Blog ed e-commerce: il focus completo

09:57
 Il nostro focus sul rapporto tra blog ed un sito di e-commerce fonte: pixabay.com - geralt
Focus completo su blog ed e-commerce fonte: pixabay.com - geralt
Vi siete persi il nostro focus a puntate sul rapporto tra l'implementazione di un blog ed un sito e-commerce? Nessun problema: vi riportiamo i tre nostri approfondimenti sui vantaggi nell'avere un blog all'interno di un portale che si occupa di commercio elettronico, sulle cose da fare e sulle cose da non fare. In ogni caso, di seguito vi mostriamo i link:

Prima parte:"Gli 8 motivi per cui è importante avere il blog associato ad un sito e-commerce".
Seconda parte:"Le 5 cose da svolgere se implementi il blog in un e-commerce".
Terza parte:"Le 5 cose da NON svolgere se implementi il blog in un e-commerce".


Hai bisogno di implementare un blog nel sito e-commerce oppure di avere un portale di commercio elettronico completamente nuovo? La web agency Netminds ha uno staff ad hoc per quanto riguarda lo sviluppo di siti ecommerce con Magento e personale apposito per quanto concerne il copywriting. Per contattarci, non ti resta che compilare il nostro form contatti.

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Le 5 cose da NON svolgere se implementi il blog in un e-commerce

10:23
Cinque cose da non fare se hai un blog in un e-commerce
 Blog, cose da evitare nell'e-commerce fonte: Wikipedia - Cortega9
Nella prima parte del nostro approfondimento sull'implementazione del blog in un sito e-commerce, vi abbiamo parlato dei vantaggi che ne possono derivare. Nella seconda parte, invece, vi abbiamo illustrato le 5 operazioni da compiere se doveste avere già un blog. In questa terza ed ultima parte, infine, discuteremo delle 5 azioni da NON svolgere se avete installato un blog nel vostro sito di commercio elettronico. E, per alcune, basta davvero un minimo di attenzione per evitare qualsiasi problema. Perché se un prodotto è vincente, lo si nota dall'attenzione verso i dettagli. Che poi, alla fine, fanno la differenza.


Le 5 cose da NON fare se hai un blog nel tuo e-commerce

1) Essere autoreferenziali: No, non dovete parlare sempre e solo di voi. Il blog non è uno spazio dove ad ogni post fate pubblicità a voi stessi e al vostro brand. Deve essere uno spazio di approfondimento riguardante le categorie dei prodotti che avete. Solo in casi particolari potete parlare espressamente del vostro brand (un prodotto in esclusiva che nessuno ha, risposte a possibili quesiti etc... etc...).

2) Non pensare ai motori di ricerca: Inutile girarci intorno. Oggi, chi scrive sul web, lo fa non solo pensando agli utenti ma anche ai motori di ricerca. Piaccia o meno è così. Del resto, il blog in un sito e-commerce serve anche per posizionare quest'ultimo. Ciò che piace ai motori di ricerca non piace agli utenti o viceversa? La difficoltà è proprio questa: trovare un giusto mix.

3) Non pensare a scadenze fisse: Spesso su internet è facile trovare blog aggiornati una volta in un mese, poi 10 articoli in una settimana etc... etc... Sbagliato: un blog va gestito seguendo delle scadenze fisse che vanno rispettate. Volete aggiornare il blog 3 volte a settimana? Ebbene, e tre volte a settimana debbano essere, a meno che non succedano eventi straordinari. In questo modo l'utente sa già che ad una certa data o ora trova dei post che potrebbero risultargli utili.
Il tuo e-commerce ha un blog? Ecco cosa non devi fare Fonte: pixabay.com - geralt
Cosa evitare se hai un blog nell'e-commerce? Fonte: pixabay.com - geralt

4) Ignorare i commenti degli utenti: Nulla di più fastidioso e di controproducente. Dovete interagire e rispondere agli utenti. Soprattutto se hanno dei dubbi e vogliono chiedere delle informazioni. L'utente deve sentirsi partecipe al progetto. Deve poter dire la sua in tutta tranquillità e deve ottenere risposte. 

5) Tralasciare il VERO obiettivo di un e-commerce: Qual è il vero obiettivo di un e-commerce? Vendere. Qual è l'obiettivo, quindi, di avere un blog su un sito e-commerce? Fare in modo che le persone dal blog, vadano nel sito e acquistino. È una catena: spesso i blog di un e-commerce hanno tante visite e poche conversioni. Ebbene, non essendo un sito di news probabilmente state sbagliando qualcosa. Certo, le visite possono essere importanti ma il vero obiettivo è vendere. Non dovete mai dimenticarlo.


Hai bisogno di un sito e-commerce o vuoi semplicemente implementare un blog al suo interno? Nessun problema: la web agency Netminds ha uno staff ad hoc costituito da professionisti del settore sia per quanto riguarda lo sviluppo di piattaforme e-commerce sia per quanto concerne il copywriting. Non ti resta che contattarci attraverso il form contatti.

