I 5 motivi per usare la piattaforma WordPress in un blog

10:15
Blog, perché utilizzare la piattaforma WordPress
Interfaccia di WordPress fonte: Wikipedia - Alessandro15
Quale piattaforma scegliere se volete sviluppare un blog? L'offerta è davvero tanta: Blogger, Joomla, Drupal, WordPress etc...In questo approfondimento, però, vogliamo darvi 5 motivi perché è meglio usare proprio WordPress (leggi qui per sapere i cinque vantaggi, invece, derivanti dall'utilizzo di Blogger). Da premettere che WordPress è la piattaforma più utilizzata nel 2013 con una percentuale pari al 52% . Insomma, gli utenti preferiscono WordPress. Perché? Ecco i 5 motivi:

Le 5 ragioni perché WordPress è l'ideale in un blog

Permette attività di self hosting: Lo abbiamo già spiegato nell'approfondimento su Blogger ma vi ribadiamo cos'è. Come spiegato qui, nel servizio hosted "è la piattaforma stessa a fornirti il server, ma non sei proprietario a tutti gli effetti del tuo blog". Nell'attività di self hosted, "invece, il sito risiede su un server privato per il quale paghi una cifra mensile o annuale per poterlo ospitare in quello spazio". Una cifra, comunque, non elevatissima.

Numerosi plug in SEO friendly: Volete sviluppare un blog che sia SEO friendly e quindi posizionarlo sui motori di ricerca per le parole chiave che avete scelto? Ebbene, WordPress vi mette a disposizione dei plug in gratuiti che vi aiutano a scrivere articoli in maniera da poter essere posizionati, come per esempio "WordPress SEO by Yoast" o "All in One SEO in Pack". Vi basta solo provare.
I cinque motivi perché è utile usare WordPress
Una funzione di WordPress fonte: pixabay.com - pixelcreatures

Varietà di template: WordPress offre la possibilità di poter scegliere tra tantissimi Template (clicca qui per darne un'occhiata) sia gratuitamente che pagando: ovviamente, in quest'ultimo caso la scelta si arricchisce ancora di più ma anche optando per l'opzione free non resterete certamente delusi.

Interfaccia intuitiva: Forse inizialmente non sarà facilissimo da usare ma WordPress è davvero intuitivo. Tutto ben schematizzato in modo da poter aver le maggiori funzioni in evidenza senza dover perdere tempo a cercare ciò che vi serve.

Community italiana di supporto: Se avete un dubbio o volete semplicemente chiedere informazioni, c'è una community italiana dedicata a WordPress che saprà sicuramente darvi una mano. Basta semplicemente chiedere.


Volete sviluppare un blog o un sito web in WordPress e non sapete come (e da dove) cominciare? Potete contattare la web agency Netminds che ha uno staff ad hoc dedicato allo sviluppo di siti web che esaudirà tutte le vostre richieste. Non vi resta che scrivere al form contatti. Vi aspettiamo!

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I 5 motivi per cui è meglio usare Blogger per il vostro sito personale

11:03
Blogger, cinque motivi per usare questa piattaforma
5 motivi per usare Blogger fonte foto: pixabay.com - Geralt
Avete intenzione di aprire un blog e non sapete quale piattaforma scegliere fra le tante open source che avete a disposizione? Noi vi diamo 5 motivi motivi utili per utilizzare Blogger, una piattaforma messa a disposizione da Google, che è utile per chi ha intenzione di dar vita ad un sito personale oppure vuole integrarlo in un e-commerce (clicca qui per il nostro approfondimento sull'implementazione del blog in un portale di commercio elettronico). Prima di elencarne le cinque ragioni al riguardo, una piccola premessa: è necessario avere un account Google per poter usare Blogger.


Cinque motivi per usare Blogger

1) Personalizzazione gratuita dei temi molto ampia: In pratica, senza spendere un solo euro, potreste davvero fare ciò che volete a livello di layout e di temi. Potete cambiare le colonne e l'ampiezza di queste ultime a piacimento oppure scegliere un modello di base e personalizzarne lo sfondo, il layout, i colori, i caratteri, modificarne l'HTML e altro ancora...

