Le tre caratteristiche che dovrebbe avere un e-commerce nel 2015

10:22
Ultimo giorno del 2014. È tempo di previsioni per il 2015 ed uno dei settori su cui bisogna prestare la massima attenzione è l'e-commerce. Ed il prossimo potrebbe essere l'anno chiave per la definitiva esplosione del commercio elettronico. Sì, anche in Italia poiché il trend è in costante crescita come si evince anche dai dati riguardanti gli acquisti online nel periodo di Natale. Il nostro paese è in ritardo rispetto ad altri stati (europei e non) e ciò potrebbe, però, invogliare ad essere sempre più presenti sul web cercando di incrementare il proprio business ed il proprio fatturato.


Le tre caratteristiche di un e-commerce nel 2015

Mobile: Ecco, sta diventando davvero imprescindibile. Non si può pensare ad un sito e-commerce senza prendere in considerazione il mobile (smartphone e tablet). Anche perché le vendite via mobile hanno superato il miliardo di euro e sono destinate ad aumentare sempre di più. Le soluzioni sono sviluppare un sito responsive oppure un'app (o anche entrambe).

Velocità: La velocità di un e-commerce è fondamentale per due motivi. Il primo è che, ormai, il tempo di caricamento è diventato un fattore di posizionamento nelle SERP di Google e quindi bisogna che l'utente non aspetti troppo prima di poter visitare il portale di commercio elettronico. Il secondo è che l'utente non ha voglia né tempo di aspettare troppi secondi (addirittura spesso minuti!) e quindi cambia sito e clicca su quello concorrente.

Video: Chissà, potrebbe essere davvero la grande novità del 2015 anche se, comunque, nel 2014 il trend ha preso piede con un certo successo senza, però, raggiungere il massimo sviluppo. Video (in 3D?) su come funziona un determinato prodotto, video per pubblicizzare un nuovo catalogo, video di presentazione per far conoscere chi lavora nel backoffice e così via...Del resto, i video-marketing di successo nel 2014 sono stati davvero tanti.


E se anche tu vuoi un sito di commercio elettronico, sei nel posto giusto: la web agency Netminds è specializzata nello sviluppo ecommerce Magento con uno staff ad hoc. Non ti resta che contattarci compilando l'apposito form contatti: ti aspettiamo!

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Google, le parole più cercate nel 2014

11:49
Le ricerche su Google nel 2014
Google, Year in Search 2014
Quali sono le parole più cercate su Google in tutto il 2014? Qualche giorno fa, il colosso di Mountain View ha pubblicato un video (che potete vedere in fondo all'articolo) oltre al classico Year in Search 2014 (l'anno scorso si chiamava Google Zeitgeist). È importante saperlo perché bisogna sempre trovare i clienti giusti, come prova a fare Pyco, azienda specializzata in "Lead Generation".

Oltre a risultati attesi, le sorprese non mancano. Per esempio, al primo posto c'è Robin Williams (l'attore morto quest'anno), al secondo i Mondiali di Calcio ed al terzo l'Ebola. Al quinto posto figura il fenomeno probabilmente più virale del web: ALS Ice Bucket Challenge.

E l'Italia? Al terzo posto tra i personaggi più cercati c'è Giorgio Faletti, preceduto da Schumacher e Robin Williams. Nonostante sia stata la parola dell'anno 2013, c'è ancora chi non conosce il significato di "selfie" poiché al primo posto tra "Cosa significa emergenti" c'è proprio, appunto, il "selfie".


Ecco, comunque, il video di Google Year in Search 2014 visualizzato, nel momento in cui si scrive, da oltre 9 milioni di persone:


--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

E-commerce, in Italia a Natale gli acquisti saranno mobile [Infografica]

10:02
L'e-commerce è sempre più mobile. Anche - e soprattutto - nel periodo di Natale. Secondo un'analisi (poi ripresa qui) dal titolo “Natale 2014 Lo Shopping è Mobile“ di osservatori.net, che si occupa di digitale per le PMI e la Pubblica Amministrazione, gli italiani nelle feste natalizie effettueranno spese per circa 300 milioni di euro da smartphone (+120% rispetto lo scorso anno).

Non solo: alcuni dati fanno capire come ormai il trend sia quasi inarrestabile e che, per mantenere viva un'attività, non si può più fare a meno dell'e-commerce. Un esempio per tutti: nel 2011 furono spesi 74 milioni di euro. Nel 2014 sono previste spese per 1,2 miliardi di euro. Oltre 16 volte in più. E la crisi? Sembra non colpire il commercio elettronico: per Natale 2014 nel nostro paese si spenderà il 17% in più rispetto al 2013 sui siti di e-commerce (2,7 miliardi complessivi tra dispositivi mobile e fissi).

Di seguito, ecco un'infografica esplicativa:


Insomma, senza e-commerce non si va lontano. E se hai bisogno di svilupparne uno, puoi contattare la web agency Netminds compilando semplicemente l'apposito form contatti: un nostro staff ad hoc vi fornirà le migliori soluzioni.

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Bing e Google: il nostro focus completo

10:15
Home page di Bing il 4 luglio 2009
Bing il 4 luglio 2009 fonte: flickr.com - search-engine-land
Volete conoscere le differenze e le similitudini tra Bing - il motore di ricerca nato nel giugno 2009 targato Microsoft - e Google, sorto nel lontano 1997? Allora il nostro focus è ciò che fa per voi. Del resto, un piano SEO non può basarsi soltanto sulla creatura di Mountain View ma deve tener conto anche degli altri motori di ricerca, compreso, ovviamente, Bing, il quale, come Google, aiuta i webmaster a curare al meglio il proprio sito web attraverso il suo SEO Analyzer (bisogna essere loggati, ovviamente, per poter accedere) in concorrenza con lo "Strumenti per Webmaster di Google". Ecco, comunque, i nostri due approfondimenti al riguardo:

Prima parte:"Le tre differenze tra Bing e Google".
Seconda parte:"Le tre similitudini tra Bing e Google".

