Cos'è la Gamification e le prospettive future

09:58
Cos'è la Gamification e il suo futuro
fonte foto: Wikipedia - flickr.com Waag Society
Fra settembre ed ottobre 2014, nel nostro blog abbiamo parlato di gamification in cui - nel nostro focus di quattro puntate (clicca qui per leggerlo) - è stato spiegato cos'è, qual è la situazione in Italia ed analizzato esempi e case history. Inoltre, in un altro approfondimento è stato spiegato il rapporto con la realtà aumentata e la formazione (clicca qui per leggerlo). A distanza di qualche mese, vi proponiamo ulteriori aggiornamenti sulla tematica, sottolineando come, ancora una volta e a distanza di tempo, in Italia le fonti siano molto ridotte e, quindi, si fa spesso riferimento a portali stranieri molto più aggiornati sull'argomento, correttamente citati in questo post.

Cos'è la Gamification: aggiornamenti

Cos'è la Gamification? A questa domanda, hanno provato a rispondere in tanti. Ma Yu-kai Chou, che si occupa della tematica fin dal 2003, ha messo i puntini sulle i. In un suo articolo in inglese (visibile qui) ha scritto che la Gamification non coinvolge i giochi. Almeno così come li possiamo intendere noi. Infatti, la Gamification è "semplicemente l'assorbimento di elementi divertenti in un gioco (...) nelle applicazioni nel mondo reale". Quindi, NON è un gioco. È qualcosa di molto più complesso. Inoltre, nello spiegare bene il concetto fa anche un parallelismo con i social media quando, agli albori della loro diffusione, si pensava che bastasse avere una pagina ed un profilo aperti. Come è stato dimostrato nel tempo le cose sono molto più complesse. E lo stesso discorso vale per la Gamification. A tal proposito, Matthew Claudel, esperto di creatività, in un suo post, ha riportato le interessanti dichiarazioni di Gabe Zichermann, un esperto della teoria dello sviluppo sulla Gamification, in cui si mette l'accento sui meccanismi del gioco, non sui temi. Ad esempio, è possibile trovare esempi di Gamification anche in contesti noiosi (come le riunioni di lavoro, di cui abbiamo già parlato nel focus precedente di quattro puntate) facendo diventare avvincente anche un qualcosa che avvincente non lo è affatto.

Gamification, gli sviluppi futuri

Gamification, la nuova sfida che attende il futuro
Fonte: flickr.com - Gerd Leonhard
Quali potrebbero essere gli sviluppi futuri della Gamification? Cosa succederà nei prossimi anni? Come tutte le domande in cui si parla di futuro, la risposta non è mai certa. Ma, spesso, si possono prevedere gli aspetti più marginali. La rivista Forbes ha illustrato, in un suo articolo, quali siano i trend che nei prossimi anni possano incidere sulla vita delle persone. Ebbene, al terzo posto c'è proprio la Gamification. Forbes scrive che "è come avere una stella d'oro per un buon lavoro, ma migliore". Secondo Kotter International, una grandissima società di consulenza, il tradizionale processo di gestione delle attività da parte delle imprese non è più sostenibile. Bisogna cambiare. La rivista Computer Business Review, in un suo articolo (clicca qui per leggerlo) ha riportato alcune dichiarazioni di Maggie Buggie, esperta di mercato digitale per Capgemini, in cui ha affermato che la "Gamification a livello aziendale sta diventando sempre più una soluzione di trasformazione in quanto si può, in molti casi, coinvolgere i dipendenti, i consumatori e partner in modo più efficace rispetto ai metodi tradizionali. Esso fornisce un meccanismo per sostenere eventuali modifiche al modello operativo di un'impresa e guidare significativa trasformazione del business digitale abilitato". Attenzione, però: la Gamification non è la gallina dalle uova d'oro dove con il minimo sforzo si ottengono i massimi risultati. Anzi. La Gartner, leader della ricerca tecnologica dell'informazione del mondo e società di consulenza, ha scritto in un articolo sul suo sito ufficiale che "l'ottanta per cento delle attuali applicazioni gamificate non riuscirà a soddisfare i requisiti di business". Più chiaro di così non si potrebbe essere. Chiudiamo l'articolo con due citazioni che possono spiegare meglio il futuro della Gamification e la sua vera essenza. Per quanto riguarda il primo punto, ci dà una mano il già citato Claudel:"La Gamification può essere una strategia di business potente, soprattutto in un'epoca in cui tempi di attenzione sono in calo (studi del 2014 lo hanno dimostrato, nda) e il branding tradizionale ha raggiunto un punto di saturazione" ma- e qui entriamo nel secondo punto - sostiene Yu-kai Chou, la "maggior parte dei giochi in questi giorni sono semplicemente focalizzati sull' evasione - sprecare la tua vita su qualcosa che non migliora la propria vita, né la vita degli altri". Ecco, si torna al solito discorso: la Gamification non è uno scherzo e i giochi intesi come semplicemente una perdita di tempo non vanno più. C'è bisogno di altro. Di Gamification, appunto.