2) Servizio hosted gratuito: Cosa vuol dire "servizio hosted" e qual è la differenza con il servizio "self hosted"? Come spiegato qui, "nel primo caso infatti è la piattaforma stessa a fornirti il server, ma non sei proprietario a tutti gli effetti del tuo blog. Nel secondo, invece, il sito risiede su un server privato per il quale paghi una cifra mensile o annuale per poterlo ospitare in quello spazio". In pratica, il servizio hosted vi permette comunque di avere uno spazio gratuito da utilizzare e quindi fare i test che vogliate.
I cinque motivi che invogliano ad usare Blogger
Blog, perché usare Blogger fonte: pixabay.com - Geralt

3) Integrazione con tutti i servizi Google: Qui il ragionamento è abbastanza semplice: essendo un prodotto del colosso di Mountain View, è davvero molto facile integrare Blogger con tutti i servizi offerti da Google (Analytics, Adsense, GooglePlus etc...).

4) Indicizzazione automatica e veloce su Google: Il quarto punto è un corollario del terzo. Ogni post che scrivete su Blogger, vi verrà automaticamente indicizzato sul motore di ricerca Google senza alcun tipo di operazione "extra".

5) Facilità d'uso: Questo è davvero il punto di forza della piattaforma Blogger. È davvero semplicissimo da usare e, non a caso, si dice spesso che chi non ha molta familiarità con il web deve cominciare proprio usando questa piattaforma. Tutto ordinato in maniera chiara, lineare ed intuitiva. Anche per quanto riguarda le operazioni più complesse.


Hai bisogno di un servizio di copywriting sul tuo blog oppure vuoi implementarlo su un tuo e-commerce? Non ti resta che contattare la web agency Netminds - che ha uno staff ad hoc - compilando l'apposito form. Se vuoi dare un'occhiata al nostro portfolio, non ti resta che cliccare qui. Ti aspettiamo!

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Ebay, il Made in Italy vola a Natale 2014

11:08
EBay, boom del Made in Italy a Natale 2014 fonte: Wikipedia - Steven Arnold
Uffici di eBay fonte: Wikipedia - Steven Arnold
A Natale 2014 vola il made in Italy su eBay. Almeno secondo alcuni dati del marketplace americano che ha cercato di stilare delle previsioni sui volumi di vendita del made in Italy all'estero. Stando a quanto riporta webnews.it, "i venditori italiani esporteranno oltre 450 mila oggetti durante la stagione natalizia. [...] L’incremento rispetto al 2013 è davvero importante. L’anno corso, infatti, furono esportati “solo” 372 mila prodotti". Interessante è anche il prezzo medio di vendita, pari a 74 dollari. Una cifra superiore rispetto ai prodotti esportati dai venditori inglesi (27 dollari), americani (48 dollari) e tedeschi (49 dollari). Come da trend mondiale, la Cina si dimostra ancora una volta interessante dal punto di vista economico poiché è stato stimato che i cinesi possano spendere in media 112 euro per i prodotti del nostro paese. Piccolo dettaglio: in rapporto agli altri stati, comprano pochi oggetti.

Già qualche giorno fa, ci eravamo occupati dei possibili vantaggi riguardanti la vendita su marketplace dedicando proprio un approfondimento al riguardo (clicca qui per leggerlo) e se anche tu vuoi un negozio su eBay oppure un sito di e-commerce, puoi contattare la web agency Netminds compilando l'apposito form contatti. Uno staff ad hoc ti darà le risposte a tutti i tuoi dubbi!