Se hai bisogno di posizionare il tuo sito web, contatta la web agency Netminds: il suo staff dedito alla SEO saprà sicuramente consigliarti la miglior strategia per la tua attività. Non ti resta che contattarci compilando il form contatti apposito.

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Le tre differenze tra Bing e Google

12:41
L'home page del motore di ricerca Bing
L'home page di Bing
Quante volte - nello sviluppare un piano SEO - avete scartato Bing e vi siete concentrati soltanto su Google? Vero è che, comunque, l'utilizzo di Bing in Italia è notevolmente inferiore essendo, a maggio 2014, del 2,3% (fonte) e, quindi, viene quasi naturale scartarlo. In ogni caso, ideare un piano SEO per i due motori di ricerca non è affatto semplice poiché ci sono delle differenze tra i due e, voi, giocoforza, dovreste fare una scelta per quanto riguarda la struttura del vostro sito (del resto, basta semplicemente fare una ricerca per una stessa query ed i risultati saranno diversi). Noi, comunque, dopo che nel precedente approfondimento (clicca qui per leggerlo) abbiamo parlato delle similitudini, questa volta vi diciamo tre differenze tra Bing e Google premettendo che, comunque, non si conoscano gli algoritmi di entrambi i motori di ricerca.

Bing e Google: tre differenze principali

Meta Description e Title: Google, nel corso degli anni, sembra che stia dando minore importanza all'utilizzo delle parole chiave nel Title e nella Meta Description anche se, comunque, hanno una importanza da non sottovalutare. In Bing sono quasi imprescindibili: se non inserite le parole chiave nella Meta Description e nel Title difficilmente potreste ottenere un buon piazzamento nella SERP. 

L'home page del motore di ricerca Google
L'home page di Google
Attività off-site: Qui la differenza è molto netta. Google sta considerando molto importante le attività che sono al di fuori del sito stesso (citazioni, backlink, discussioni inerenti a quel sito etc... etc...) e chissà se un giorno non assumano addirittura un ruolo di maggior rilievo rispetto a tutto ciò che è presente all'interno del sito web. In Bing, invece, rivestono ancora un ruolo - se non marginale - quantomeno non decisivo. Anche se, però, i backlink che si ricevono costituiscono un buon surplus per ottenere dei risultati assolutamente rilevanti.

Meta tag Keywords: Con Google è un tag inutile. Almeno dal 2009 (fonte). Con Bing, le cose sono un po' diverse. Il motore di ricerca della Microsoft considera ancora un fattore di posizionamento l'utilizzo del Meta tag Keywords anche se, va detto, non è più decisivo come una volta e la strada è comunque quella tracciata dal colosso di Mountain View: verrà considerato ininfluente. Ma, attenendoci ad oggi, non è possibile essere ancora così drastici.


Hai bisogno di una strategia SEO ad hoc per il tuo sito web? Contatta la web agency Netminds: il suo staff composto da professionisti del settore saprà attuare la migliore soluzione per il tuo business. Non ti resta che contattarci compilando il form contatti.

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Le tre similitudini tra Bing e Google

10:28
Le tre cose in comune tra Bing e Google
 fonte foto: flickr.com - Manuel Iglesias
Quando si sviluppa un piano SEO per posizionare nelle SERP un sito web, non bisogna tenere in considerazione soltanto Google ma anche altri motori di ricerca. Proprio per questo, è necessario dare importanza anche a Bing, il motore di ricerca della Microsoft sorto nel giugno 2009, sebbene la sua percentuale di utilizzo non sia certamente paragonabile - nel nostro paese - a quella del colosso di Mountain View. Percentuale che, comunque, può sempre avere un'impennata. In ogni caso, dopo avervi illustrato le tre differenze (clicca qui per approfondire), vi enunciamo ora i tre punti che hanno in comune Bing e Google.

Tre similitudini tra Bing e Google

Velocità di caricamento della pagina: Sia Bing che Google danno tantissima importanza alla velocità di caricamento di un sito. Entrambi gli algoritmi con cui entrambi si basano per mostrare le rispettive SERP, infatti, concedono un ruolo chiave all'esperienza dell'utente e, quindi, di riflesso anche alla velocità.

Le home page di Bing e Google a confronto
Le home page di Bing e Google
Backlink reciproci: Google e Bing puniscono severamente chi "acquista" i backlink e chi scambia reciprocamente i link. Che vuol dire? Che se vi mettete d'accordo con un gestore del sito e vi linkate a vicenda, sappiate che Bing e Google vi puniranno. Come? Semplice: il vostro portale sarà molto indietro nelle SERP e quindi, praticamente, i click sono preclusi.

Contenuti di qualità: Fine a contenuti creati ad hoc per i motori di ricerca. I vostri articoli devono essere validi e scritti per gli utenti. Bing e Google apprezzano tantissimo i contenuti di qualità che offrono un valore aggiunto rispetto a quanto c'è nel web. È difficile, vero: ma essere ben posizionati richiede del tempo. E del lavoro. Proprio per questo è necessario essere costanti ed affidarsi a degli esperti del settore.


Hai bisogno di posizionare il tuo sito web all'interno dei motori di ricerca? Affidati alla web agency Netminds il cui staff dedito proprio alla SEO saprà sicuramente offrirti la migliore soluzione per il tuo business. Non ti resta che contattarci compilando il form contatti. Ti aspettiamo!


L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network! 