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Le 5 cose da svolgere se implementi il blog in un e-commerce

10:26
Cinque regole per avere un blog di successo in un e-commerce fonte foto:pixabay.com geralt
Cosa fare per blog in un e-commerce fonte:pixabay.com geralt
Hai implementato un blog sul tuo sito e-commerce (clicca qui per leggere il nostro focus sull'e-commerce) ma il tuo business non riesce a decollare? Allora questo approfondimento è ciò che fa per te! Di seguito, infatti, sono illustrate le cinque cose da fare se vuoi avere un blog all'interno di un e-commerce. Cinque fattori che non possono essere trascurati per nessun motivo all'interno del tuo portale. Altrimenti potresti non avere risultati ottimali. Del resto, il commercio elettronico è un settore che richiede grande dedizione e professionalità. Perché è necessario un lavoro di mesi per essere primi ma un attimo per sprofondare.

5 cose da fare se hai un blog nel tuo e-commerce

1) Scegliere le parole chiave giuste: Se il tuo e-commerce, per esempio, vende libri usati, non puoi certo scrivere articoli scegliendo delle parole chiave non consone al proprio business (per esempio "acquisto computer usati"). Non ha nessun senso. Il blog non è un'entità a parte. È un mezzo per far conoscere te. Ed il tuo business. Quindi bisogna prestare massima attenzione al riguardo.

2) Argomenti pertinenti: Il secondo punto è collegato al primo. Oltre a trovare le parole chiave giuste, dovete parlare di argomenti validi e, soprattutto, pertinenti. In un certo qual modo, devono essere collegati a ciò che vendete.

3) Adattare il blog allo stile dell'e-commerce: È vero che il blog probabilmente si appoggerà su una piattaforma diversa rispetto all'e-commerce (per esempio il blog si può appoggiare a blogger.com mentre l'e-commerce su Magento o Prestashop) ma bisogna dare una certa continuità di stile tra il blog e l'e-commerce. Esemplificando, se il colore principale della vostra attività è azzurro, lo stesso colore dovrà essere usato per il blog. Altrimenti l'utente potrebbe pensare che non siate voi a curare il blog ma un soggetto terzo indipendente da voi.
5 cose da sapere se si ha un blog all'interno di un e-commerce fonte: flickr.com - Kip-koech
Fare business su e-commerce con blog fonte: flickr.com - Kip-koech

4) Essere rispondente alle vostre esigenze e alle richieste dell'utente: È uscita una nuova versione del prodotto che vendete e volete scrivere così tante cose che - messe all'interno della descrizione dello nel vostro e-commerce - potrebbero risultare controproducente? Il blog può servire anche a questo. Dare maggiori informazioni sulle ultime novità del settore di cui vi occupate.

5) Scrivere testi di qualità: Un blog di approfondimento richiede meno quantità e più qualità. In altre parole, se per esempio in un sito di news ci sono tanti articoli di poche righe, ciò non sarà possibile per il vostro blog. In primis perché non è necessario scrivere continuamente e poi perché dovete mettere in mostra la vostra competenza. Quindi, articoli approfonditi (anche lunghi) dove parlate anche dei dettagli e date tutte le informazioni che servono. Anche se dovete dividerlo in più parti.


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SEO: le 5 cose da fare per ottimizzare una scheda prodotto in un e-commerce

10:19
5 indicazioni utili per ottimizzare al meglio una scheda prodotto in un e-commerce
Ottimizzazione scheda prodotto in e-commerce pixabay.com geralt
Una delle più grandi difficoltà per chi possiede o intende sviluppare un sito e-commerce è l'ottimizzazione delle schede prodotto affinché siano ben posizionati sui motori di ricerca, Google in primis. Ma quali sono le cose da fare? Come e cosa bisogna scrivere affinché il contenuto piaccia ai motori di ricerca e all'utente? Premesso che non ci siano regole "universali" e valide per tutti i tipi di siti di commercio elettronico, la web agency Netminds vi dà 5 indicazioni utili da seguire per non commettere errori gravi e compromettere il lavoro che state svolgendo nonché il vostro business.

Schede prodotto in un e-commerce: 5 cose da fare in ottica SEO

1) Avere bene in mente le keyword da posizionare: Quando si decide di scrivere qualcosa su internet, è inutile nasconderlo: bisogna farlo anche per i motori di ricerca. E, quindi, bisogna avere le idee chiare per quanto riguarda le parole chiave da provare a posizionare. Ma non basta: bisogna averle anche pertinenti. Un esempio potrebbe schiarirvi le idee: se volete commerciale un iPhone, il cellulare targato Apple, non dovreste certamente provare ad ottimizzare la scheda prodotto per "vendita smartphone economici"...

2) Ricche di dettagli: Attenzione: "ricche di dettagli" non vuole dire che debbano essere necessariamente lunghe. Semplicemente, devono poter rispondere - in uno spazio non eccessivo - alle domande più comuni che un utente può porsi. Ed ai motori di ricerca (Google in primis) piacciono gli articoli scritti in maniera approfondita...
SEO, per scheda prodotto in un e-commerce pixabay.com geralt

3) Mettere link esterni: Non abbiate paura di inserire un link che rimanda ad un URL non di vostra proprietà. Certo, non potreste certamente linkare la concorrenza però, sicuramente, un rimando ai siti ufficiali dei brand o a qualcuno che spiega meglio (o in maniera più dettagliata) il concetto che non possiate approfondire, potete farlo tranquillamente. Anzi, Google in particolare apprezza in particolare i link esterni. Avete timore che un utente vada nel link da voi proposto e non ritorni più sul vostro? Problema risolvibile facendo in modo che anziché aprirsi sovrascrivendo il vostro sito web, si apra in un'altra scheda. Quindi, non abbiate paura.