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SEO, scheda prodotto in un e-commerce: il focus completo

10:07
E-commerce, il focus sulla scheda prodotto
Focus su scheda prodotto in e-commerce fonte: marketingfacts.nl
Come scrivere una scheda prodotto all'interno di un e-commerce? Cosa bisogna fare e cosa bisogna evitare? Ne abbiamo già parlato in un doppio approfondimento al riguardo. Se ve li foste persi, nessun problema: di seguito vi riepiloghiamo le due puntate in cui abbiamo spiegato cosa bisogna fare e cosa non bisogna fare.
Prima parte: "SEO: le 5 cose da fare per ottimizzare una scheda prodotto in un e-commerce".
Seconda parte: "SEO: le 5 cose da NON fare per ottimizzare una scheda prodotto in un e-commerce".

Hai anche tu un e-commerce ma non sai come scrivere una scheda prodotto? La web agency Netminds ha uno staff che si occupa di copywriting in funzione SEO: per contattarci, basta compilare l'apposito form contatti.

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Marketing: su cosa si investe per un e-commerce? [infografica]

10:17
Quali sono gli investimenti di marketing che vengono effettuati al fine di sviluppare un e-commerce? A dare una risposta è stata la "Casaleggio Associati" pubblicando delle slide il 17 aprile 2014 all'interno della ricerca "E-commerce in Italia 2014". Cosa si evince da questi numeri? Che ormai tv e radio stanno per rappresentare il passato e che si predilige investire in SEO, Social Network ed e-mail, sicuramente strumenti più congeniali per la pubblicità di un e-commerce. In ogni caso, di seguito un'infografica che illustra tutti i numeri nel dettaglio.





Avete bisogno di una strategia di marketing efficace? La web agency Netminds ha un reparto marketing ad hoc che vi fornirà le migliori proposte per la vostra attività. Non vi resta che contattarci compilando il form contatti. Vi aspettiamo!

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SEO: le 5 cose da NON fare per ottimizzare una scheda prodotto in un e-commerce

10:10
Le cose da non fare in una scheda prodotto per un sito di e-commerce
SEO e scheda prodotto fonte flickr.com Paloma Gómez
Se nella prima parte del nostro focus sull'ottimizzazione della scheda prodotto all'interno di un e-commerce vi abbiamo parlato di cosa bisogna fare in ottica SEO e quindi le linee guida da seguire, nel nostro secondo appuntamento vi diremo le cose da NON fare affinché possiate posizionarvi sui motori di ricerca e quindi aver la possibilità di poter aumentare il vostro fatturato. Del resto, una scheda prodotto scritta male potrebbe pregiudicare l'acquisto di una merce che avete messo in vendita. Con conseguente riduzione del vostro fatturato. Di seguito, quindi, vi daremo 5 indicazioni in tal senso:

5 cose da non fare per ottimizzare una scheda prodotto all'interno di un e-commerce

1) Copiare: Avete pensato di lavorare in maniera molto più rapida copiando ed incollando la descrizione dei siti ufficiali quali Apple, Samsung etc...? Google in particolare di solito penalizza i contenuti duplicati e non posiziona come vi aspetterete i siti che copiano. Quindi, se volete fare un buon lavoro, dovete scrivere contenuti originali.

2) Essere troppo brevi: Ok, vero, la brevità è importante su internet poiché pochi utenti mantengono la soglia di attenzione alta dall'inizio alla fine leggendo un articolo molto lungo. Questo, però, non vuol dire che le schede devono essere di 100/150 battute. Quanto deve essere lungo? Il giusto, non c'è una misura univoca valido per tutti.
E-commerce, cose da non fare per scrivere una scheda prodotto al meglio
Scheda prodotto, SEO ed e-commerce pixabay.com - geralt

3) Nomi dei prodotti univoci: Ogni prodotto ha un suo nome, e quindi dovete scrivere quello giusto. Vero che esistono prodotti simili ma, appunto, sono simili. Non uguali. E hanno nomi diversi.

4) Usare i tecnicismi: Essere troppo tecnici non è una qualità spesso apprezzata. Anzi, rischiate di non far capire ciò che scrivete. Ovviamente, non bisogna passare da un eccesso all'altro ed essere molto generico e usare una forma di linguaggio troppo informale. Un giusto compromesso è sicuramente la soluzione ideale.