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---




E-commerce, le vendite via mobile superano il miliardo di euro [Infografica]

10:39
Oltre un miliardo e duecento milioni. È questa la cifra delle vendite di e-commerce via smartphone menzionata al terzo appuntamento di NetcommConnect, una serie di incontri riguardanti alcune delle tematiche dell'eCommerce organizzato dal Consorzio Netcomm con il supporto di showroomprive.com. L'incremento è pari al 100% e rappresenta il 9% dell'intero volume dell'e-commerce. Se, però, si dovessero aggiungere i tablet, la percentuale salirebbe al 20%. In pratica, 1/5 dell'intero volume di vendita. Inoltre, Roberto Liscia, presidente di Netcomm, ha affermato che in Italia ci sono 10 milioni di clienti abituali e 6 milioni sporadici: il 18% ha effettuato un acquisto tramite un'app su smartphone e l'11% attraverso un'app su tablet. Insomma, il mobile potrebbe essere destinato, fra qualche anno, a superare i dispositivi fissi. Di seguito, un'infografica esplicativa.

Hai bisogno di un sito e-commerce? Contatta la web agency Netminds compilando l'apposito form contatti: il suo staff ad hoc ti saprà suggerire le migliori soluzioni. Ti aspettiamo!

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Conversioni e-commerce, alcuni numeri [Infografica]

10:10
Molto interessanti i dati della presentazione riguardante la ricerca "E-commerce in Italia 2014" compiuta dalla Casaleggio Associati sui siti di commercio elettronico. Dai numeri visualizzabili sul report e riportati sull'infografica di seguito, si evince come la media del conversion rate sia dell'1,9% e che Google, ormai, sia imprescindibile per il business online. Occhio anche alle potenzialità di mail e newsletter. E Twitter? Beh, dall'infografica c'è una sorpresa...
Hai bisogno di consolidare o aumentare il tuo business? La web agency Netminds ha uno staff ad hoc dedito allo sviluppo di e-commerce: per entrare in contatto con noi, compila l'apposito form

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

E-commerce, a Natale 2014 sarà boom di acquisti online [Infografica]

10:10
Il Natale 2014 sarà all'insegna dell'e-commerce. Come spesso succede nel mondo dell'online, è l'America a fare tendenza: tendenza che poi prende piede anche in Europa, Italia compresa.

Secondo l'indagine (poi riportata in italiano qui) di Forrester, un'azienda degli U.S.A. che si occupa di analisi in questo settore, quest'anno nel Nuovo Continente ci sarà un incremento del 13% per quanto riguarda il fatturato derivante della vendite su e-commerce e raggiungerà 89 miliardi di dollari. A ciò, va sottolineato che, secondo le stime, ci saranno 3 milioni di nuovi clienti generando un volume di mercato non indifferente tanto che già nel 2013 FedEx Express e United Parcel Service, due società americane di trasporto merci internazionali, ebbero delle difficoltà a consegnare tutti i prodotti in tempo. Da sottolineare come, in tutto il mondo, un acquisto su otto sia stato effettuato tramite mobile.

E l'Italia? Secondo il Consorzio Netcomm, che si occupa di favorire la diffusione del commercio elettronico tra le aziende, e l’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano circa un quarto delle donne italiane (precisamente il 23%) ha afferma che comprerà online tutti i regali, mentre il 28,4% la metà. Se si sommano le due percentuali, si supera il 50%. Un numero considerevole. Quanto spendono le donne del nostro paese? Nonostante la crisi economica, il budget che hanno a disposizione non è basso: il 38,6% spenderà per i regali di Natale tra i 200 e i 300€, il 35% avrà meno di 100€ di budget, il 22% ha sostenuto di non prevedere una spesa superiore ai 150€, mentre il 4% supererà i 500€.

Di seguito l'infografica sulla tematica






Vista la crescita dell'e-commerce, la web agency Netminds ha dedicato più di un focus (clicca qui per leggere tutti i nostri articoli dedicati al commercio elettronico) su questo argomento che sta avendo numeri sempre più crescenti a discapito anche dei vecchi negozi fisici. Vuoi anche tu sito di commercio elettronico ad hoc per la tua attività? La nostra agenzia ha uno staff ad hoc con professionisti del settore dediti allo sviluppo di e-commerce. Per contattarci, non ti resta che compilare il form apposito.

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Piattaforme per siti web, il focus completo

10:22
Screen shot delle piattaforme per siti web di WordPress, Drupal e Blogger
L'home page di WordPress, Drupal e Blogger
Vi siete persi il nostro focus a puntate su quali piattaforme scegliere se volete dare il via ad un vostro blog? Nessun problema: di seguito riepiloghiamo gli approfondimenti in cui vi illustriamo le ragioni per cui è meglio scegliere WordPress, Drupal e/o Blogger. Una volta letti i punti di forza dei tre C.M.S., non resta altro da fare che scegliere la vostra preferita. E, ovviamente, ricordare di ottimizzarlo per i motori di ricerca, come suggerisce spesso l'agenzia SEM Milano Pyco.

Prima parte:"I 5 motivi per cui è meglio usare Blogger per il vostro sito personale".
Seconda parte:"I 5 motivi per usare la piattaforma WordPress in un blog".
Terza parte:"I 5 motivi per cui è meglio usare Drupal per il vostro sito web".



Vuoi avere un sito personale ma non sai come fare? La web agency Netminds ha uno staff ad hoc che sicuramente ti fornirà la miglior soluzione per te. Non ti resta far altro che compilare il form contatti.

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network! 