4) Essere coinvolgente: No, non state scrivendo un trattato di filosofia. Il vostro obiettivo è vendere e dovete invogliare all'acquisto. Quindi, non dovete essere freddi e dovete coinvolgere il lettore invitandolo all'azione. Possibilmente, un acquisto.

5) Scheda prodotto unica: Qui è il tasto dolente. La prima obiezione è:"Ho migliaia di prodotti, come devo fare?". Semplice: una scheda prodotta diversa per ogni prodotto. È un lavoraccio? Certo, ma posizionarsi su Google non è uno scherzo


Hai anche tu un e-commerce e hai bisogno di ottimizzare le schede prodotto? La web agency Netminds ha uno staff ad hoc composto da professionisti nel settore e-commerce che sicuramente saprà offrirti la soluzione migliore. Per contattarci, ti basta compilare il nostro form contatti mentre qui potrai dare un'occhiata al nostro portfolio. Ti aspettiamo!


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Gli 8 motivi per cui è importante avere il blog associato ad un sito e-commerce

10:14
Otto vantaggi per implementare un blog nell'e-commerce
Motivi per avere blog in ecommerce fonte: pixabay.com - geralt
Quando si sviluppa un sito e-commerce (clicca qui per leggere il nostro approfondimento sul commercio elettronico), spesso si dimentica - oppure si ignora - l'importanza di avere un blog. Nonostante siano davvero tante le piattaforme che offrano questo servizio (WordPress, Joomla, Blogger etc...). In alcuni casi addirittura lo si aggiorna nel periodo iniziale e, poi, per un qualsivoglia motivo, si abbandona il progetto iniziale senza ottimizzarne i contenuti (ecco alcuni suggerimenti dell'agenzia SEM Pyco al riguardo). Dando una brutta impressione all'utente che si trova a navigare sul vostro e-commerce. Noi vi diamo ben 8 motivi per cui è importante avere un blog su un sito e-commerce.


8 motivi per integrare il blog all'interno di un e-commerce

1) Dimostrare che l'e-commerce sia aggiornato: Avere un blog in un sito e-commerce aggiornato dà l'impressione che voi curiate il sito sempre e lo teniate sempre sotto controllo. Al contrario, possedere un blog trascurato mette in cattive luce l'intero e-commerce. Potete anche revisionare continuamente il vostro catalogo prodotti, ma se l'utente scopre che il blog non è "al passo" con l'intero sito, avrà la sensazione di visitare un sito vecchio. Antico. Obsoleto.

2) Migliorare il posizionamento sui motori di ricerca: Il blog migliora il vostro posizionamento sui motori  di ricerca. Del resto, il meccanismo è quasi automatico: se il vostro sito non ha errori gravi di codici e scrivete dei buoni articoli, potreste riuscire ad essere nelle prime posizioni (o almeno in prima pagina) per le parole chiave che interessano il vostro business. Occhio, però: non è un processo breve ed immediato ma i risultati si vedranno con il tempo e, di solito, sono duraturi.

Blog: ecco perché può far aumentare il fatturato di un e-commerce
Rapporto blog ed e-commerce fonte: pixabay.com - geralt

3) Aumentare la popolarità: Se il vostro blog è aggiornato ad intervalli regolari e scrivete articoli (o pubblicate video) interessanti, potreste avere una discreta popolarità sui social network e sul web. La conseguenza? Che il vostro brand farà rumore e si parlerà di voi.

4) Incentivare all'acquisto: Immaginate, per esempio, di scrivere delle qualità di un prodotto che voi avete nel catalogo. Senza dirlo direttamente, potreste incuriosire il cliente che andrà nel catalogo dei prodotti e, chissà, potrebbe perfino acquistarne uno. E così avrete un cliente "inaspettato".

5) Far capire di essere competenti: È una conseguenza quasi logica. Se nel vostro blog ci sono spunti interessanti, aggiornati e scritti in maniera fluida, l'utente capirà che si trova in un sito gestito da persone che capiscono e conoscono ciò che vendono. E, si sa, nel web la diffidenza del consumatore è spesso un fattore determinante nel successo o meno di un negozio online. Ecco, un blog potrebbe abbattere questa diffidenza.

6) Invogliare alla ricerca: Qui entra in gioco anche un po' di psicologia. Se dovete aggiornare il vostro blog, siete invogliati a svolgere delle ricerche, a vedere le ultime novità, ad essere continuamente preparati. E chissà che, tra libri e siti web, non troviate la soluzione giusta per far svoltare definitivamente il vostro business...