5) Foto "pesanti" e non ottimizzate: Un errore che spesso si commette: foto di altissima qualità (il che non è un male, anzi) ma molto "pesanti" (cioè che pesano diversi MegaByte). Ciò rallenta tantissimo il caricamento della pagina. Le foto devono essere ottimali ma non devono rallentare la navigazione. Inoltre, ci sono dei tag HTML che permettono un miglior posizionamento delle foto. Perché non utilizzarli?


Stai commettendo uno di questi errori o hai bisogno di un sito e-commerce? Contatta lo staff ad hoc della web agency Netminds compilando il form contatti. Ti aspettiamo!

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Ecommerce: meglio un marketplace o un sito web proprio?

10:44
Home page del marketplace eBay
L'home page del marketplace eBay
Per un'attività di e-commerce meglio un marketplace o un sito web di cui si è proprietari? La scelta può sembrare facile ma non lo è e bisogna valutare tutte le situazioni. Prima di entrare nel vivo della tematica, diamo la definizione di marketplace: come è scritto su Wikipedia, si intende un sito internet dove i venditori possono inserire i prodotti che vogliono commercializzare. Giusto per citare alcuni esempi, eBay e Amazon sono due marketplace. Ritornando alla domanda con cui si è aperto l'approfondimento: meglio un sito e-commerce proprio o un marketplace? Di seguito i motivi per cui è meglio utilizzare l'uno e perché meglio usare l'altro.

Perché utilizzare un marketplace

I motivi per cui è opportuno utilizzare un marketplace sono diversi:


  • Visibilità: Di base, i marketplace sono più conosciuti ed hanno un numero di visite notevolmente maggiore rispetto ad un e-commerce appena nato. Spesso molti venditori inseriscono prima il proprio negozio online sui vari marketplace e poi, in un secondo momento, aprono un proprio sito web in modo da sfruttare una propria reputazione maturata nel corso del tempo.
  • Varietà dei prodotti: Sui marketplace è possibile vendere tutti i tipi di prodotti, anche eterogenei fra di loro oppure di seconda mano etc... Su un proprio sito e-commerce, invece, è meglio avere una linearità di prodotti ed essere specifici. Ad esempio, un e-commerce di un negozio che vende hardware difficilmente venderà anche scarpe. Una diversità che, invece, si può riscontrare tranquillamente in un marketplace.
    Home page del sito del marketplace Amazon
    Home page del sito del marketplace Amazon
  • Facilità: Poter sviluppare un proprio negozio su un marketplace non è complicatissimo poiché è tutto guidato dalla piattaforma su cui vi appoggiate. Mentre per realizzare un proprio sito di e-commerce è necessario possedere delle competenze non da poco e un errore potrebbe influenzare tutto il progetto (scelta della piattaforma, grafica, user experience, strategie SEO etc...)
  • Costi: È vero, in un marketplace ci sono da pagare le commissioni. Ma non pensate che un e-commerce sia gratuito: spese del dominio, manutenzione, grafica etc... non sono roba da poco.

Perché utilizzare un sito proprio di e-commerce

Ecco perché è meglio sviluppare un proprio sito di e-commerce rispetto ad un marketplace:


  • Personalizzazione: C'è chi dice che il marketplace permetta una personalizzazione maggiore ma in realtà non è proprio così. Se siete bravi oppure vi affidate ad un team di esperti, potrete personalizzare in qualsiasi modo il vostro e-commerce.
  • Costi: Qui bisogna aprire una piccola parentesi. Per e-commerce di grosse dimensioni che fatturano tanto, potrebbe non essere troppo conveniente pagare una commissione per ogni trattativa conclusa. Insomma, fatevi due conti. Vi conviene pagare le commissioni e lo spazio su un marketplace oppure server, manutenzione etc.. per il vostro sito di e-commerce?
    Screen shot del sito alibaba.com, un e-commerce cinese dall'incredibile fatturato
    Home page del sito di e-commerce Alibaba.com
  • Responsabilità: Se siete sempre attenti a tutelare il cliente spedendo la merce in tempo, le persone si ricorderanno della vostra serietà e del vostro e-commerce. Mentre sul marketplace difficilmente riuscirete ad emergere in tal senso.
  • Non ci sono limiti: In un marketplace potrebbero esserci dei limiti (come per esempio eBay), mentre - teoricamente - nel vostro sito di e-commerce potrete caricare tutti i prodotti che volete. Senza alcuna restrizione (se non quelle legate alle leggi).


