Piattaforme eCommerce: le 5 differenze tra Magento e WordPress (WooCommerce)

10:08
Continua il nostro focus sulla realizzazione dei siti e-commerce. Se nella seconda puntata abbiamo parlato delle 5 differenze tra Magento e Prestashop, questa volta il confronto è tra lo stesso MagentoWordPress, che per funzionare da e-commerce ha bisogno di estensioni ad hoc: in questo caso, parliamo di WooCommerce, un plug in installabile sulla piattaforma di blogging.

N.B. Da questo momento in poi, parleremo di WooCommerce nel confronto con Magento.

Magento vs WooCommerce: le 5 differenze

1) Hosting: Qui c'è già la prima differenza. Se voleste realizzare un sito e-commerce con WooCommerce, avreste bisogno di una "potenza" minore dell'hosting (qui la definizione di hosting su Wikipedia). In virtù di ciò, quindi, se voleste optare per Magento, avreste necessariamente bisogno di un hosting più "potente" e quindi fate attenzione ai requisiti minimi.
Un'immagine del pannello di controllo di Magento fonte foto: Wikipedia Antonio Pardo from Neo Tokyo, Japan
Il pannello di controllo di Magento

2) Difficoltà di utilizzo: La parola "utilizzo" qui ha due facce: una riguarda il lato dello sviluppatore e l'altra riguarda il lato del gestore (cioè praticamente l'inserimento dei prodotti, l'inserimento di offerte ad hoc etc...). Per quanto concerne il lato dello sviluppatore, Magento si dimostra un po' più ostico poiché ha diverse funzionalità e diversi codici da conoscere e saper interpretare. Invece, nel lato gestionale entrambi hanno gli stessi difetti e gli stessi pregi: da una parte le classiche difficoltà iniziali di apprendimento per chi si ritrova ad affrontare una piattaforma nuova mentre dall'altra parte c'è la sensazione che - una volta capito il funzionamento di entrambi - di solito non sorgano problemi di difficile soluzione.

3) Un solo pannello, più amministratori: È una delle peculiarità di Magento e ne abbiamo già parlato nella prima parte del nostro focus sullo sviluppo di siti e-commerce con Magento. In pratica, è possibile gestire più negozi online attraverso un unico pannello di amministrazione. Una facilitazione che WooCommerce non concede, a meno che non si scarichino dei plug in ad hoc con tutto ciò che ne consegue (possibili bug, non tutti i plug in sono gratuiti etc...).

4) Blog: Qui è la nota dolente di Magento. Magento, infatti, non mette a disposizione un blog mentre WooCommerce - che, non dimentichiamolo, è un plug in di WordPress - . Questo comporta che - a livello SEO - potrebbe essere più facile posizionare un sito di commercio elettronico con WooCommerce che con Magento. Non a caso, c'è chi dice che WooCommerce sia perfetto per l'infocommerce. Cos'è l'infocommerce? Ve lo spiegheremo in un prossimo appuntamento. Sottolineiamo solo il fatto come l'infocommerce sia un'altra cosa rispetto all'e-commerce. Per il blog, è importante scrivere articoli che possano essere posizionati sui motori di ricerca, come sottolinea l'agenzia SEO di Milano Pyco.

5) Generazione di documenti: Per quanto riguarda la creazione di documenti generati con l'ordine (quali fatture etc...), Magento è perfetto poiché - nascendo come una piattaforma di e-commerce - include già di default tutto ciò che serve ed è davvero molto specifico e preciso. Con WooCommerce, invece, se si volesse avere un quadro più dettagliato su documenti del genere, sarebbe necessario installare dei plug in ad hoc e quindi occupare del tempo a trovare quello adatto a discapito di altre attività che potrebbero interessare il vostro business.
Schermata di installazione del plug in WooCommerce
Installazione del plug in WooCommerce

Come per la seconda parte del nostro focus sulla realizzazione di siti e-commerce con Magento e Prestashop, arriva la domanda dalle mille pistole: meglio Magento o WooCommerce? In realtà dipende da tantissimi fattori e dovreste rispondere prima a delle domande preliminari quali "quanto è grande il mio business?", "che conoscenza ho a livello di programmazione?", "devo sviluppare un e-commerce oppure un info-commerce?".