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

I 5 motivi per cui è meglio usare Drupal per il vostro sito web

10:24
Immagine del sito di Drupal
L'home page del sito web di Drupal
Drupal, WordPress, Joomla! etc... Sono ormai tante le piattaforme che permettono lo sviluppo di un sito web. Ma qual è la soluzione migliore? Qual è la piattaforma più funzionale per i vostri scopi? La scelta non sembra affatto scontata e bisogna essere attenti ad ogni singolo dettaglio. Dopo avervi parlato di WordPress, in questo approfondimento vi illustriamo i 5 motivi per cui è meglio che utilizziate Drupal per il vostro sito web. Piccola curiosità prima di entrare nel vivo: il sito della Casa Bianca e quello della Moto GP sono stati sviluppati in Drupal.

Sviluppo siti web: i 5 motivi per usare la piattaforma Drupal

1) Sviluppo dell'architettura di un sito sin dalle fondamenta: A dispetto di altri C.M.S. come WordPress che hanno un'architettura già definita per le pagine e gli articoli, con Drupal potrete configurare tutti i menù ed i sottomenù come desiderate, senza alcun limite alla fantasia poiché mette a disposizione numerosi strumenti al riguardo.

2) Ruoli per gli utenti molto specifici: Da questo punto di vista, Drupal è molto specifico poiché permette l'assegnazione dei ruoli molto peculiari e, se non sono compresi in quelli creati di default, è possibile svilupparne di nuovi con livelli di autorizzazione differenti per ogni utente. L'amministratore di un sito targato Drupa, infatti, può decidere i confini entro cui un determinato profilo deve agire.

3) Tassonomia gestibile con precisione: Se con WordPress c'è un solo tipo di tassonomia (clicca qui per sapere cos'è) e valido solo per i post, con Drupal per ogni contenuto è possibile associare dei tag che a loro volta fanno parte di un gruppo di termini correlati, che con Drupal sono potenzialmente infiniti.
I temi di Drupal sono uno dei 5 motivi per cui è meglio usarlo come piattaforma
Scelta ampia dei temi di Drupal, uno dei motivi per usarlo

4) Comunità con tanti utenti iscritti: Drupal disponde di una comunità online sempre a disposizione per chiarire eventuali dubbi ed offrire maggiori informazioni qualora doveste averne il bisogno.

5) Tantissimi temi disponibili:  Svincolato dalla versione che utilizziate, Drupal mette a disposizione moltissimi temi (clicca qui per darne un'occhiata relativi dalla versione 4.7.x fino alla 8.x) in modo che abbiate un sito che soddisfi appieno la vostra fantasia e i vostri gusti.


Hai bisogno di un sito web in Drupal e non sai da dove cominciare? Allora sei nel posto giusto: lo staff della web agency Netminds ha al suo interno personale ad hoc per rispondere in maniera adeguata alle tue richieste. Non ti resta che contattarci compilando il form contatti. Ti aspettiamo!

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

I 5 motivi per usare la piattaforma WordPress in un blog

10:15
Blog, perché utilizzare la piattaforma WordPress
Interfaccia di WordPress fonte: Wikipedia - Alessandro15
Quale piattaforma scegliere se volete sviluppare un blog? L'offerta è davvero tanta: Blogger, Joomla, Drupal, WordPress etc...In questo approfondimento, però, vogliamo darvi 5 motivi perché è meglio usare proprio WordPress (leggi qui per sapere i cinque vantaggi, invece, derivanti dall'utilizzo di Blogger). Da premettere che WordPress è la piattaforma più utilizzata nel 2013 con una percentuale pari al 52% . Insomma, gli utenti preferiscono WordPress. Perché? Ecco i 5 motivi:

Le 5 ragioni perché WordPress è l'ideale in un blog

Permette attività di self hosting: Lo abbiamo già spiegato nell'approfondimento su Blogger ma vi ribadiamo cos'è. Come spiegato qui, nel servizio hosted "è la piattaforma stessa a fornirti il server, ma non sei proprietario a tutti gli effetti del tuo blog". Nell'attività di self hosted, "invece, il sito risiede su un server privato per il quale paghi una cifra mensile o annuale per poterlo ospitare in quello spazio". Una cifra, comunque, non elevatissima.

Numerosi plug in SEO friendly: Volete sviluppare un blog che sia SEO friendly e quindi posizionarlo sui motori di ricerca per le parole chiave che avete scelto? Ebbene, WordPress vi mette a disposizione dei plug in gratuiti che vi aiutano a scrivere articoli in maniera da poter essere posizionati, come per esempio "WordPress SEO by Yoast" o "All in One SEO in Pack". Vi basta solo provare.
I cinque motivi perché è utile usare WordPress
Una funzione di WordPress fonte: pixabay.com - pixelcreatures

Varietà di template: WordPress offre la possibilità di poter scegliere tra tantissimi Template (clicca qui per darne un'occhiata) sia gratuitamente che pagando: ovviamente, in quest'ultimo caso la scelta si arricchisce ancora di più ma anche optando per l'opzione free non resterete certamente delusi.

Interfaccia intuitiva: Forse inizialmente non sarà facilissimo da usare ma WordPress è davvero intuitivo. Tutto ben schematizzato in modo da poter aver le maggiori funzioni in evidenza senza dover perdere tempo a cercare ciò che vi serve.

Community italiana di supporto: Se avete un dubbio o volete semplicemente chiedere informazioni, c'è una community italiana dedicata a WordPress che saprà sicuramente darvi una mano. Basta semplicemente chiedere.


Volete sviluppare un blog o un sito web in WordPress e non sapete come (e da dove) cominciare? Potete contattare la web agency Netminds che ha uno staff ad hoc dedicato allo sviluppo di siti web che esaudirà tutte le vostre richieste. Non vi resta che scrivere al form contatti. Vi aspettiamo!

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!