7) Possibilità di rispondere in maniera approfondita a richieste degli utenti: Piccolo esempio pratico: vi arrivano delle richieste di chiarimento o semplicemente di informazioni da parte dei clienti e avete già una sezione F.A.Q. piuttosto corposa. Ecco, il blog potrebbe esservi di grande aiuto poiché con uno o più post avrete l'opportunità di rispondere a tutti i dubbi che un utente può legittimamente avere.

Uno dei vantaggi è che il lettore di un blog può diventare un cliente per un e-commerce
Lettore può essere cliente fonte: flickr.com - Jorge Franganillo
8) Possibilità di avere un pubblico fidelizzato che possa diventare cliente: Scorrendo i dati di Google Analytics o qualsiasi altro strumento che vi permetta di avere i dati delle visite del vostro sito di e-commerce, scoprite che c'è uno zoccolo duro di persone che vi segue. Ebbene, considerando che siano presumibilmente persone interessate agli argomenti che trattate (ovviamente collegate al vostro business), chi l'ha detto che non possano essere clienti più o meno abituali? Il blog potrebbe aiutarvi a fare ciò.


Volete vedere un esempio pratico di un blog all'interno di un e-commerce? Osservate il blog di Halo, un negozio on line che vende cibo per animali

Proprio in virtù dei tanti vantaggi che può portare un blog all'interno di un'attività, abbiamo deciso deciso di implementarlo all'interno del nostro sito web (clicca qui per dare un'occhiata) con uno staff ad hoc che si occupa di copywriting.

Vuoi implementare anche tu il blog all'interno del tuo e-commerce oppure rinnovarlo completamente? Contatta la web agency Netminds attraverso il form contatti: il nostro staff dedito all'e-commerce saprà consigliarti la soluzione migliore.

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Cos'è l'infocommerce: definizione e approfondimento

10:06
Cos'è l'infocommerce? Che differenza c'è con l'e-commerce? Quali sono i vantaggi? Cosa dovrebbero fare i negozianti? In questo approfondimento cercheremo di rispondere a tutte le domande più comuni sull'argomento.

Cos'è l'infocommerce: definizione e differenze con e-commerce

Il processo dell'infocommerce
Una grafica che spiega il processo dell'infocommerce
Prima di tutto la definizione: l'infocommerce (unione di "info" - informazione - e "commerce"- commercio -) riguarda tutto ciò che l'utente fa per poter reperire informazioni (visitare forum, consultare siti specializzati, comparare i prezzi online etc...) prima di poter effettuare un acquisto e, come scrive l'agenzia SEO Milano Pyco, nel mondo anglo-sassone è già una realtà. Attenzione a non confondere con il termine "e-commerce":"l’e-commerce è una forma di commercio e vendita di beni o servizi che si effettua attraverso Internet, con piattaforme IT di diverso genere e struttura, a seconda che si gestiscano beni o servizi propri o di altri ed a seconda del tipo di rapporto (eventuale) che si instauri con i titolari della merce o dei servizi compravenduti ovvero, ancora, che il titolare di alcuni diritti di privativa si strutturi per fornire linee guida o altro ai propri rivenditori" (fonte: diritto24.ilsole24ore.com).

Cos'è l'infocommerce: vantaggi e rischi

Infocommerce: i vantaggi
Dopo aver spiegato cos'è l'infocommerce e le differenze con il commercio elettronico (clicca qui per leggere il nostro approfondimento sull'e-commerce), vediamo i vantaggi nello svolgere l'attività di infocommerce con un esempio. Piccola premessa: avete fatto tantissime volte infocommerce senza nemmeno accorgervene. Anche prima di internet. Proseguendo nella lettura capirete perché. Immaginate di acquistare uno smartphone ma ne volete sapere di più su modello, prezzo, caratteristiche tecniche etc... Cominciate a visitare forum di settore e a controllare i prezzi su internet oltre a leggere le varie recensioni e/o guardare video su YouTube. Ecco, questo è l'infocommerce online. Nel frattempo discutete con gli amici se, per esempio, sono rimasti soddisfatti riguardanti le prestazione dello smartphone. In questo caso si parla di infocommerce offline. Dopo aver reperito tutte le informazioni che reputiate utili, potete procedere all'acquisto preparati senza - come accadeva un tempo - rivolgervi al negoziante di turno per avere un quadro più chiaro. Negoziante che, ovviamente, non può certo dirvi tutti i difetti del prodotto che vi sta vendendo...
Infocommerce, anche Amazon non è immune al processo
Anche le recensioni di Amazon sono infocommerce