In ogni caso, potreste rivolgervi alla nostra web agency Netminds che ha al suo interno uno staff con personale specializzato proprio sull'e-commerce che saprà fornirvi la migliore soluzione al vostro business. Per contattarci basta compilare il nostro form contatti.


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Le 5 domande e le 5 risposte su cos'è la gamification - parte IV -

10:55
Gamification e realtà aumentata: due possibili business in futuro?Benvenuti nella quarta e ultima puntata del nostro focus dedicato alla gamification. Nella vi abbiamo parlato della situazione in Italia (nella prima abbiamo parlato di cos'è la gamification mentre nella seconda abbiamo discusso di alcuni esempi e case history). Adesso vi parliamo delle 5 domande e delle 5 risposte riguardante la gamification.




Gamification: 5 domande e 5 risposte

1) Se creo un ambiente ludico, poi i dipendenti ed i manager non rischiano di non prendere sul serio il loro lavoro?
Falso. La gamification non sostituisce il lavoro ma aiuta a svolgerlo meglio.

2) La competizione legata al gioco, non può minare la serenità dell'ambiente di lavoro?
No. Chi vince al gioco non ha di solito nessuna remunerazione in denaro in più e non sale di grado. La gamification è soltanto uno strumento per raggiungere degli obiettivi in maniera serena e per affievolire la pesantezza delle ore di lavoro.

3) La gamification rivolta al consumatore va bene per tutte le aziende?
Dipende. È necessario - come in tutte le cose - un'attenta analisi.

4) Se io creo delle squadre per delle competizioni sportive all'interno dell'azienda, non c'è il rischio di creare sottogruppi?
No, perché si scelgono, non a caso, sport dove è alto lo spirito sportivo (come appunto il rugby menzionato prima) e le squadre non sono sempre le stesse.

5) Quali sono i benefici pratici della gamification riguardo lo stress?
Un beneficio pratico è la sopportazione dello stress. Fare sport - secondo diversi psicoterapeutici - permette ad un lavoratore di sopportare meglio lo stress.

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Cos'è la gamification: la situazione in Italia - parte III -

10:00
Continua il nostro focus su cos'è la gamification e le sue varie sfumature. Dopo aver introdotto l'argomento nella prima puntata e aver , vi parliamo della situazione in Italia, dove la situazione non è così rosea poiché c'è un gap notevole da recuperare.

La gamification in Italia

E in Italia? Nel nostro paese come va la gamification? Ecco, se siete alla ricerca di un business, allora tenetevi pronti. Il nostro paese è rimasto notevolmente indietro per quanto riguarda questo settore anche se ci sono realtà come Badgeminton, "strumento in grado di agire sulle naturali attitudini, spingendo gli utenti, divenuti giocatori, a modificare le proprie abitudini all’interno di un sistema reso più divertente". Se per quanto riguarda la gamification tra azienda e consumatori si stanno facendo dei passi avanti, lo stesso concetto tra manager e dipendenti, però, tarda ad essere acquisito. Del resto, se Google è famoso anche per i suoi campus dove tutti i lavoratori si ritrovano a svolgere attività sportive e ludiche migliorando così il rendimento, in Italia si fa addirittura fatica a concepire il co-working. In ogni caso, però, sarà un processo irreversibile e, quindi, tutte le aziende giocoforza dovranno adeguarsi.
Google top anche nella gamification: una foto del campus
fonte: Wikipedia - Sebastian Bergmann Flickr Google Campus
Non a caso, secondo Gartner - che si occupa di analisi - la metà di tutte le aziende presenti nell'elenco Forbes Global 2000  avranno "ludicizzato" i processi di innovazione che gestiscono nel 2015. Eppure basterebbe davvero poco poiché molte app utili a "gamificare" l'ambiente di lavoro sono già presenti sul web. Per esempiose i dipendenti devono imparare l'inglese, c'è Duolinguo, un'app che crea una competizione con livelli sempre superiori generando una classifica dove l'azienda potrebbe tranquillamente fornire delle penalità ludiche a chi non sta al passo degli altri e premiare chi, invece, riesce ad apprendere meglio. Oppure basti pensare a Freshdesk Arcade, una piattaforma ludica dedicata in particolare agli addetti al customer service per stimolare il lavoro durante l'orario di ufficio (video dimostrativo).


Non siete ancora convinti? Allora eccovi un paio di case histories vincenti relativi al consumatore (IN ITALIA!)