--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

I 5 motivi per cui è meglio usare Blogger per il vostro sito personale

11:03
Blogger, cinque motivi per usare questa piattaforma
5 motivi per usare Blogger fonte foto: pixabay.com - Geralt
Avete intenzione di aprire un blog e non sapete quale piattaforma scegliere fra le tante open source che avete a disposizione? Noi vi diamo 5 motivi motivi utili per utilizzare Blogger, una piattaforma messa a disposizione da Google, che è utile per chi ha intenzione di dar vita ad un sito personale oppure vuole integrarlo in un e-commerce (clicca qui per il nostro approfondimento sull'implementazione del blog in un portale di commercio elettronico). Prima di elencarne le cinque ragioni al riguardo, una piccola premessa: è necessario avere un account Google per poter usare Blogger.


Cinque motivi per usare Blogger

1) Personalizzazione gratuita dei temi molto ampia: In pratica, senza spendere un solo euro, potreste davvero fare ciò che volete a livello di layout e di temi. Potete cambiare le colonne e l'ampiezza di queste ultime a piacimento oppure scegliere un modello di base e personalizzarne lo sfondo, il layout, i colori, i caratteri, modificarne l'HTML e altro ancora...

2) Servizio hosted gratuito: Cosa vuol dire "servizio hosted" e qual è la differenza con il servizio "self hosted"? Come spiegato qui, "nel primo caso infatti è la piattaforma stessa a fornirti il server, ma non sei proprietario a tutti gli effetti del tuo blog. Nel secondo, invece, il sito risiede su un server privato per il quale paghi una cifra mensile o annuale per poterlo ospitare in quello spazio". In pratica, il servizio hosted vi permette comunque di avere uno spazio gratuito da utilizzare e quindi fare i test che vogliate.
I cinque motivi che invogliano ad usare Blogger
Blog, perché usare Blogger fonte: pixabay.com - Geralt

3) Integrazione con tutti i servizi Google: Qui il ragionamento è abbastanza semplice: essendo un prodotto del colosso di Mountain View, è davvero molto facile integrare Blogger con tutti i servizi offerti da Google (Analytics, Adsense, GooglePlus etc...).

4) Indicizzazione automatica e veloce su Google: Il quarto punto è un corollario del terzo. Ogni post che scrivete su Blogger, vi verrà automaticamente indicizzato sul motore di ricerca Google senza alcun tipo di operazione "extra".

5) Facilità d'uso: Questo è davvero il punto di forza della piattaforma Blogger. È davvero semplicissimo da usare e, non a caso, si dice spesso che chi non ha molta familiarità con il web deve cominciare proprio usando questa piattaforma. Tutto ordinato in maniera chiara, lineare ed intuitiva. Anche per quanto riguarda le operazioni più complesse.


Hai bisogno di un servizio di copywriting sul tuo blog oppure vuoi implementarlo su un tuo e-commerce? Non ti resta che contattare la web agency Netminds - che ha uno staff ad hoc - compilando l'apposito form. Se vuoi dare un'occhiata al nostro portfolio, non ti resta che cliccare qui. Ti aspettiamo!

L'articolo è stato di tuo gradimento? Condividilo sui social network!


--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Ebay, il Made in Italy vola a Natale 2014

11:08
EBay, boom del Made in Italy a Natale 2014 fonte: Wikipedia - Steven Arnold
Uffici di eBay fonte: Wikipedia - Steven Arnold
A Natale 2014 vola il made in Italy su eBay. Almeno secondo alcuni dati del marketplace americano che ha cercato di stilare delle previsioni sui volumi di vendita del made in Italy all'estero. Stando a quanto riporta webnews.it, "i venditori italiani esporteranno oltre 450 mila oggetti durante la stagione natalizia. [...] L’incremento rispetto al 2013 è davvero importante. L’anno corso, infatti, furono esportati “solo” 372 mila prodotti". Interessante è anche il prezzo medio di vendita, pari a 74 dollari. Una cifra superiore rispetto ai prodotti esportati dai venditori inglesi (27 dollari), americani (48 dollari) e tedeschi (49 dollari). Come da trend mondiale, la Cina si dimostra ancora una volta interessante dal punto di vista economico poiché è stato stimato che i cinesi possano spendere in media 112 euro per i prodotti del nostro paese. Piccolo dettaglio: in rapporto agli altri stati, comprano pochi oggetti.

Già qualche giorno fa, ci eravamo occupati dei possibili vantaggi riguardanti la vendita su marketplace dedicando proprio un approfondimento al riguardo (clicca qui per leggerlo) e se anche tu vuoi un negozio su eBay oppure un sito di e-commerce, puoi contattare la web agency Netminds compilando l'apposito form contatti. Uno staff ad hoc ti darà le risposte a tutti i tuoi dubbi!

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

SEO, scheda prodotto in un e-commerce: il focus completo

10:07
E-commerce, il focus sulla scheda prodotto
Focus su scheda prodotto in e-commerce fonte: marketingfacts.nl
Come scrivere una scheda prodotto all'interno di un e-commerce? Cosa bisogna fare e cosa bisogna evitare? Ne abbiamo già parlato in un doppio approfondimento al riguardo. Se ve li foste persi, nessun problema: di seguito vi riepiloghiamo le due puntate in cui abbiamo spiegato cosa bisogna fare e cosa non bisogna fare.
Prima parte: "SEO: le 5 cose da fare per ottimizzare una scheda prodotto in un e-commerce".
Seconda parte: "SEO: le 5 cose da NON fare per ottimizzare una scheda prodotto in un e-commerce".

Hai anche tu un e-commerce ma non sai come scrivere una scheda prodotto? La web agency Netminds ha uno staff che si occupa di copywriting in funzione SEO: per contattarci, basta compilare l'apposito form contatti.

