pokemon verso un Pokestop prestabilito. Cosa sono i Pokestop? I Pokestop sono dei punti di interesse - generalmente musei, piazze etc... etc.. - dove è possibile curare i Pokemon, avere strumenti per giocare e tanto altro ancora. Dopo questa premessa, andiamo al sodo della questione.

Applicare Pokemon Go al marketing

Come sostiene anche il portale inc.com, prima di tutto è necessario sapere se la vostra attività sia un Pokestop o una palestra di questi animaletti. Il motivo è presto detto: se la vostra attività fosse davvero un Pokestop, potreste attirare gente in maniera gratuita. Basterebbe semplicemente diffondere la voce...Ad esempio, il B&B "Fruscotto" a Verona ha scritto un post su Facebook il 19 luglio 2016 in cui ha invogliato gli utenti a venire nella sua struttura poiché ci sono diversi Pokemon. Non siete un Pokestop? Nessun problema: va bene anche se il Pokestop è vicino a voi. Lanciate un'esca nel Pokestop e inventate un qualcosa per cui le persone debbano passare prima da voi (ad esempio, se siete un takeaway potete dire "mangiate una pizzetta da noi prima di catturare i Pokemon"). Per quanto riguarda le palestre dei Pokemon, qui dovrete fare di necessità virtù: ad esempio,
Pokemon Go
Fonte foto: YouTube - UpComing Zone
se avete una palestra accanto, potrete offrire uno sconto a chi ha conquistato quella palestra. O, ancora, mettervi d'accordo con la palestra in questione e avere un pannello elettronico nel vostro negozio che dice quale squadra ha conquistato la palestra e invitare le persone a conquistarla. Infine, naturalmente, postare tutto sui social attraverso anche degli hashtag ad hoc. A questo punto, la domanda potrebbe sorgere spontanea: e se un'attività fosse lontana da un Pokestop o una palestra? Nessun problema: recatevi nei punti di Pokestop, ad esempio, e lanciate un'esca mettendo in evidenza come siate stati voi ad offrire l'esca alle persone. Non solo: potrete fare anche delle dirette su Facebook e Twitter (e altri social, ovviamente), caricare dei video, pubblicare foto etc... etc... Tutto qua? No! Potrete anche mettere in palio dei premi: chi recupera un tot di Pokemon avrà un coupon, ad esempio. Insomma, le iniziative sono davvero tante. E se doveste pensare che sia una moda, vi consigliamo di far presto. Perché nel marketing tutto può cambiare da un giorno all'altro.





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martedì 19 luglio 2016

E-commerce: come organizzare le categorie al meglio

E-commerce: come organizzare le categorie al meglio
Fonte foto: Wikipedia - JoseAlfredo9710
Uno degli aspetti più importanti per quanto riguarda lo sviluppo di un e-commerce è la possibilità di organizzare al meglio le categorie. Le categorie sono, in parole povere, la divisione dei prodotti in base a delle caratteristiche simili (ad esempio, "pantaloncini bambino"). Essendo di estrema importanza, bisogna capire come gestirle al meglio e fare in modo che non siano soltanto funzionali per i motori di ricerca ma anche per gli utenti che navigano. Un articolo di smashingmagazine.com in inglese (poi spiegato in italiano dal portale news.pmiservizi.it) descrive al meglio tutto ciò, a partire dalla divisione delle categorie in tre parti: cruciali, opzionali e irrilevanti.

Le categorie cruciali sono quelle che l'utente vede sul sito: sono visibili (e visitabili) dal menù cliccandoci semplicemente sopra oppure sono disposti a tendina. Le categorie opzionali sono presenti nel momento in cui l'utente digita semplicemente su una delle categorie cruciali: ad esempio, sarebbero (considerando un e-commerce di abbigliamento) le taglie, i modelli, i colori etc... etc... Un errore che spesso si commette è inserire questo tipo di categorie all'interno di quelle "cruciali": sono categorie secondarie, non nel senso di importanza ma sono più specifiche e forniscono informazioni utili soltanto dopo che l'utente abbia scelto cosa acquistare. Mettere entrambi sullo stesso piano vuol dire generare confusione al possibile consumatore. Infine, le categorie irrilevanti sono quelle che l'utente non vede ma sono utilissime per il webmaster o per chi si occupa del sito: sono, in altre parole, delle categorizzazioni che si fanno per capire il comportamento degli utenti, ad esempio "le categorie più cliccate", che non tutti possono vedere.