Come Birra Baladin ha usato Facebook per la gamification
La gamification della Birra Baladin su Facebook
Birra Baladin e Facebook come strumento di gamification
Usare Facebook per stimolare il vero coinvolgimento. È ciò che fatto la Birra Baladin, dove, attraverso una tab apposita sul famoso social network, i fan possono creare una propria etichetta oppure una parte di essa che poi verrà pubblicata sulla pagina della birra. Qui c'è una evoluzione: non sono previsti badge, punti o classifiche: semplicemente la soddisfazione di vedere il proprio lavoro sulla bacheca di un marchio prestigioso.

Pit Stop 101 by Pirelli
Pit Stop 101 by Pirelli è un'app che presenta 3 modalità che simulano quelle di una corsa automobilistica: giro veloce, sorpasso, squadra. Perché l'utente dovrebbe giocare? Ogni giorno ha avuto la possibilità di vincere gadget e di partecipare all’estrazione finale di un viaggio alla sede della scuderia Red Bull in UK. Ed è stato subito virale aumentando notevolmente i fan su Facebook e la web reputation del marchio sul web.


Vi aspettiamo per la sulla gamification nel sito della nostra web agency: risponderemo alle 5 domande più comuni. Vi aspettiamo!

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Conferenza stampa "OPENARTAWARD": Avenire Studio e Netminds fra i finalisti

13:07
Logo conferenza stampa OpenArt Award
Evento conferenza stampa OpenArt Award
Avenire Studio e la web agency Netminds tra i finalisti  del concorso "OPENARTAWARD - Premio alla pubblicità", unico evento in Campania dedicato alla comunicazione e patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico, della Regione Campania e del Comune di Napoli dedicato ad aziende che si sono particolarmente distinte in questo settore. I partner dell'evento sono "NapoliFilmFestival", "Artisti In Vetrina", "cartiere FEDRIGONI" e "PIXARTPRINTING".


Mercoledì 24 settembre alle ore 11:30 presso il PAN (Palazzo Arti Napoli), sito in via Dei Mille 60, a Napoli, ci sarà un incontro con la stampa per presentare ai media la 3a edizione. Conferenza stampa a cui sarà presente anche la web agency Netminds e Avenire Studio. La finale, pubblicizzata anche sul sito del Comune di Napoli, si terrà sabato 27 settembre sempre al PAN.
Logo Avenire Studio all' OpenArt Award
Il logo di Avenire Studio in finale al concorso OpenArt Award


La giuria del concorso - unico premio del settore ad avere questa caratteristica - è costituita da allievi ed ex allievi dei corsi di grafica e comunicazione visiva dell'istituto OpenArt.

AGGIORNAMENTO: Il logo realizzato da Avenire Studio e Netminds (che potete vedere di fianco) ha ottenuto un lusinghiero secondo posto in occasione della premiazione tenutasi al PAN sabato 27 settembre la cui edizione di quest'anno è stata insignita della medaglia del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, quale suo premio di rappresentanza.







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Piattaforme eCommerce, le 5 differenze tra Magento e Prestashop

10:13
Nel primo articolo sul nostro focus - tra le piattaforme per lo sviluppo di siti ecommerce - abbiamo parlato dei 10 vantaggi nell'utilizzare Magento. Nella seconda parte vi mostreremo le 5 differenze tra Magento e Prestashop.

Magento vs Prestashop: le 5 differenze

Installazione: Per quanto concerna la piattaforma Magento, quest'ultima necessita di un'impostazione più avanzata e di un sistema aggiornato con diverse estensioni attive. Prestashop, invece, è più scorrevole in tal senso e non presenta particolari problemi al riguardo. In ogni caso, Magento, una volta installato, non presenta particolari problemi sotto quest'aspetto.

L'home page del sito di Magento
L'home page del sito di Magento
Motore di ricerca veloce: Il motore di ricerca veloce di Magento non è proprio dei migliori. In linea generale, le ricerche vengono effettuate parola per parola (per esempio, se scrivete "bici elettrica" vi cerca tutti i prodotti che contengono al loro interno la parola "bici" e la parola "elettrica"). In ogni caso, c'è comunque un'estensione per risolvere questa problematica. La caratteristica principale, però, è comunque la possibilità di aggiungere determinati attributi del prodotto oppure personalizzare la ricerca, come per esempio chiedere di non ricercare nella descrizione del prodotto. Prestashop, invece, presenta un motore di ricerca più veloce ed ha un funzionamento simile a Google Suggest: cioè, mentre si scrive vengono suggeriti i risultati di ricerca in base ai prodotti presenti. Non sono previste ricerche per attributo ed infine il risultato finale viene classificato in base ad un ordine di pertinenza.