Infocommerce: i rischi
Attenzione, però, che - come in tutti gli ambiti di internet - c'è sempre il risvolto della medaglia. E non è necessario andare troppo lontano con il tempo e con la fantasia. Prendete, per esempio, TripdAvisor, uno dei portali più famosi al mondo per quanto riguarda le opinioni dei consumatori. Ebbene, secondo alcune associazioni di categoria, i controlli sugli account fake non sarebbero sufficienti per eliminare le recensioni false e questo potrebbe indurre utenti meno consapevoli a farsi ingannare. Stesso discorso potrebbe avvenire sui forum (creazione di utenti ad hoc per poter parlare bene o male - a seconda dei casi - di un determinato prodotto), siti specializzati (redazione di articoli, video, foto ad hoc per screditare o elogiare ingiustamente un brand in cambio di danaro o altra utilità) etc... etc... C'è da dire, però, che oggi l'utente ha raggiunto una maggiore consapevolezza ed è necessario contestualizzare il tutto. Al di là di casi limite, acquistare o vendere recensioni fasulle può avere i suoi frutti a breve termine ma, una volta capito il giochino, quel sito o quell'utente non avranno più credibilità e nessuno darà più importanza alla sua opinione. Se poi quell'utente ha migliaia di post sul forum e la gente per lo più è d'accordo con quanto scrive, difficilmente rischierà di rovinare la propria reputazione (del resto, sul web ci vogliono mesi se non anni per essere ritenuti affidabili ma basta un secondo per essere sbugiardato) vanificando in un attimo tutto il tempo usato per "costruirsi" un nome. Inoltre, ci sono alcune riviste settoriali che non possono permettersi "marchette" per la loro storia, il loro prestigio e la loro autorevolezza come Wired ("La Bibbia della rivoluzione digitale" secondo il Tg1), Focus (mensile che tratta il mondo della scienza) e tante altre.


Infocommerce nel proprio sito web

Volete fare un po' di infocommerce nel vostro sito web che tratta di commercio elettronico? Fermo restando che l'infocommerce è un'attività che coinvolge vasti rami di internet, sappiate che potrete farla. Ed i vantaggi potrebbero essere notevoli. Oltre ad inserire un blog nel vostro e-commerce con articoli ad hoc e ben ottimizzati in modo da posizionarsi nelle prime posizioni sui motori di ricerca, potreste lasciare spazio ai commenti e alle votazioni dei consumatori. in modo da riuscire ad ottenere una maggiore fiducia da parte loro.
Infocommerce: le recensioni sono spesso decisive per l'acquisto di un prodotto
Le recensioni degli utenti sono importanti nell'infocommerce
Ciò potrebbe costituire un vantaggio per due motivi: 1) l'interazione degli utenti con un articolo, post, foto etc... ne favorisce il posizionamento su Google 2) Potreste avere sempre sotto controllo l'umore dei vostri clienti così, se un prodotto non dovesse soddisfare il mercato, potreste sempre ritirarlo dal mercato.


Avete bisogno di maggiori dettagli? Volete sviluppare implementare un sito di e-commerce e/o migliorare la vostra reputazione sul web? Non vi resta che contattare  la nostra web agency Netminds attraverso la nostra sezione contatti. Vi aspettiamo!


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Realtà aumentata, gamification, formazione: il focus completo

10:26
Vi siete persi il nostro focus a puntate sulla realtà aumentata ed il rapporto con la gamification e la formazione? Nessun problema: di seguito ci sono i link delle due puntate riguardante proprio questa tematica:
Uso pratico della realtà aumentata
Un esempio di realtà aumentata
Prima Parte: "Realtà aumentata abbinata a formazione ed educazione: esempi e benefici".

Seconda Parte: "Realtà aumentata e gamification: due mondi che spesso si incrociano".

Se avete bisogno di sviluppare un'app in realtà aumentata, potete contattare la web agency Netminds (e dare un'occhiata al suo progetto proprio in realtà aumentata "Back to history") attraverso il form contatti.




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Realtà aumentata e gamification: due mondi che spesso si incrociano

10:19
Provare vestiti con la realtà aumentata
Realtà aumentata applicata al vestiario fonte: flickr Intel Free Press
Qualche giorno fa abbiamo realizzato un focus sulla gamification, un'attività che in Italia - soprattutto per quanto riguarda le dinamiche all'interno di una stessa azienda - è praticamente nulla. Ebbene, proprio sul rapporto tra gamification e realtà aumentata è incentrata la seconda parte del nostro approfondimento che ha come argomento principale proprio la AR (clicca qui per leggere la prima puntata riguardante il collegamento con la formazione e l'educazione). E gli sviluppi possono essere davvero sorprendenti. Del resto, in America sono già notevolmente avanti rispetto al nostro Paese.

Il rapporto tra realtà aumentata e gamification

Che rapporto c'è tra realtà aumentata e la gamification? Come sostiene entrepreneur.com - sito di una rivista americana dedicata agli imprenditori - in un suo articolo, è possibile aggiungere un elemento ludico alle riunioni di lavoro. Come? Attraverso giochi in realtà aumentata durante le assemblee è possibile coinvolgere ancora di più i partecipanti con delle domande a quiz su situazioni che sono state enunciate durante i meeting aziendali. Oppure, per esempio, i dipendenti devono imparare l'inglese ed il classico gioco a competizione risulta noioso: come fare per renderlo accattivante? Si può utilizzare la realtà aumentata. Cliccando su un proprio biglietto da visita si possono fornire informazioni sulla storia dell'azienda con particolari inediti. Le spiegazioni - che poi i dipendenti dovranno provvedere a tradurre - sono completamente in inglese. Il tutto inserito nella logica della gamification con premi (che NON consistono in soldi e/o avanzamenti di carriera), sfottò di derisione per gli ultimi classificati, squadre etc... etc... Ma è soltanto un esempio poiché le applicazioni pratiche della realtà aumentata all'interno della gamification aziendale sono tantissime. Per non parlare, poi, della gamification rivolta al consumatore: basta vedere al riguardo questo video targato Disney. Insomma, realtà aumentata e gamification sono due mondi che si incrociano e - spesso - la buona riuscita dell'uno determina il successo dell'altro.
Uso pratico della gamification con la realtà aumentata
Gamification con la realtà aumentata