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Marketing: su cosa si investe per un e-commerce? [infografica]

10:17
Quali sono gli investimenti di marketing che vengono effettuati al fine di sviluppare un e-commerce? A dare una risposta è stata la "Casaleggio Associati" pubblicando delle slide il 17 aprile 2014 all'interno della ricerca "E-commerce in Italia 2014". Cosa si evince da questi numeri? Che ormai tv e radio stanno per rappresentare il passato e che si predilige investire in SEO, Social Network ed e-mail, sicuramente strumenti più congeniali per la pubblicità di un e-commerce. In ogni caso, di seguito un'infografica che illustra tutti i numeri nel dettaglio.





Avete bisogno di una strategia di marketing efficace? La web agency Netminds ha un reparto marketing ad hoc che vi fornirà le migliori proposte per la vostra attività. Non vi resta che contattarci compilando il form contatti. Vi aspettiamo!

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

SEO: le 5 cose da NON fare per ottimizzare una scheda prodotto in un e-commerce

10:10
Le cose da non fare in una scheda prodotto per un sito di e-commerce
SEO e scheda prodotto fonte flickr.com Paloma Gómez
Se nella prima parte del nostro focus sull'ottimizzazione della scheda prodotto all'interno di un e-commerce vi abbiamo parlato di cosa bisogna fare in ottica SEO e quindi le linee guida da seguire, nel nostro secondo appuntamento vi diremo le cose da NON fare affinché possiate posizionarvi sui motori di ricerca e quindi aver la possibilità di poter aumentare il vostro fatturato. Del resto, una scheda prodotto scritta male potrebbe pregiudicare l'acquisto di una merce che avete messo in vendita. Con conseguente riduzione del vostro fatturato. Di seguito, quindi, vi daremo 5 indicazioni in tal senso:

5 cose da non fare per ottimizzare una scheda prodotto all'interno di un e-commerce

1) Copiare: Avete pensato di lavorare in maniera molto più rapida copiando ed incollando la descrizione dei siti ufficiali quali Apple, Samsung etc...? Google in particolare di solito penalizza i contenuti duplicati e non posiziona come vi aspetterete i siti che copiano. Quindi, se volete fare un buon lavoro, dovete scrivere contenuti originali.

2) Essere troppo brevi: Ok, vero, la brevità è importante su internet poiché pochi utenti mantengono la soglia di attenzione alta dall'inizio alla fine leggendo un articolo molto lungo. Questo, però, non vuol dire che le schede devono essere di 100/150 battute. Quanto deve essere lungo? Il giusto, non c'è una misura univoca valido per tutti.
E-commerce, cose da non fare per scrivere una scheda prodotto al meglio
Scheda prodotto, SEO ed e-commerce pixabay.com - geralt

3) Nomi dei prodotti univoci: Ogni prodotto ha un suo nome, e quindi dovete scrivere quello giusto. Vero che esistono prodotti simili ma, appunto, sono simili. Non uguali. E hanno nomi diversi.

4) Usare i tecnicismi: Essere troppo tecnici non è una qualità spesso apprezzata. Anzi, rischiate di non far capire ciò che scrivete. Ovviamente, non bisogna passare da un eccesso all'altro ed essere molto generico e usare una forma di linguaggio troppo informale. Un giusto compromesso è sicuramente la soluzione ideale.

5) Foto "pesanti" e non ottimizzate: Un errore che spesso si commette: foto di altissima qualità (il che non è un male, anzi) ma molto "pesanti" (cioè che pesano diversi MegaByte). Ciò rallenta tantissimo il caricamento della pagina. Le foto devono essere ottimali ma non devono rallentare la navigazione. Inoltre, ci sono dei tag HTML che permettono un miglior posizionamento delle foto. Perché non utilizzarli?


Stai commettendo uno di questi errori o hai bisogno di un sito e-commerce? Contatta lo staff ad hoc della web agency Netminds compilando il form contatti. Ti aspettiamo!

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Ecommerce: meglio un marketplace o un sito web proprio?

10:44
Home page del marketplace eBay
L'home page del marketplace eBay
Per un'attività di e-commerce meglio un marketplace o un sito web di cui si è proprietari? La scelta può sembrare facile ma non lo è e bisogna valutare tutte le situazioni. Prima di entrare nel vivo della tematica, diamo la definizione di marketplace: come è scritto su Wikipedia, si intende un sito internet dove i venditori possono inserire i prodotti che vogliono commercializzare. Giusto per citare alcuni esempi, eBay e Amazon sono due marketplace. Ritornando alla domanda con cui si è aperto l'approfondimento: meglio un sito e-commerce proprio o un marketplace? Di seguito i motivi per cui è meglio utilizzare l'uno e perché meglio usare l'altro.

Perché utilizzare un marketplace

I motivi per cui è opportuno utilizzare un marketplace sono diversi:


  • Visibilità: Di base, i marketplace sono più conosciuti ed hanno un numero di visite notevolmente maggiore rispetto ad un e-commerce appena nato. Spesso molti venditori inseriscono prima il proprio negozio online sui vari marketplace e poi, in un secondo momento, aprono un proprio sito web in modo da sfruttare una propria reputazione maturata nel corso del tempo.
  • Varietà dei prodotti: Sui marketplace è possibile vendere tutti i tipi di prodotti, anche eterogenei fra di loro oppure di seconda mano etc... Su un proprio sito e-commerce, invece, è meglio avere una linearità di prodotti ed essere specifici. Ad esempio, un e-commerce di un negozio che vende hardware difficilmente venderà anche scarpe. Una diversità che, invece, si può riscontrare tranquillamente in un marketplace.
    Home page del sito del marketplace Amazon
    Home page del sito del marketplace Amazon
  • Facilità: Poter sviluppare un proprio negozio su un marketplace non è complicatissimo poiché è tutto guidato dalla piattaforma su cui vi appoggiate. Mentre per realizzare un proprio sito di e-commerce è necessario possedere delle competenze non da poco e un errore potrebbe influenzare tutto il progetto (scelta della piattaforma, grafica, user experience, strategie SEO etc...)
  • Costi: È vero, in un marketplace ci sono da pagare le commissioni. Ma non pensate che un e-commerce sia gratuito: spese del dominio, manutenzione, grafica etc... non sono roba da poco.