Dimensioni negozio e-commerce: Qui le differenze si fanno più marcate. Per la sua semplicità d'uso e la sua intuitività, Prestashop è adatto per e-commerce di dimensioni medio-piccole che non hanno una grandissima varietà di prodotti da offrire in vetrina. Se, invece, avete un negozio online con migliaia di prodotti da poter vendere, Magento - per le tante funzioni che mette a disposizione e per la sua completezza - è l'ideale per gestire un e-commerce di grandi dimensioni.

Mobile: Ci sono differenze sostanziali anche in questo campo. Magento - dietro pagamento - offre la possibilità, dall'interno del proprio back office, di sviluppare un'app da poter pubblicare su iTunes o su Google Play e anche di presentare due temi diversi agli utenti: uno per i dispositivi mobile (tablet e smartphone) ed un altro per i dispositivi fissi. Una caratteristica di Prestashop è - nella versione 1.6 della piattaforma - la presenza del pannello di controllo responsive. Un'opportunità che offre di default.

Hosting: Magento richiede un hosting più potente e quindi più costoso, con prezzi che possono variare notevolmente. Quanto può costare? Dipende anche dal vostro sito e-commerce: per quanto riguarda Prestashop, la piattaforma è in partnership con quattro provider di hosting mentre per Magento si possono spendere anche 300€ all'anno I.V.A. compresa.


Home page del sito di Prestashop
Home page del sito di Prestashop
Dopo aver sottolineato le 5 differenze tra Magento e Prestashop, scatta automaticamente la domanda dalle mille pistole: chi dei due è meglio per il vostro negozio online? A questa domanda è difficile (se non impossibile) dare una risposta univoca poiché dipende da tantissimi fattori, quali per esempio il budget di spesa, la grandezza  del vostro e-commerce, la tipologia etc... etc... In linea di massima - come scritto nel punto 3 - si può preferire Magento per negozi di grandi dimensioni mentre Prestashop è adatto per e-commerce di medie dimensioni.

In ogni caso, la web agency Netminds ha, all'interno del suo staff, personale specializzato in e-commerce che saprà sicuramente consigliarvi la scelta migliore da fare.

Vi aspettiamo alla terza puntata del nostro focus in parleremo delle differenze tra Magento e WooCommerce, il plug in per l'e-commerce di WordPress. Per entrare in contatto con la web agency Netminds, basta compilare un semplice form.

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Perché realizzare un sito e-commerce con Magento - parte I -

10:00
La prima domanda di un'azienda che vuol vendere i propri prodotti sul web è: perché realizzare un sito e-commerce con Magento visto che comunque non è facilissimo da usare pur avendo moltissime funzionalità?
logo di Magento
Il logo del C.M.S. Magento fonte: Wikipedia magentocommerce.com
La nostra web agency - che ha al suo interno esperti del settore - prova a spiegarvi in maniera semplice ma esaustiva i 10 motivi per cui è preferibile installare Magento se voleste realizzare un sito web di e-commerce.




I dieci vantaggi nella realizzazione di un sito e-commerce con Magento

I vantaggi nello sviluppare un e-commerce con C.M.S. Magento sono notevoli. Di seguito vi elenchiamo quelli principali:
  • Nessun vincolo ad un C.M.S. proprietario. Che significa? In pratica, Magento è open source e quindi è modificabile anche da terzi. Se per esempio pensaste di non aver , potreste tranquillamente affidarvi ad una web agency che svolgerà il lavoro al posto vostro;

  • Continuamente aggiornato da terzi e da una comunità di sviluppatori che provvedono ad aggiungere plug in e nuove funzionalità;

  • SEO friendly, cioè ha tutte le caratteristiche di un sito ben ottimizzato e quindi - con un po' di praticità - è facilmente posizionabile sui motori di ricerca;

  • Gestione dei prodotti, dei clienti e degli ordini assolutamente efficace. Qualche esempio? Con Magento si possono controllare i carrelli abbandonati e c'è la possibilità di personalizzare un prodotto configurandolo con più colori; 

  • Più negozi, un'unica amministrazione. Sì, avete letto bene: attraverso il sistema GWS da un solo pannello potrete gestire tutti i negozi di e-commerce che avete;
    esempio demo store di Magento
    Demo store di Magento fonte: flicrk.com Arnaud Ligny

  • Personalizzazione dei ruoli. In pratica, non ci sono ruoli prestabiliti ma puoi decidere tu che compiti affidare nel pannello di controllo.