Adesso, però, vi starete chiedendo: "In generale, meglio un marketplace o un sito di e-commerce?". Impossibile dare una risposta univoca: contattate la web agency Netminds compilando l'apposito form contatti che - con il suo staff ad hoc riguardante lo sviluppo di ecommerce Magento - vi saprà fornire la migliore soluzione possibile.

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Le 5 ragioni perché un negozio online dovrebbe avere PayPal

10:22
Paypal, metodo di pagamento online fonte: Wikipedia - Bkkbrad
Oggi un rivenditore online non può prescindere da PayPal, un metodo rapido, affidabile e innovativo per pagare e farsi pagare. Perché è necessario che, fra le opzioni possibili, un negoziante permetta il pagamento attraverso questa forma? I motivi sono molteplici e portano tutti dritto all'obiettivo che un qualsiasi e-commerce si pone: aumentare il proprio fatturato. In un settore che, peraltro, è in fortissima crescita nonostante la crisi economica (clicca qui per leggere il nostro approfondimento).

I 5 motivi per cui un negozio online debba avere PayPal

1) Al di là di casi sporadici su cui si è subito provveduto a fornire scuse e rimborsare gran parte di quanto speso dal cliente, il sistema PayPal garantisce sicurezza, fiducia ed affidabilità. E, nel mondo dell'online dove molto spesso non si conosce il venditore, l'affidabilità è un fattore spesso decisivo che induce all'acquisto.

2) Permette una facilità di acquisto non indifferente. Con la spunta "Paga adesso", infatti, il cliente con un semplice click paga l'oggetto senza dover ogni volta re-inserire tutti i dati. Il motivo è presto detto: all'atto dell'iscrizione, si fornisce a PayPal i dati della propria carta di credito (che conosce, ovviamente, soltanto PayPal), e non ci sarà bisogno di far perdere tempo ai clienti perché è tutto memorizzato dal sistema. Gli unici dati da inserire per acquistare sono, ovviamente, l'username e la password. E, si sa, il cliente non vuole perdere tempo.

PayPal, un e-commerce dovrebbe averlo fonte:  Super-Studio
3) Su eBay le protezioni aumentano. Premettendo che dal 2002 PayPal è una società controllata dal colosso che si occupa di marketplace per negozi che rivendono online e quindi integrare i due è davvero molto semplice (clicca qui per sapere come fare), il fatto che si usi un sistema che il sito ospitante caldeggia garantisce fiducia. E che, quindi, invoglia all'acquisto. Del resto, eBay non avrebbe nessun interesse a promuovere metodi di pagamento inaffidabili. Non avere PayPal, quindi, vi farà perdere un'importante fetta di mercato. E se non doveste avere eBay, la fetta aumenterà generandovi numerosi problemi di fatturato.

4) Con PayPal si può acquistare da mobile con estrema facilità. Sempre più utenti, infatti, acquistano da tablet o smartphone e, quindi, favorire le operazioni di compravendita su dispositivi non fissi aumenterà sicuramente il vostro business. Il tutto, inserendo semplicemente una modalità di pagamento.

5) Privacy dei clienti rispettata. Questo è un corollario del punto 2. Quante volte non avete acquistato da internet perché temete che il rivenditore possa acquisire informazioni su di voi e tempestarvi di e-mail oppure potrebbe rubare i vostri dati? Con PayPal tutti i problemi sono risolti: cliccando su "Paga adesso", infatti, basterà che il cliente metta solo username e password. Nient'altro. E questo è un vantaggio enorme per il negoziante che può mettere a proprio agio gli utenti che navigano sul suo sito.