Proprio in virtù di ciò, la web agency Netminds si è specializzata nella realtà aumentata applicata alla gamification ed al business. Non a caso, già nel luglio 2013 abbiamo realizzato un'app per OVS, un brand del gruppo Coin S.p.a., in realtà aumentata abbinata ad un gioco: quale? Inquadrando una t-shirt della linea dedicata AR, l'immagine della maglietta diventa un puzzle da compilare. Dopo aver giocato, sarà possibile condividere il risultato su Facebook e sfidare i propri amici scegliendo un proprio livello di difficoltà. Ecco un video dimostrativo di quanto scritto.

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Realtà aumentata abbinata a formazione ed educazione: esempi e benefici

10:04
applicazione di realtà aumentata
Applicazione realtà aumentata fonte: Wikipedia - Aboheshem
Prima di entrare nel vivo del nostro focus sulla realtà aumentata ed i relativi usi ed applicazioni al riguardo, ne diamo una definizione preliminare. Qui viene in soccorso Wikipedia: l'enciclopedia online spiega che per realtà aumentata "si intende l'arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi".

Una volta spiegata cos'è, analizziamo i settori ancora "scoperti" dove è possibile applicare la realtà aumentata con successo.

Realtà aumentata applicata a formazione ed educazione

Un dato sul rapporto tra la realtà aumentata applicata alla formazione ed all'educazione deve far riflettere: i risultati in italiano su Google sono praticamente inesistenti se paragonati a quelli in inglese. Per non parlare del fatto che è quasi impossibile trovare docenti del nostro paese con esperienza di realtà aumentata. A dispetto di quello che si può trovare oltre i nostri confini. "Una delle parti maggiormente eccitanti della tecnologia che io ho mai provato è la realtà aumentata", spiega Richard Byrne, che lavora presso la "Free Technology for Teachers" (Byrne ha oltre 35mila follower su GooglePlus) in un post del suo blog. Egli conclude il suo post con un "la realtà aumentata è stata un successo enorme nella mia classe quest'anno" (il post è datato lunedì 19 maggio 2014). "Immaginate di vivere nel magico mondo di Harry Potter - scrivono invece Todd Nesloney e Drew Minock, due insegnanti americani, su edutopia.orgdove i corridoi della scuola sono pieni di dipinti che sono vivi e interattivi. Ora immaginate creando un'atmosfera del genere per i vostri studenti. La realtà aumentata consente a insegnanti e studenti di fare proprio questo: sbloccare o creare strati di informazioni digitali in cima al mondo fisico che può essere visualizzato tramite un dispositivo Android o iOS". 
Formazione e realtà aumentata: la scoperta del corpo umano
Uso della realtà aumentata nella formazione fonte: Wikipedia - Hagustin 
Ma in cosa consiste esattamente l'applicazione della realtà aumentata nella formazione? Se con le parole, probabilmente, il concetto potrebbe risultare ostico per chi non si è mai affacciato a questa tematica, guardatevi questo breve video (poco meno di 3 minuti) che vi mostrerà i risultati sorprendenti di questa tecnologia. Immaginate se si riuscisse ad applicare la realtà aumentata anche alla formazione ed educazione made in Italy: sarebbe un vantaggio per studenti e docenti. I primi non troverebbero noioso recarsi a scuola mentre i secondi non faticherebbero a mantenere alta l'attenzione per tutta la giornata scolastica. Basti immaginare, per esempio, alla complessità nello spiegare il corpo umano: con la realtà aumentata in cui si può quasi toccare con mano in maniera digitale ciò che si sta ascoltando, diventa tutto molto più semplice, leggero ed appassionante. Per chi deve insegnare e per chi deve imparare. Pensate che - ad esempio - anche Google con l'app Sky Map, per gli appassionati di astronomia, permette - indirizzando il telefono verso il cielo - di avere a disposizione tutte le informazioni relative alle costellazioni presenti. E se credete che sia troppo complicato per gli studenti e/o per i docenti imparare i concetti della realtà aumentata per quanto concerne l'educazione e la formazione, siete fuori strada. Un esempio pratico lo riferisce online-educa.com, la più grande conferenza globale di e-learning per il settore delle aziende, istruzione e servizio pubblico: quante volte i ragazzini si geolocalizzano su Facebook, Foursquare etc... etc.. quando vanno in qualche gita fuori porta?
Realtà aumentata a Milano
Uso della realtà aumentata a scopi didattici in viaggio
Ebbene, appena lo fanno si potrebbe fare in modo che sul loro smartphone o tablet appaia un'immagine in realtà aumentata di ciò che stanno vedendo con diagrammi e file audio per spiegare la città in cui si sono recati.