  • Facile ed intuitivo per il gestore;

  • Organizzazione delle newsletter integrata. In che senso? Che si può creare una mailing list direttamente da Magento e da lì mandare le newsletter;

  • Hai intenzione di avviare una strategia di marketing? Con Magento nessun problema: nel pannello personali si possono creare offerte e promozioni, compresa per esempio la spedizione gratuita;

  • Il vostro business è al di fuori dei confini italiani? Con Magento potrete impostare la modalità multilingua in modo che l'utente possa visionare il vostro store online con la lingua nello stato da cui sta visitando il vostro e-commerce.










Nonostante Magento sia un sistema molto complesso e richieda competenza, abbiamo a disposizione uno staff specializzato che ti potrà aiutare in qualsiasi momento. Non vi resta che contattarci compilando il nostro form contatti sul sito della web agency Netminds


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Cos'è la Gamification: esempi e case history - parte II -

10:00
Continua il nostro focus sulla "gamification". Nella prima parte vi abbiamo spiegato . In questa puntata vi parleremo dell'aspetto pratico della gamification analizzandone alcune case history.

Di seguito, infatti, ci sono 4 esempi della gamification (due riguardanti azienda e consumatore e 2 all'interno delle dinamiche della stessa impresa).

Case history: Heineken, gamification e Star Player
Un esempio (del 2011, giusto per dimostrare come l'Italia su questo campo sia molto indietro) vi farà capire i vantaggi: Heineken, famosa marca di birre olandesi, nel 2011, lancia Heineken Star Player, una multi-piattaforma live per giocare a calcio con gli altri iscritti, in occasione dell'Europa League, una delle competizioni calcistiche in ambito continentale. I risultati? Durante il torneo, +78% delle  citazioni rispetto agli altri sponsor.

Microsoft e la gamification: il Visual Studio Achievements
La Microsoft - per incoraggiare i programmatori a sviluppare in C# o Visual Basic - ha ideato nel 2012 Visual Studio Achievements. Di cosa si tratta? Trasformando la programmazione in un gioco a premi, praticamente mentre si scrive per un’applicazione in C# o Visual Basic, Visual Studio Achievements analizza il codice e attribuisce al programmatore un badge in base alle funzioni utilizzate. Ogni badge rappresenta un mezzo per ottenere punteggi che andranno a comporre la classifica finale: qualora gli interessati lo dovessero desiderare, ogni badge acquisito può essere visibile su Microsoft Developer Network (MSDN) e su Facebook.

Xerox e la sfida tra i dipendenti
Gamification, l'app Stepping Up di Xerox
l'app Stepping Up di Xerox fonte foto: bewe.it
I due esempi pratici che sono stati menzionati, sono rivolti alla gamification verso gli utenti. Ma in questo caso si rivolge anche a dipendenti e managerXerox, azienda che si occupa della produzione di stampanti e fotocopiatrici, con l'applicazione Stepping Up permette all’utente (compresi dipendenti e manager) deve applicare quanto appreso in attività on the job, chiamate quests. Durante questa fase, non sarà da solo ma lavorerà in un gruppo dove la sana competizione ha stimolato la voglia di sapere. I risultati sono stati soddisfacenti: è stato dimostrato che abbiano avuto effetti positivi sia sull'ambiente di lavoro che sulla capacità di apprendimento dei lavoratori.