Come organizzare le categorie in un e-commerce al meglio

Ecco, una volta capito grosso modo quali sono le categorie standard di un e-commerce, bisogna capire come organizzarle al meglio. Prima di fare tutto ciò, come scrive ofg.it, c'è bisogno di alcune analisi preliminari, a partire dallo studio dei prodotti: che prodotti si vendono? Che tipologie? Quanti se ne vendono? Non bisogna dimenticare l'analisi del mercato, compresi i competitor: come si comportano i nostri concorrenti? Cosa propone il mercato? C'è davvero qualcosa che gli utenti chiedono ma non riescono ad ottenere?

Passiamo alla fase di "azione" vera e propria. Cominciamo dall'inizio: le categorie, a meno di casi particolari, non devono essere troppe. Altrimenti si genererà un menù troppo lungo che potrebbe addirittura confondere l'utente. L'ideale sarebbe avere delle macrocategorie per poi suddividerle a seconda dei nostri prodotti. Inoltre, attenzione ai nomi da assegnare: come scritto all'inizio del nostro approfondimento, non bisogna pensare solo ai motori di ricerca ma anche all'utente. Bisogna trovare un giusto compromesso: accattivanti ma SEO-friendly, SEO-friendly ma accattivanti.

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martedì 12 luglio 2016

Come fare e-commerce su Twitter: il caso della Nissan

Comprare un'automobile utilizzando esclusivamente Twitter? Si può fare. E a dimostrarlo è un caso empirico che è successo in Spagna. L'evento è stato raccontato persino dal sito de "La Gazzetta dello Sport": partiamo dall'inizio. Raul Escolano, un esperto di marketing della penisola iberica, ha sfidato le case automobilistiche: acquistare una vettura utilizzando esclusivamente il social network dei "cinguettii". Impresa titanica, almeno sembrerebbe.

La Nissan X-Trail venduta attraverso Twitter
Fonte foto: Wikipedia - OSX
Escolano, dal suo profilo Twitter, ha lanciato l'hashtag #compraruncocheportwitter (tradotto è "compra un'auto su Twitter"). La succursale della Spagna della Nissan, sul proprio account, ha raccolto la sfida. Utilizzando la piattaforma Periscope, ha filmato il modello X-Trail illustrando le caratteristiche - in maniera innovativa - del prodotto della casa giapponese. Tutto qui? Assolutamente no: la X-Trail è stata poi confrontata con i "rivali" attraverso un sondaggio su Twitter, raccogliendo le opinioni di ben 2,6 milioni di follower. A raccogliere più opinioni favorevoli è stato proprio il SUV targato Nissan. Per completare tutto il processo online, anche le chiavi sono state spedite attraverso un corriere mentre l'auto è stata poi consegnata negli uffici della direzione generale di Nissan in Spagna. Quando è avvenuto l'incontro di persona tra il signor Escolano e Nissan? Circa 2 mesi dopo la prima interazione online.

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mercoledì 6 luglio 2016

E-commerce e negozio fisico: il futuro è l'Integrated commerce?

L'e-commerce anche in Italia sta crescendo notevolmente e moltissimi esperti del settore sostengono che il negozio fisico tenderà a scomparire e/o a trasformarsi. Sarà davvero così? Noi, ovviamente, non sappiamo dirvi quale sia la risposta esatta ma possiamo raccontarvi di come all'estero offline e online stanno iniziando a collaborare, tanto che si parla di "Integrated commerce" (letteralmente in italiano "commercio integrato").