E la nostra web agency Netminds? Per quanto riguarda l'apprendimento in realtà aumentata, vi segnaliamo l'app Back to history che fornisce un supporto alla visita attraverso approfondimenti audio e video attraverso una ricostruzione 3D delle Terme di Caracalla e di Pompei.

La seconda parte del nostro focus sulla realtà aumentata si incentrerà sul rapporto con la gamification, di cui abbiamo già fatto un approfondimento a puntate.

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E-commerce: ecco la regolamentazione sui cookie

10:22
Chi possiede un sito di e-commerce, a partire da giugno 2015 dovrà stare molto attento per quanto riguarda i cookie. Il portale e-commerce.net in una lunga guida al riguardo - che noi vi riassumiamo - ha illustrato tutti i punti salienti. Per facilitare la comprensione, schematizzeremo il tutto con domande e risposte.

I cookie con attributi di google.com
Esempio di cookie di Google fonte foto: Wikipedia - Laur2ro
1) Quando è nato il regolamento per l'acquisizione dei cookie?
Il Garante per la protezione dei Dati Personali ha emanato l'8 maggio 2014 un regolamento per l”Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie” (consultabile qui) divenuto legge il 3 giugno 2014 con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.126 (consultabile qui).

2) Quali sono le sanzioni se non si rispetta la normativa sui cookie?
Vi rimandiamo all'articolo 7 del regolamento:"per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all'art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).

L'installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

L'omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice)."

3) Entro quanto tempo ci si dovrà adeguare alla normativa?
Anche qui vi rimandiamo al regolamento:"Si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate". In parole povere, la legge è stata approvata il 3 giugno 2014 e quindi entrerà in vigore il 3 giugno 2015.

4) I cookie sono tutti uguali?
No. Dalle considerazioni preliminari del codice emanato dal Garante della Privacy, i cookie grosso modo si possono dividere in tecnici e di profilazione. "I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). mentre "i cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all’utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell’ambito della navigazione in rete".
L'esempio di informativa breve sui cookie del Garante della Privacy
Un esempio di informativa breve dal Garante della Privacy


5) Come devo comportarmi con i vari cookie?
Per l'installazione dei cookie tecnici basta la semplice informativa fornita ai sensi dell’art.13 del Codice in Materia di Protezione dei Dati personali e non è previsto un consenso dell'utente. Per i cookie di profilazione, la situazione si complica: l'utente deve dare un consenso scritto. Esemplifichiamo (fonte): "Se un utente prova ad autenticarsi tramite login il cookie per tenere attiva la sessione nella zona riservata è ovviamente utilizzabile senza alcun consenso. Se invece l’utente effettua una ricerca interna al sito e la piattaforma registra un cookie con la keyword e lo usa per ricordargli tutti i prodotti che ha visitato durante la navigazione… questo non è consentito senza esplicito consenso".

6) Come posso mostrare all'utente l'informativa per l'accettazione dei cookie?
Fare in modo che appena l'utente acceda ad un sito internet, gli appaia un'informativa breve sulla home page o, comunque, in una pagina accessibile al sito. Non solo: in questa informativa deve esserci un link che rimanda ad una descrizione più estesa sul raccoglimento dei cookie in cui ci sia ben in evidenza quali cookie sono installati, link ai dettagli e possibilità di decidere quali cookie installare e/o cancellare quelli già installati.


Insomma, tenetevi pronti: se volete sviluppare un sito e-commerce, vi basta contattare la web agency Netminds compilando il form contatti. Vi aspettiamo!

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Sviluppo videogioco mobile per iOS e Android: "Napolitan Revenge"

10:19
Abbiamo sviluppato un videogioco per dispositivi mobile iOS ed Android. Si tratta di un gioco di carte, adatto per divertirsi e/o svagarsi dopo una giornata di lavoro o un periodo stressante.

Lo sviluppo del videogioco mobile per iOS e Android "Napolitan Revenge"

Si tratta di "Napolitan Revenge", la versione digitale del gioco di carte "Vendetta" ("Revenge" in inglese vuol dire proprio "vendetta"): videogame completamente gratuito in 6 lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese). Ogni giocatore - da un minimo di due ad un massimo di otto - riceve una carta scoperta. Una sessione di gioco finisce quando uno dei partecipanti riceve l'asso di bastoni e quindi perde una delle due vite disponibili. Il vincitore è colui che resta in gioco fino alla fine. Si può giocare contro i propri amici di Facebook oppure sfidare altre persone. Alcune carte hanno dei valori "speciali" che rendono più accattivante il gioco.

Per quanto concerne le caratteristiche dello sviluppo del videogame mobile "Napolitan Revenge", oltre al fatto di essere multilingua, ci sono dei particolari effetti sonori con sfottò ironici per chi ha perso e musica del compositore e produttore Tim Besamusca. Inoltre è possibile vedere la classifica globale o del proprio paese. È sviluppato in Unity 3D.