Keas e Proof, gamification per la salute dei dipendenti

Home page di Proof, strumento usato per la gamification
Gamification, ecco Keas: utile per la salute dei dipendenti
Keas, piattaforma per valutare la salute dei dipendenti
Come migliorare la salute dei propri dipendenti? Keas e Proof sono strumenti utili di gamification per la salute dei dipendenti di un'azienda. In che modo? Keas - guadagnando milioni di dollari, fra l'altro - permette, attraverso una piattaforma, di fare in modo che i dipendenti si creino un account e possano accedere ad un profilo in cui sono presenti compiti, scadenze e premi. Il tutto basato sulla loro realizzazione e la loro performance. Funzionamento simile ma con delle aggiunte riguarda Proof, che si occupa di salute dei dipendenti per ridurre i giorni di malattia e aumentando indirettamente la produttività che dispongono di un account personalizzato in cui devono fare delle ‘sfide a 7 giorni’. In cosa consistono queste sfide? Esercizio fisico tra i più diversi e comunque collegati alla sfida aziendale (fare le scale invece di prendere l’ascensore, usare la pausa pranzo per una corsa) e documentare il tutto con foto e video che possano fungere da prova ("proof" in inglese vuol dire proprio "prova"). I vantaggi? Menzione speciale sul blog aziendale, riconoscimenti e - nei casi più eclatanti - premi in denaro.


E in Italia? Siete curiosi di sapere come va la gamification in Italia? Vi aspettiamo per la terza parte del nostro focus nella sezione blog della web agency Netminds.

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Gamification: cos'è e perché potrebbe essere un business (anche in Italia!) - parte I -

10:34
Volete sapere qualcosa in più sulla "gamification"? Allora non perdete il nostro focus proprio su questa tematica, ancora praticamente sconosciuta in Italia. Il primo appuntamento vi parlerà proprio su cos'è la "gamification" con le varie sfaccettature.

Provate a digitare "gamification" su Google: troverete in prima pagina risultati in inglese, a parte la definizione su Wikipedia e su Google News un articolo sul sito de "il Corriere della Sera", oltre a siti specializzati. Oppure scrivetela su Microsoft Word o altri software per la scrittura: verrà segnato come errore.

La definizione di gamification

non è un caso. In Italia spesso alla parola "gioco" ed ai suoi derivati si dà soltanto un aspetto ludico. Ma in realtà oggi è molto altro. In America la chiamano "gamification": nello specifico, cos'è? In poche parole, è l'applicazione delle dinamiche dei videogame al di fuori dei videogame stessi (fonte). Non vi è chiaro? Immaginate dei dipendenti che - per migliorare lo spirito di squadra - giochino a rugby, uno degli sport dove il fattore gruppo è praticamente decisivo per la vittoria finale. Ma non solo. La gamification può essere rivolta anche ai consumatori, a coloro che praticamente tengono in vita un'azienda. Una domanda che potrebbe sorgere è: a cosa dovrebbe servire usare la gamification negli eventi o nelle strategie di marketing? Non sarebbe una spesa in più? Una risposta chiara la dà Azavista, fornitore olandese di tecnologie per eventi.
Gamification, l'home page di Azavista
Home page di Azavista

Uno dei problemi che si ritrova chi organizza convegni aziendali, è - non solo riempire la sala facendo in modo che i dipendenti partecipino - anche conquistare l'attenzione della platea, soprattutto quando si tratta di meeting impegnativi. Ecco, come si fa? Un'idea la fornisce proprio la gamification: è possibile introdurre elementi di competizione come mini-cacce al tesoro nel centro congressi o piccoli test relativi ai contenuti dell’evento che appaiono sullo schermo dello smartphone al termine di ogni presentazione chiedendo di rispondere alle domande o svolgere i test. Perché i partecipanti dovrebbero farlo? Perché - per esempio - chi ottiene i punteggi più alti avrà un premio o comunque dei riconoscimenti. Oppure, all'inverso, chi ha totalizzato il punteggio più basso, verrà "punito" attraverso delle penitenze ludiche. Unire l'utile al dilettevole, in pratica. Ma non è detto che possa essere utilizzato soltanto all'interno dei meeting aziendali: anche in convegni aperti al pubblico è una soluzione ottimale. Addirittura la gamification può incidere sulla salute fisica dei dipendenti. No, non è una esagerazione. Anzi. E non pensate che sia una prerogativa di piccoli marchi. Anzi. Fra le aziende che fanno uso della gamification c'è FourSquare che - pur non essendo il primo a farlo - per le sue caratteristiche di immediatezza è riuscito a raggiungere milioni di persone attraverso il classico step di un gioco: competizione, vittoria e premi.

Volete conoscere qualche esempio pratico? Appuntamento a mercoledì 17 settembre 2014 per la  sul blog della web agency Netminds. Vi aspettiamo!

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