giovedì 22 settembre 2016

Come utilizzare i video per il tuo e-commerce

Come utilizzare i video per il tuo e-commerce
Fonte foto: jphotostyle.com
Hai un e-commerce e vuoi sfruttare i video per aumentare le vendite? In questo approfondimento, ti diamo alcuni consigli su come utilizzare i video per il tuo e-commerce e migliorare l'user experience degli utenti che navigano sul tuo sito. Oltre ad una grafica accattivante e gradevole, infatti, c'è bisogno anche di curare altri aspetti che, se sottovalutati, possono incidere sul possibile fallimento del vostro negozio online. Anche perché, ormai, il testo scritto non basta più ed è necessario trovare delle forme multimediali per poter invogliare l'acquirente a comprare i vostri prodotti.



Come utilizzare i video per il tuo e-commerce

Descrizione del prodotto: Quanti utenti, effettivamente, leggono la descrizione lunga del prodotto (soprattutto se è di decine e decine di righe)? Pochissimi. Proprio per questo, qualche caratteristica delle merci che vendete potrebbe non avere la giusta attenzione o sfuggire ai visitatori. Con un video, possibilmente breve ma coinciso, potreste riuscire nell'intento.

Presentazione del team: Chi c'è dietro a un negozio virtuale? Probabilmente non lo saprete mai. Per attenuare la distanza tra il venditore online e il possibile acquirente, potreste fare un video in cui viene mostrato tutto lo staff (ed i relativi ruoli).

Istruzioni per l'uso: Il vostro sito ha delle funzionalità particolari? Potete, con un video, spiegarne il funzionamento, soprattutto di qualche sezione particolare.

Tutorial: Come funziona un prodotto? Come si installa? Ecco, un video tutorial che illustri tutto ciò che serve sarebbe l'ideale.

Prodotti in azione: Quali sono i vantaggi nell'acquistare quel determinato prodotto? Potete spiegarlo con un video, senza dilungarvi in tante parole. Del resto, spesso, un'immagine vale più di mille parole. 


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lunedì 12 settembre 2016

Come aumentare le vendite del tuo e-commerce

Come aumentare le vendite per il tuo e-commerce
Fonte foto: publicdomainpictures.net - George Hodan
Hai deciso di vendere online i tuoi prodotti e non sai come aumentare le vendite per il tuo e-commerce? Un'indagine di Accenture Consulting, che ha coinvolto oltre mille PMI presenti in dieci paesi di cinque continenti, ha cercato di capire come si possa incrementare, qualora fosse possibile, il fatturato di chi vende online. Ed i risultati, per alcuni aspetti, sono davvero sorprendenti. Pensate che il prezzo di un prodotto sia tutto? No, non è tutto. È importante, certo, ma ci sono anche altri aspetti da tenere in considerazione. Qualche esempio: il 66% degli utenti acquista in base alla modalità di consegna ed alla facilità di navigazione del sito. Non è, però, la percentuale più alta: per il 76% degli utenti è fondamentale, nella scelta di un rivenditore da cui acquistare, la policy delle restituzioni.

Il report, inoltre, ha messo in evidenza quelle che sono state chiamate, senza tanti giri di parole, le "5 regole d’oro dell’e-commerce". La prima è rendere soddisfatto il cliente e metterlo a proprio agio. Certo, detta così sembra un'indicazione molto generale ma nel dettaglio, ad esempio, si potrebbe fornirgli un codice con cui può tracciare la spedizione del prodotto in modo che possa capire quando gli debba arrivare (giorno e orario inclusi). La seconda riguarda la restituzione del prodotto. Niente sotterfugi: chiarezza e procedure semplici. Il prezzo è soltanto il terzo fattore. Qui è inutile girarci intorno: bisogna essere economici, in relazione a ciò che si vende. La quarta regola viene definita "fornitura di servizi segmentati", cioè adattare la propria offerta a ciò che è l'offerta online. La quinta - e ultima regola - è la personalizzazione delle offerte e delle merci: sì, anche se la vostra fetta di mercato è molto piccola, bisogna cercare di inserire in catalogo prodotti che possano soddisfare tutte le richieste degli utenti. 