Perché utilizzare un sito proprio di e-commerce

Ecco perché è meglio sviluppare un proprio sito di e-commerce rispetto ad un marketplace:


  • Personalizzazione: C'è chi dice che il marketplace permetta una personalizzazione maggiore ma in realtà non è proprio così. Se siete bravi oppure vi affidate ad un team di esperti, potrete personalizzare in qualsiasi modo il vostro e-commerce.
  • Costi: Qui bisogna aprire una piccola parentesi. Per e-commerce di grosse dimensioni che fatturano tanto, potrebbe non essere troppo conveniente pagare una commissione per ogni trattativa conclusa. Insomma, fatevi due conti. Vi conviene pagare le commissioni e lo spazio su un marketplace oppure server, manutenzione etc.. per il vostro sito di e-commerce?
    Screen shot del sito alibaba.com, un e-commerce cinese dall'incredibile fatturato
    Home page del sito di e-commerce Alibaba.com
  • Responsabilità: Se siete sempre attenti a tutelare il cliente spedendo la merce in tempo, le persone si ricorderanno della vostra serietà e del vostro e-commerce. Mentre sul marketplace difficilmente riuscirete ad emergere in tal senso.
  • Non ci sono limiti: In un marketplace potrebbero esserci dei limiti (come per esempio eBay), mentre - teoricamente - nel vostro sito di e-commerce potrete caricare tutti i prodotti che volete. Senza alcuna restrizione (se non quelle legate alle leggi).


Adesso, però, vi starete chiedendo: "In generale, meglio un marketplace o un sito di e-commerce?". Impossibile dare una risposta univoca: contattate la web agency Netminds compilando l'apposito form contatti che - con il suo staff ad hoc riguardante lo sviluppo di ecommerce Magento - vi saprà fornire la migliore soluzione possibile.

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---


Le 5 ragioni perché un negozio online dovrebbe avere PayPal

10:22
Paypal, metodo di pagamento online fonte: Wikipedia - Bkkbrad
Oggi un rivenditore online non può prescindere da PayPal, un metodo rapido, affidabile e innovativo per pagare e farsi pagare. Perché è necessario che, fra le opzioni possibili, un negoziante permetta il pagamento attraverso questa forma? I motivi sono molteplici e portano tutti dritto all'obiettivo che un qualsiasi e-commerce si pone: aumentare il proprio fatturato. In un settore che, peraltro, è in fortissima crescita nonostante la crisi economica (clicca qui per leggere il nostro approfondimento).

I 5 motivi per cui un negozio online debba avere PayPal

1) Al di là di casi sporadici su cui si è subito provveduto a fornire scuse e rimborsare gran parte di quanto speso dal cliente, il sistema PayPal garantisce sicurezza, fiducia ed affidabilità. E, nel mondo dell'online dove molto spesso non si conosce il venditore, l'affidabilità è un fattore spesso decisivo che induce all'acquisto.

2) Permette una facilità di acquisto non indifferente. Con la spunta "Paga adesso", infatti, il cliente con un semplice click paga l'oggetto senza dover ogni volta re-inserire tutti i dati. Il motivo è presto detto: all'atto dell'iscrizione, si fornisce a PayPal i dati della propria carta di credito (che conosce, ovviamente, soltanto PayPal), e non ci sarà bisogno di far perdere tempo ai clienti perché è tutto memorizzato dal sistema. Gli unici dati da inserire per acquistare sono, ovviamente, l'username e la password. E, si sa, il cliente non vuole perdere tempo.

PayPal, un e-commerce dovrebbe averlo fonte:  Super-Studio
3) Su eBay le protezioni aumentano. Premettendo che dal 2002 PayPal è una società controllata dal colosso che si occupa di marketplace per negozi che rivendono online e quindi integrare i due è davvero molto semplice (clicca qui per sapere come fare), il fatto che si usi un sistema che il sito ospitante caldeggia garantisce fiducia. E che, quindi, invoglia all'acquisto. Del resto, eBay non avrebbe nessun interesse a promuovere metodi di pagamento inaffidabili. Non avere PayPal, quindi, vi farà perdere un'importante fetta di mercato. E se non doveste avere eBay, la fetta aumenterà generandovi numerosi problemi di fatturato.

4) Con PayPal si può acquistare da mobile con estrema facilità. Sempre più utenti, infatti, acquistano da tablet o smartphone e, quindi, favorire le operazioni di compravendita su dispositivi non fissi aumenterà sicuramente il vostro business. Il tutto, inserendo semplicemente una modalità di pagamento.

5) Privacy dei clienti rispettata. Questo è un corollario del punto 2. Quante volte non avete acquistato da internet perché temete che il rivenditore possa acquisire informazioni su di voi e tempestarvi di e-mail oppure potrebbe rubare i vostri dati? Con PayPal tutti i problemi sono risolti: cliccando su "Paga adesso", infatti, basterà che il cliente metta solo username e password. Nient'altro. E questo è un vantaggio enorme per il negoziante che può mettere a proprio agio gli utenti che navigano sul suo sito.


Hai bisogno di un sito di commercio elettronico? Lo staff della web agency Netminds ha a disposizione uno staff ad hoc composto da professionisti del settore dello sviluppo di e-commerce. Puoi contattarci compilando l'apposito form. Ti aspettiamo!