E-commerce e negozio fisico: il futuro è l'Integrated commerce?
fonte foto: flickr.com - Tech in Asia
Proprio riguardante l'"Integrated commerce", oggi vi parliamo dell'accordo tra lo flagship store dell'Adidas e l'e-commerce di calzature Zalando, di cui ne ha scritto anche il portale Wired. Attraverso un'app prodotta proprio da Zalando, chiama ZipCard, i clienti possono navigare virtualmente nel negozio berlinese di Adidas in Tauentzienstraße, vicino lo zoo. Da lì, possono acquistare i prodotti desiderati che verranno spediti direttamente dal negozio e consegnati nello stesso giorno tra le 19:00 e le 21:00 (se l'ordine viene effettuato entro le 15:00), oppure in un'altra data che il cliente decide. Tutto qui? Certo che no. Come ha affermato Giuseppe Tamola, il country manager di Zalando, ci sono anche altri tentativi fatti per integrare sempre più le due modalità di business: si va dal "Pick Up & Return Point” in cui il cliente ordina su Zalando e ritira le scarpe in consegna al negozio dove se le può provare direttamente nei camerini, ed eventualmente anche procedere con il reso" al “Click & Collect” dove il cliente ordina un articolo su Zalando, e il sistema riconosce che l’articolo è disponibile in un negozio in prossimità del cliente. L’articolo viene bloccato per due giorni, così il cliente può passare in negozio a provarlo e ritirarlo" passando per "l’“Extended Aisles” e che parte direttamente dal negozio fisico: se il cliente non trova nel negozio il capo o la calzatura della misura o colore giusta, il negoziante potrà ordinare l’articolo su Zalando. Il cliente paga direttamente nel negozio, e il negozio ovviamente riceve una commissione".

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giovedì 16 giugno 2016

Migliorare il proprio e-commerce: ecco alcuni suggerimenti

Fonte foto: Wikipedia - Varun s
Nel momento in cui si sviluppa un sito di e-commerce, ci sono sempre degli aspetti che si possono migliorare in corsa o che, comunque, si sono sottovalutati nella fase iniziale di progettazione. Non solo: spesso, le problematiche vengono fuori soltanto dopo alcune settimane che il portale è andato online e non in fase di test. Ma, nel dettaglio, cosa è possibile correggere in corsa senza dover stravolgere nuovamente il sito e ripetere tutto daccapo? In realtà, sono tante le valutazioni da fare: noi abbiamo deciso di darvi tre suggerimenti da cui non si può prescindere.


Migliorare il proprio e-commerce: alcuni suggerimenti

Aumentare la velocità di caricamento: L'utente non vuole aspettare che il vostro sito debba caricarsi per tanto tempo. Vuole comprare istantaneamente e senza alcun tipo di problemi dovuti alla lentezza. Analizzate il vostro sito e capite su dove sia necessario apportare alcune modifiche per fare in modo che l'attesa durante il caricamento non sia troppo lunga.

Occhio allo stile: Da un lato c'è chi dice che "less is more" e dall'altro c'è chi pensa che vadano messe quante più informazioni possibili su una pagina. La verità è che va valutato tutto caso per caso, fermo restando che gli eccessi - salvo rarissimi casi - possono avere effetti deleteri. Bisogna innanzitutto capire il prodotto che si vende e lo stile comunicativo (nonché la grafica) che si è tenuto offline in modo da poter avere una certa continuità tra il cartaceo (volantini, brochure) e il mondo del web. 

Non dare nulla per scontato: È importante capire che l'utente medio non è detto che abbia le vostre competenze. Quindi, in caso di prodotti nuovi e/o novità, bisogna spiegare tutto per filo e per segno. Come scritto qualche riga più su, non date nulla per scontato: illustrate cosa mettete in vendita, come si indossa (in caso di un vestito), come si monta (se si tratta di qualche mobile) o tutte le funzionalità, qualora doveste vendere una licenza di qualche programma.


Hai realizzato un e-commerce ma ci sono numerosi aspetti che vorresti migliorare? Non preoccuparti: dai un'occhiata al nostro portfolio e scrivici compilando semplicemente il form contatti. Il nostro staff è a tua disposizione. Ti aspettiamo!


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