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lunedì 5 settembre 2016

Pokémon Go perde giocatori: inizio del declino o fase di assestamento?

Pokémon Go perde giocatori: inizio del declino o fase di assestamento?
Fonte foto: flickr.com - iphonedigital
"La Stampa" - quotidiano di Torino e molto attento alle novità tecnologiche - ha titolato "Il declino di Pokémon Go". "Declino": stessa parola utilizzata da Bloomberg in un approfondimento del 22 agosto 2016. Ma cosa è successo? Pokemon Go, il gioco lanciato durante l'estate che è stato un clamoroso successo, ha perso - nel giro di un mese - ben 15 milioni di utenti attivi nel mondo passando dal picco di 45 milioni di metà luglio ai 30 del 16 agosto. Oltre ai numeri in discesa, però, a preoccupare la Nintendo, casa madre che ha sviluppato il gioco, è la tendenza: i giocatori scendono di giorno in giorno. Certo, è normale che un gioco possa perdere utenti, soprattutto dopo aver raggiunto il suo massimale.

Ma, come ha spiegato alla BBC Craig Chapple, giornalista della rivista di giochi per smartphone PocketGamer.Biz, c'è "qualche perplessità sulla capacità di Pokémon Go di conservare i propri utenti sul lungo periodo, sul fatto se ora come ora i giocatori trovano o meno sufficienti varietà e divertimento nell’esperienza di gioco, abbastanza da continuare a giocarci. Ma è importante notare che continua a essere un gioco di enorme successo nella maggior parte dei paesi, e i giocatori stanno continuando a usarlo e a divertirsi" (dichiarazione tratta da un articolo del giornale online ilpost.it dal titolo "Ci siamo già stufati di Pokémon Go?").  Davvero Pokemon Go continuerà nel suo declino? Quale sarà il futuro di Pokemon Go? Non lo possiamo sapere prima ma la cosa certa è che Nintendo sta correndo ai ripari con nuove funzionalità. Staremo a vedere.

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martedì 30 agosto 2016

Come navigare in forma completamente anonima su internet: alcuni suggerimenti

DuckDuckGo e Qwant
DuckDuckGo e Qwant
Stufi di essere subissati da pubblicità per essere semplicemente andati su un sito? Volete dire basta a profilazioni da parte di Facebook, Google e altri colossi del web al solo fine di propinarvi pubblicità? Ebbene, sappiate che si può navigare in modalità completamente anonima: cioè, senza che vengano salvati i cookie e senza che veniate tracciati: ecco come fare (indicazioni tratte da un approfondimento di chefuturo.it).

Per evitare che i siti possano comunicare ad altri la propria posizione, è necessario installare "Ghostery" mentre la più famosa estensione per navigare cancellando tutto ciò che possa essere profilato è "Tor Project", utilizzabile con Firefox Mozilla. Che differenza c'è con la navigazione in incognito, ad esempio, di Google Chrome? Tor agisce direttamente sull'indirizzo IP del computer, a differenza del classico Ctrl+shift+n (combinazione di tasti per navigare in incognito di Google) che si limita a non salvare cookie e cronologia ma mantiene la profilazione.

Pensate che Google sia troppo "invadente" per quanto riguarda la privacy? Provate ad usare DuckDuckGo che non immagazzina i dati di ricerca. Anonymous suggerisce, però, il motore di ricerca Qwant: a parte che è molto bello esteticamente, la particolarità è che non personalizza i risultati in base all'utente e, quindi, ovviamente non traccia nessun visitatore. Del resto, se è consigliato da Anonymous...

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mercoledì 24 agosto 2016

Twitter, Google Short Link e fattori SEO: ecco le novità di agosto 2016

Siete stati in vacanza e non siete riusciti ad aggiornarvi sul mondo del web? Nessun problema: vi riepiloghiamo le tre principali novità al riguardo. In particolare, Twitter e Google si sono mossi apportando dei cambiamenti che potrebbero modificare sia il lato user experience e sia lato SEO. Ma andiamo nel dettaglio e scopriamo cosa è successo.