Volete sapere altro? Cliccate qui per scaricarlo su Google Play e qui su Apple Store. Adesso non vi resta che cominciare a giocare. Nel frattempo vi mostriamo alcune immagini del nostro videogioco mobile!

il prepartita di Napolitan Revenge immagine del tavolo di Napolitan Revenge

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Piattaforme eCommerce: Magento, Prestashop, WooCommerce e VirtueMart

10:09
Vi è piaciuto il nostro focus sulle piattaforme eCommerce ed i relativi confronti tra Magento, Prestashop, WooCommerce e VirtueMart? Ebbene, vi mostriamo il focus completo in modo che possiate avere una visione d'insieme.
screen shot dei portali e-commerce di Magento, Prestashop, WooCommerce e VirtueMart
Le home page di Magento, WooCommerce, Prestashop e Magento
Prima parte: "Perché realizzare un sito e-commerce con Magento - parte I -"
Seconda parte: "Piattaforme eCommerce, le 5 differenze tra Magento e Prestashop"
Terza parte: "Piattaforme eCommerce: le 5 differenze tra Magento e WordPress (WooCommerce)"
Quarta parte: "Piattaforme eCommerce: le 5 differenze tra Magento e Joomla (Virtuemart)"

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State pensando di sviluppare un sito web di e-commerce? Contattate la web agency Netminds attraverso la sezione "contatti": il nostro staff saprà consigliarti la soluzione migliore!

Piattaforme eCommerce: le 5 differenze tra Magento e Joomla (Virtuemart)

10:07
Il logo di VirtueMart fonte foto:Wikipedia - Soerennb
Il logo di VirtueMart fonte:Wikipedia - Soerennb
Continua il nostro focus sulle piattaforme eCommerce. Dopo aver analizzato i dieci vantaggi nella realizzazione di un sito di commercio elettronico con Magento ed aver spiegato le 5 differenze con WooCommerce e Prestashop, la quarta puntata è incentrata sulle diversità tra Magento e Virtuemart, estensione ad hoc per il C.M.S Joomla  finalizzato alla gestione degli e-commerce all'interno di siti realizzati con la medesima piattaforma.

Le 5 differenze tra Magento e Virtuemart

1) Hosting: Così come affrontato nel paragone con Prestashop e WooCommerce, la piattaforma Magento ha bisogno di un hosting più "potente" rispetto a Virtuemart. E quindi costi maggiori annuali. Se voleste avere un'idea su quanto debba essere potente l'hosting, qui trovate i requisiti per quanto riguarda Magento e qui quelli per Virtuemart.

2) Report: I report analitici di Magento sono molto più precisi rispetto a Virtuemart. Il motivo è presto detto: Magento è nato proprio per poter sviluppare siti e-commerce mentre Virtuemart è un'estensione del C.M.S. Joomla, che è principalmente usato per siti di tipo informativo.

3) Front e back end: Per quanto riguarda il front end, Virtuemart si dimostra più facile da personalizzare anche se non dà tutte le opzioni che mette a disposizione Magento. Per quanto concerne il back office, entrambi presentano delle difficoltà ma Magento si dimostra più ostico. In ogni caso, però, sia per Virtuemart che per Magento le difficoltà sono soprattutto iniziali: una volta presa dimestichezza con le due piattaforme, i problemi potrebbero sorgere solo nel caso di svolgere delle operazioni più specifiche.
una schermata del pannello di Magento fonte foto: Wikipedia - Antonio Pardo from Neo Tokyo, Japan
pannello di Magento fonte foto: Wikipedia - Antonio Pardo

4) Community: La community di Magento si dimostra più attiva ed è più numerosa mentre quella di Virtuemart ha un numero di utenti attivi minore. Questo potrebbe essere un problema se doveste riscontrare delle difficoltà "atipiche".

5) Personalizzazione: Effettuare delle personalizzazioni ad hoc con Magento risulta più ostico rispetto a Virtuemart. Ma, a fronte di queste difficoltà, è possibile davvero svolgere tutte le operazioni che si vogliono.

Siete arrivati fin qui e vi aspetterete la risposta alla classica domanda:"Ok, queste sono le differenze: quale piattaforma per sviluppare un sito di e-commerce risulta migliore?". Beh, non si può e non si deve essere univoci. Virtuemart ha molte funzioni basilari già presenti e quindi è adatto soprattutto per e-commerce di piccole entità. Magento, invece, è adatto per clienti di grandi dimensioni che possono avere a disposizione fin dall'inizio server ed hosting molto potenti.

Per qualsiasi dubbio, però, potete contattare lo staff della web agency Netminds dedicato proprio al settore e-commerce attraverso il form contatti.


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Cos'è la gamification: il focus completo

10:19
Vi è piaciuto il nostro focus su cos'è la gamification? Ebbene, di seguito vi inviamo i link delle quattro puntate del nostro approfondimento in modo che possiate avere un quadro completo. Buona lettura!

Un prospetto sul futuro della gamification fonte foto: flickr.com Gerd Leonhard
Slide sulla gamification fonte foto: flickr.com Gerd Leonhard
Prima parte:"Gamification: cos'è e perché potrebbe essere un business (anche in Italia!)".

Seconda parte:"Cos'è la Gamification: esempi e case history".

Terza parte:"Cos'è la gamification: la situazione in Italia".

Quarta parte:"Le 5 domande e le 5 risposte su cos'è la gamification".





E se volete una strategia proprio incentrata sulla gamification, non esitate a contattare la web agency Netminds attraverso il form contatti.

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