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

P.S. Se ancora non vi è chiaro tutto, PayPal ha pubblicato un video al riguardo. Eccolo:


--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

E-commerce, Magento piattaforma più utilizzata [Infografica]

10:04
Qual è la piattaforma più usata nell'ambito e-commerce? A questa domanda risponde la nostra infografica (i dati sono stati presi qui) che potrete vedere in fondo all'articolo.

Stravince Magento (clicca qui per leggere il nostro approfondimento su questa piattaforma) con percentuali che sono più di tre volte superiori al secondo, Prestashop (leggi qui le cinque differenze con Magento). Virtuemart (clicca qui per leggere le cinque differenze tra Virtuemart e Magento) è dietro Shopify.

Per un'analisi più approfondita dei dati, vi rimandiamo all'infografica di seguito.


Vuoi sapere qual è la piattaforma più adatta al tuo e-commerce? La nostra web agency ha uno staff ad hoc per quanto riguardo lo sviluppo di e-commerce e saprà consigliarti la migliore soluzione: non ti resta che scriverci al form contatti.

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social network!

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---

Ecommerce: Alibaba, cronaca di un successo

11:47
Foto di gruppo dell'e-commerce Alibaba
Manager di Alibaba fonte: Wikipedia - Rico Shen
"Sedevo in un caffé di San Francisco, e mi venne in mente che il nome "Alibaba" suona bene. Domandai a una cameriera che passava di lì: "Sa qualcosa di Alibaba?". Lei disse di sì. Domandai che cosa sapesse di Alibaba, e lei disse "Alibaba e i quaranta ladroni". "Ecco il nome!" pensai. Dopo andai per strada e cominciai a domandare in giro a 30 persone diverse se sapevano di Alibaba. Indiani, tedeschi, da Tokyo alla Cina, tutti conoscevano Alibaba. Alibaba aprì il sesamo. Alibaba è una persona buona, lesta negli affari e aiutò il suo villaggio. Così facile da pronunciare, e nome internazionale. Alibaba apre il sesamo di piccole e medie compagnie. Abbiamo registrato pure "Alimama", nel caso qualcuno volesse sposarci!". Con queste parole (fonte), Jack Ma fondatore di Alibaba Group, ha spiegato le origini del colosso di e-commerce che nel 2012 ha gestito un volume superiore ad eBay ed Amazon messi insieme: 170 milioni di euro contro i 74,4 di Amazon e i 16 di eBay.

Un gruppo che ha notevoli margini di miglioramento considerando che, come scrive il prestigioso quotidiano economico "The Economist", nel 2020 il mercato di commercio elettronico in Cina avrà un volume d'affari più grande di America, Giappone, Gran Bretagna, Germania e Francia. Sommati, naturalmente. Se Amazon ed eBay sono più forti nei mercati classici, Alibaba ha puntato su quelli emergenti. Ed i risultati gli stanno dando ragione.

Ma cosa ha aggiunto Alibaba al panorama già esistente dell'e-commerce? La rivista "L'Espresso" ha provato a dare una risposta: "Alibaba - scrive il settimanale - è soprattutto un intermediario elettronico per le piccole e medie imprese (o come si dice in inglese un sito business-to-business). In questo senso l’aspetto più straordinario di Alibaba è il contributo fornito allo sviluppo cinese. [...] Non solo l’Internet permette di fornire enormi dettagli sui prodotti venduti, permette anche agevoli ricerche on line su quali prodotti siano più adeguati. Per facilitare la comunicazione tra venditore e compratore Alibaba facilita la traduzione dal cinese alle lingue occidentali, superando un’importante barriera linguistica. Infine, Alibaba si pone come intermediario di fiducia. Il cliente paga la merce ad Alibaba, che non trasferisce i soldi al venditore fino a quando il cliente non si dichiara soddisfatto".
La sede principale di Alibaba, a Hangzhou
Sede di Alibaba a  Hangzhou fonte: Wikipedia - Thomas LOMBARD

In ogni caso, però, bisogna tener conto del sistema di riferimento: come sostiene Forbes, potrebbe essere complicato per Alibaba diventare protagonista sul mercato americano mentre Amazon rischia di trovare difficoltà imponenti per affermarsi nel mercato cinese. Del resto, non è detto che un successo a Wall Street sia garanzia di un successo anche nell'economia reale. Amazon, d'altro canto, prima di investire in maniera massiccia su mercati orientali deve prima conoscerne tutte le caratteristiche. E ciò impiegherà del tempo. Inoltre, tra Amazon ed Alibaba ci sono alcune differenze: il colosso cinese  non ha magazzini e infrastrutture costose, non crea prodotti e non vende direttamente al pubblico come fa, appunto, il marketplace americano.

Prima di chiudere l'approfondimento su Alibaba, è necessario capire quali sono le fonti di guadagno di Alibaba: ci sono due società del gruppo, Taobao e Tmall. La prima è uno spazio dove i venditori mettono  i loro prodotti in vetrine senza pagare alcuna commissione. Ed il guadagno? Semplice, il funzionamento è simile a quello di Google AdWords: i venditori pagano per stare in evidenza. Tmall, invece, è uno spazio ad hoc per marchi rinomati (come Nike, Gap etc...) che pagano un deposito ed una commissione per ogni affare concluso. Inoltre, attraverso Tmall global è possibile vendere ai consumatori cinesi anche senza avere nessuna sede legale in Cina.

Comunque vada, c'è chi ha già nominato Jack Ma "lo Steve Jobs della Cina".

--- Seguici su FacebookTwitterGooglePlus e LinkedIn! ---
netminds.it. Powered by Blogger.