Modalità notturna di Twitter

Quante volte vi è capitato di rimanere abbagliati durante la navigazione su Twitter in ambienti scuri? Ecco, l'azienda di San Francisco ha risolto questo problema rendendo possibile l'opzione "Modalità notturna" anche per iOS (già presente nei dispositivi Android da qualche settimana). In pratica, attivando questa modalità il cellulare diventa meno luminoso mentre si naviga sull'app del social network rimuovendo gran parte del bianco presente sostituendolo con colori più scuri: per vederla all'opera, vi basterà scorrere il dito da sinistra a destra e attivare lo switch "Modalità notturna".

Google URL Shortener cambia

Responsive e con molti più dettagli. Restyling grafico e praticità sono le caratteristiche principali che hanno portato Google a cambiare la sua sezione "Google URL Shortener": in altre parole, il servizio di accorciamento dei link (questo, per intenderci). Google lo ha reso simile a bitly per quanto riguarda l'analisi delle visite: oltre al numero totale di click (divisibile anche per un determinato lasso di tempo), si può vedere anche i browser più usati dagli utenti, l'origine geografica, le piattaforme utilizzate (tipo Android o iOS, ad esempio) e i referral. Non solo: c'è il QR Code e la possibilità di "nascondere" il link dal proprio account. Oltre a ciò, è migliorata notevolmente l'user experience ed è molto più intuitivo e facile da utilizzare.

Modifica di due aspetti nella SERP di Google

Ricordate l'annuncio di Google di circa due anni fa riguarda il "mobile-friendly"? Ebbene, siccome - come ha scritto il colosso di Moutain View in cui ha annunciato le due novità che vi stiamo illustrando - l'85% dei siti rispettano i requisiti per quanto riguarda la navigazione su dispositivi non fissi, verrà tolto dalle SERP il label "mobile-friendly", inserito per far capire agli utenti se il sito è navigabile da smartphone e tablet. La seconda novità è più tecnica: dal 10 gennaio 2017 Google, per posizionare un sito, terrà molto in considerazione l'user-experience degli utenti. Nulla di nuovo, starete pensando. In realtà, nel suo approfondimento, fa tre esempi concreti: se un sito, prima di far vedere i contenuti agli utenti, mostra un popup, oppure se l'utente deve chiudere una finestra prima di accedere al contenuto principale o, infine, se viene mostrato prima un contenuto "non principale" (ossia quello che l'utente NON avrebbe dovuto vedere attraverso la sua ricerca) ma dalla grafica uguale a quello che avrebbe dovuto essere visualizzato per primo.

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lunedì 1 agosto 2016

Come utilizzare la realtà aumentata per l'e-commerce

Come utilizzare la realtà aumentata per l'e-commerce
Fonte foto: vimeo.com - Aidan AR Art
Con la diffusione massiccia dell'app Pokemon Go (di cui vi avevamo parlato in un nostro approfondimento qualche giorno fa) è esplosa ufficialmente la Realtà Aumentata (noi ve ne cominciammo a parlare già 4 anni fa e qualche mese addietro abbiamo approfondito ulteriormente la tematica). Ma come applicarla all'e-commerce? Come utilizzarla per il vostro business online? Ecco alcuni esempi pratici che non vi faranno trovare impreparati. Prima di entrare nel vivo, però, c'è una premessa: del rapporto tra realtà aumentata ed e-commerce si è parlato proprio nei giorni scorsi attraverso alcune demo che ha mostrato Magic Cleap, una start up americana che ha come investitori, fra gli altri, Alibaba e Google.