Hai bisogno di un sito di commercio elettronico? Lo staff della web agency Netminds ha a disposizione uno staff ad hoc composto da professionisti del settore dello sviluppo di e-commerce. Puoi contattarci compilando l'apposito form. Ti aspettiamo!

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P.S. Se ancora non vi è chiaro tutto, PayPal ha pubblicato un video al riguardo. Eccolo:


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E-commerce, Magento piattaforma più utilizzata [Infografica]

10:04
Qual è la piattaforma più usata nell'ambito e-commerce? A questa domanda risponde la nostra infografica (i dati sono stati presi qui) che potrete vedere in fondo all'articolo.

Stravince Magento (clicca qui per leggere il nostro approfondimento su questa piattaforma) con percentuali che sono più di tre volte superiori al secondo, Prestashop (leggi qui le cinque differenze con Magento). Virtuemart (clicca qui per leggere le cinque differenze tra Virtuemart e Magento) è dietro Shopify.

Per un'analisi più approfondita dei dati, vi rimandiamo all'infografica di seguito.


Vuoi sapere qual è la piattaforma più adatta al tuo e-commerce? La nostra web agency ha uno staff ad hoc per quanto riguardo lo sviluppo di e-commerce e saprà consigliarti la migliore soluzione: non ti resta che scriverci al form contatti.

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Ecommerce: Alibaba, cronaca di un successo

11:47
Foto di gruppo dell'e-commerce Alibaba
Manager di Alibaba fonte: Wikipedia - Rico Shen
"Sedevo in un caffé di San Francisco, e mi venne in mente che il nome "Alibaba" suona bene. Domandai a una cameriera che passava di lì: "Sa qualcosa di Alibaba?". Lei disse di sì. Domandai che cosa sapesse di Alibaba, e lei disse "Alibaba e i quaranta ladroni". "Ecco il nome!" pensai. Dopo andai per strada e cominciai a domandare in giro a 30 persone diverse se sapevano di Alibaba. Indiani, tedeschi, da Tokyo alla Cina, tutti conoscevano Alibaba. Alibaba aprì il sesamo. Alibaba è una persona buona, lesta negli affari e aiutò il suo villaggio. Così facile da pronunciare, e nome internazionale. Alibaba apre il sesamo di piccole e medie compagnie. Abbiamo registrato pure "Alimama", nel caso qualcuno volesse sposarci!". Con queste parole (fonte), Jack Ma fondatore di Alibaba Group, ha spiegato le origini del colosso di e-commerce che nel 2012 ha gestito un volume superiore ad eBay ed Amazon messi insieme: 170 milioni di euro contro i 74,4 di Amazon e i 16 di eBay.

Un gruppo che ha notevoli margini di miglioramento considerando che, come scrive il prestigioso quotidiano economico "The Economist", nel 2020 il mercato di commercio elettronico in Cina avrà un volume d'affari più grande di America, Giappone, Gran Bretagna, Germania e Francia. Sommati, naturalmente. Se Amazon ed eBay sono più forti nei mercati classici, Alibaba ha puntato su quelli emergenti. Ed i risultati gli stanno dando ragione.

Ma cosa ha aggiunto Alibaba al panorama già esistente dell'e-commerce? La rivista "L'Espresso" ha provato a dare una risposta: "Alibaba - scrive il settimanale - è soprattutto un intermediario elettronico per le piccole e medie imprese (o come si dice in inglese un sito business-to-business). In questo senso l’aspetto più straordinario di Alibaba è il contributo fornito allo sviluppo cinese. [...] Non solo l’Internet permette di fornire enormi dettagli sui prodotti venduti, permette anche agevoli ricerche on line su quali prodotti siano più adeguati. Per facilitare la comunicazione tra venditore e compratore Alibaba facilita la traduzione dal cinese alle lingue occidentali, superando un’importante barriera linguistica. Infine, Alibaba si pone come intermediario di fiducia. Il cliente paga la merce ad Alibaba, che non trasferisce i soldi al venditore fino a quando il cliente non si dichiara soddisfatto".
La sede principale di Alibaba, a Hangzhou
Sede di Alibaba a  Hangzhou fonte: Wikipedia - Thomas LOMBARD

In ogni caso, però, bisogna tener conto del sistema di riferimento: come sostiene Forbes, potrebbe essere complicato per Alibaba diventare protagonista sul mercato americano mentre Amazon rischia di trovare difficoltà imponenti per affermarsi nel mercato cinese. Del resto, non è detto che un successo a Wall Street sia garanzia di un successo anche nell'economia reale. Amazon, d'altro canto, prima di investire in maniera massiccia su mercati orientali deve prima conoscerne tutte le caratteristiche. E ciò impiegherà del tempo. Inoltre, tra Amazon ed Alibaba ci sono alcune differenze: il colosso cinese  non ha magazzini e infrastrutture costose, non crea prodotti e non vende direttamente al pubblico come fa, appunto, il marketplace americano.

Prima di chiudere l'approfondimento su Alibaba, è necessario capire quali sono le fonti di guadagno di Alibaba: ci sono due società del gruppo, Taobao e Tmall. La prima è uno spazio dove i venditori mettono  i loro prodotti in vetrine senza pagare alcuna commissione. Ed il guadagno? Semplice, il funzionamento è simile a quello di Google AdWords: i venditori pagano per stare in evidenza. Tmall, invece, è uno spazio ad hoc per marchi rinomati (come Nike, Gap etc...) che pagano un deposito ed una commissione per ogni affare concluso. Inoltre, attraverso Tmall global è possibile vendere ai consumatori cinesi anche senza avere nessuna sede legale in Cina.

Comunque vada, c'è chi ha già nominato Jack Ma "lo Steve Jobs della Cina".

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SEO, riepilogo del nostro focus: il blog in un e-commerce

09:51
SEO ed e-commerce: cosa fare con il blog in un e-commerce
SEO, blog ed e-commerce fonte: pixabay.com - geralt
Volete implementare (o avete già installato) il blog sul vostro sito di e-commerce e non sapete come usarne tutte le potenzialità? Nessun problema: vi linkiamo i nostri tre approfondimenti al riguardo sulle azioni da compiere e su quelle da evitare.
Prima parte: "Gli otto motivi per cui è importante avere il blog associato ad un sito e-commerce"
Seconda parte:"Le cinque cose da svolgere se implementi il blog in un e-commerce".
Terza parte:"Le 5 cose da NON svolgere se implementi il blog in un e-commerce".

Il nostro focus ti è piaciuto e vuoi attuare delle strategie ad hoc per il tuo e-commerce? Lo staff dedito allo sviluppo di ecommerce Magento della web agency Netminds è pronta ad accogliere le tue richieste. Basta compilare il form contatti. Ti aspettiamo!

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Sviluppo siti e-commerce: meglio una soluzione proprietaria o un open source? [infografica]

10:45
Magento, una delle piattaforme open source di e-commerce
Piattaforma open source per e-commerce Magento
Prima di sviluppare un sito web di e-commerce, c'è un'importante decisione da dover prendere: meglio una soluzione proprietaria oppure una open source (cioè Magento, Prestashop etc...)? Noi vi diamo 3 motivi per cui è meglio utilizzare una soluzione proprietaria e perché, invece, è meglio optarne per una open source (con un'infografica esplicativa alla fine dell'articolo). E se invece, volete una risposta "secca" su quale opzione adottare...beh, troverete tutto alla fine dell'articolo.


Sviluppo siti e-commerce: perché è meglio una soluzione proprietaria

Costi: Qui bisogna scindere i ruoli: da una parte c'è lo sviluppatore e dall'altra c'è il negoziante. Dal punto di vista dello sviluppatore, i costi sono elevati soprattutto per quanto riguarda il tempo impiegato. Dal punto di vista del negoziante, invece, i costi sono minori poiché la spesa complessiva spesso può risultare inferiore.