Un esempio di realtà aumentata ed e-commerce possiamo trovarlo con Cargo Cosmetics, un brand che vende cosmetici. Qual è la particolarità? Semplice: potrete provare - virtualmente, ovviamente, ed attraverso l'applicazione FaceCake - ombretto e rossetto sul vostro viso per sapere in anticipo se vi piace o meno. Oppure si può tranquillamente attivare una strategia che contempli un'integrazione tra l'offline e l'online. Come fare? Dominos Pizza ci ha provato già qualche anno fa: attraverso l'app Blippar, era possibile trovare maggiori informazioni come la pagina Facebook, prezzi nel dettaglio etc... etc... semplicemente inquadrando la pubblicità cartacea che si poteva trovare in strada. Ecco, si potrebbe fare lo stesso per un e-commerce invitando gli utenti ad utilizzare l'app per acquistare, trovare maggiori informazioni o, ancora, nel provare direttamente quel vestito (se il settore è l'abbigliamento). Insomma, le idee sono davvero tante: basta solo avere competenza e creatività. Ah, dimenticavamo: noi abbiamo realizzato diverse app in realtà aumentata, fra cui "Back to Pompei", che vi permetterà di vedere gli scavi più famosi del mondo in 3D.



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martedì 26 luglio 2016

Come utilizzare Pokemon Go nel marketing

Come utilizzare Pokemon Go nel marketing
Fonte foto: YouTube - XprojectOriginal
Chi si occupa di marketing deve prestare la massima attenzione a tutte le novità che la tecnologia offre. E, oggi, sembra quasi inutile dirlo, c'è Pokemon Go, la cui app è più usata di Facebook. Che sia una moda passeggera o meno, in ogni caso è opportuno capire come (e se) sia possibile sviluppare delle strategie di marketing utilizzando queste creature ideate in Giappone nel 1996. Prima di entrare nel vivo, però, diamo due definizioni che possono risultare utili a chi non ha dimestichezza con l'applicazione: modulo esca e PokeStop. Il modulo esca è un oggetto che permette di attirare i Pokemon verso un Pokestop prestabilito. Cosa sono i Pokestop? I Pokestop sono dei punti di interesse - generalmente musei, piazze etc... etc.. - dove è possibile curare i Pokemon, avere strumenti per giocare e tanto altro ancora. Dopo questa premessa, andiamo al sodo della questione.

Applicare Pokemon Go al marketing

Come sostiene anche il portale inc.com, prima di tutto è necessario sapere se la vostra attività sia un Pokestop o una palestra di questi animaletti. Il motivo è presto detto: se la vostra attività fosse davvero un Pokestop, potreste attirare gente in maniera gratuita. Basterebbe semplicemente diffondere la voce...Ad esempio, il B&B "Fruscotto" a Verona ha scritto un post su Facebook il 19 luglio 2016 in cui ha invogliato gli utenti a venire nella sua struttura poiché ci sono diversi Pokemon. Non siete un Pokestop? Nessun problema: va bene anche se il Pokestop è vicino a voi. Lanciate un'esca nel Pokestop e inventate un qualcosa per cui le persone debbano passare prima da voi (ad esempio, se siete un takeaway potete dire "mangiate una pizzetta da noi prima di catturare i Pokemon"). Per quanto riguarda le palestre dei Pokemon, qui dovrete fare di necessità virtù: ad esempio,
Pokemon Go
Fonte foto: YouTube - UpComing Zone
se avete una palestra accanto, potrete offrire uno sconto a chi ha conquistato quella palestra. O, ancora, mettervi d'accordo con la palestra in questione e avere un pannello elettronico nel vostro negozio che dice quale squadra ha conquistato la palestra e invitare le persone a conquistarla. Infine, naturalmente, postare tutto sui social attraverso anche degli hashtag ad hoc. A questo punto, la domanda potrebbe sorgere spontanea: e se un'attività fosse lontana da un Pokestop o una palestra? Nessun problema: recatevi nei punti di Pokestop, ad esempio, e lanciate un'esca mettendo in evidenza come siate stati voi ad offrire l'esca alle persone. Non solo: potrete fare anche delle dirette su Facebook e Twitter (e altri social, ovviamente), caricare dei video, pubblicare foto etc... etc... Tutto qua? No! Potrete anche mettere in palio dei premi: chi recupera un tot di Pokemon avrà un coupon, ad esempio. Insomma, le iniziative sono davvero tante. E se doveste pensare che sia una moda, vi consigliamo di far presto. Perché nel marketing tutto può cambiare da un giorno all'altro.





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