Proprietà: Anche qui, bisogna fare delle precisazioni. Avere una soluzione proprietaria significa che soltanto colui che l'ha ideata e sviluppata sarà in grado di risolvere i problemi in breve tempo. L'aspetto negativo di ciò? Ve lo diciamo nel prossimo paragrafo quando analizzeremo la soluzione open source.
Screen shot del sito di Prestashop, una delle piattaforme open source di e-commerce
Prestashop, una delle piattaforme open source di e-commerce

Velocità: La soluzione proprietaria potrebbe far risultare il sito più veloce perché si può installare ed applicare soltanto le funzionalità strettamente necessarie per il cliente, tralasciando tutto ciò che è inutile. Non solo: con la soluzione proprietaria, si può sviluppare un sito web e-commerce in breve tempo.




Sviluppo siti e-commerce: perché è meglio una soluzione open source

SEO: La SEO è un campo davvero complicato ed uno sviluppatore che vuol progettare una soluzione proprietaria difficilmente avrà tutte le competenze per poter abbracciare tutti i campi che sono inerenti al posizionamento di un sito e-commerce. Le soluzioni open source, come Magento e Prestashop per esempio, hanno diverse community in cui gli utenti hanno competenze diversificate tra di loro che si intersecano (clicca qui per visualizzare la community di Magento e qui per la community di Prestashop).

Proprietà: Come abbiamo sottolineato nel paragrafo più in alto, in una soluzione proprietaria soltanto colui che l'ha progettata la conoscerà a fondo e avrà il codice sorgente. E ciò potrebbe far sorgere dei problemi. Quali? Se per un qualsiasi motivo, non voleste più avere rapporti con lo sviluppatore che vi ha progettato il sito e-commerce in soluzione proprietaria, sarebbe problematico (ma, ovviamente, non impossibile) passare ad una soluzione open source.

WooCommerce, plug in per l'e-commerce di WordPress, C.M.S. open source
WooCommerce, plug in ecommerce del C.M.S. open source WordPress
Bug: Difficilmente una soluzione open source presenta gravi bug (clicca qui per sapere cos'è) poiché viene aggiornata continuamente da diversi sviluppatori che lo monitorano costantemente. Cosa che non avviene per una soluzione proprietaria dove di solito ci lavorano in pochi. Insomma, sulla sicurezza, spesso, la differenza può essere abissale.

Qual è la soluzione migliore? No, non esiste una risposta certa, univoca e valida per tutte le situazioni. Bisogna valutare caso per caso. Se avete intenzione di affidarvi ad esperti per quanto riguarda lo sviluppo di ecommerce Magento, contattate la web agency Netminds compilando il form apposito. Vi aspettiamo!


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Di seguito vi mostriamo un'infografica al riguardo

Sviluppo siti ecommerce: la crescita vertiginosa del mercato online [infografica]

10:16
Nel consueto appuntamento con il nostro blog, questa volta non vogliamo darvi alcuna informazione tecnica, ma illustrarvi un'infografica che dimostra come il mondo stia cambiando. E chi non si adegua, rischia di veder crollare il proprio fatturato.

Si tratta del volume d'affari dell'e-commerce, in crescita vertiginosa dal 2009 al 2013, nonostante la crisi economica. Come scrive iab.blogosfere.it, le spese sui siti di e-commerce nel 2013 sono aumentare del 95% rispetto al 2009 mentre i negozi offline fra il 2012 ed il 2013 hanno subito un calo pari all’1,5%.

In sintesi, se non avete pensato ad uno sviluppo di un sito di commercio elettronico potreste avere dei problemi.  Potrebbe essere una soluzione se il vostro fatturato dovesse subire dei crolli. 


Non hai ancora un sito di e-commerce? La web agency Netminds, specializzata nello sviluppo di siti ecommerce in Magento, ha uno staff ad hoc che ti fornirà la migliore soluzione. Non ti resta che contattarci compilando il form contatti.

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