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E-commerce, tre motivi per cui sono importanti i social network

09:50
E-commerce, i vantaggi nell'essere presente sui social network
I vantaggi dei social network per un e-commerce
Oggi è difficile trovare un portale di e-commerce che non abbia almeno un profilo su qualche social network. Ma quali sono i reali vantaggi per un sito di commercio elettronico essere presente su Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn, Pinterest, GooglePlus etc... etc...? Premettendo che non tutti i social network sono perfetti per qualsiasi e-commerce e quindi bisogna assolutamente scegliere soltanto quelli più adatti per il vostro business, in via generale ecco i tre motivi principali per cui un negoziante che vende online deve avere un profilo aziendale sui social network. Motivi che - in ogni caso - non sono di poco conto.

Tre vantaggi di avere un profilo social per un e-commerce

Controllare le opinioni dei consumatori: A meno di precise richieste e/o di fatti straordinari (prodotto particolarmente vantaggioso oppure, all'opposto, tentata truffa), l'utente tende più a commentare sui social network che sotto le schede prodotto. Quindi, se siete convinti che state lavorando bene dovete farlo sapere in giro. La migliore pubblicità (oltretutto gratuita), infatti, sono i consumatori stessi. Ed il tutto può essere amplificato dai social network. Un esempio banale: se sulla vostra pagina Facebook tutti gli utenti dicono che sono soddisfatti dei vostri prodotti, perché un utente esterno non dovrebbe acquistarli, qualora gli dovessero servire?

Possibilità di ampliare il proprio pubblico: Essere ben posizionati su Google è importante, ma non è solo la SEO a decretare il successo o meno di un e-commerce. Ci sono numerosi utenti che sono presenti ore e ore sui social network e si informano soltanto tramite questi strumenti. E sarebbe davvero un peccato perdere questa fetta di clienti. Inoltre, su alcuni social network potreste "permettervi" di usare foto più "pesanti" senza rischiare di vedere rallentare la velocità del vostro sito. 

Migliorare l'esperienza di vendita: Un social network è, per definizione, qualcosa di condiviso. E la condivisione - specie con un cliente soddisfatto - migliora l'esperienza di vendita e fa sentire partecipe gli utenti. Non solo: si possono creare contest, concorsi, usare anche messaggi un po' diversi rispetto al solito. Il tutto per rendere (o sembrare di rendere) l'acquisto non soltanto una formalità, ma quasi un piacere.


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E-commerce in Magento: tre modi per aumentare le vendite

09:49
Tre metodi per migliorare le vendite in un e-commerce in Magento
Lo screen shot dell'home page di Magento
Hai un sito e-commerce sviluppato con Magento e non sai come incrementare le vendite? Il portale magentiamo.it, ideato da Andrea Saccà, sviluppatore Front End certificato Magento, ha pubblicato un articolo - a firma di Andrea Pascale - in cui vengono spiegate le tre cose da fare per poter incrementare le vendite del proprio sito di commercio elettronico su Magento. Anche perché, spesso, a fare la differenza nel mercato sono i dettagli a cui erroneamente si dà poca importanza.

Tre modi per incrementare le vendite del tuo e-commerce in Magento

Il primo punto menzionato da Magentiamo riguarda il miglioramento della ricerca interna. Come è stato giustamente fatto notare, spesso gli utenti sbagliano a scrivere il nome del prodotto che desiderano e quindi potrebbero ritrovarsi con nessun risultato. E ciò potrebbe causare dei problemi. Si possono creare dei redirect e mandare gli utenti nella pagina che vogliamo (nell'articolo di Magentiamo linkato ad inizio post sono spiegate le modalità). Il secondo modo, invece, interessa un problema comune a molti siti di e-commerce: le persone che, appena arrivano su "carrello", escono. Ciò si verifica soprattutto quando si applicano gli sconti via coupon: quante volte si vedono portali che hanno la call to action "applica il coupon" ma l'utente non sa qual è il codice del coupon?
Magento, tre modi per aumentare le vendite
Uno dei loghi di Magento
La terza ed ultima modalità, invece, parla del problema dei carrelli "bloccati" che non permettono all'utente di procedere all'acquisto perché uno dei prodotti non è in catalogo, impedendo di continuare il processo. La soluzione è molto semplice: basterebbe spiegare al cliente che uno dei prodotti che ha messo nel suo carrello non è in catalogo e quindi non acquistabile. Il cliente toglierà quel prodotto e acquisterà quelli rimanenti. Inoltre, si potrebbe inviare una mail al cliente quando il prodotto sarà di nuovo disponibile.
Ecco, basterebbe mettere un link accanto al bottone dove si spiega quando e come avere il coupon (anche questo viene spiegato nel pezzo di Andrea Pascale).


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E-commerce, ecco la classifica dei 100 più popolari

09:48
E-commerce ranking, i 100 più popolari per la Casaleggio Associati
La classifica dei 100 e-commerce più popolari
Non ci sono solo eBay ed Amazon. Il settore e-commerce si sta espandendo sempre di più e la Casaleggio Associati ha stilato una classifica - datata 20 gennaio 2015 - dei 100 portali di commercio elettronico più popolari, denominata e-commerce ranking. Oltre ai siti più conosciuti come Zalando, Groupon, Ryanair, ePrice etc... etc... ce ne sono diversi che davvero stanno scalando le classifiche e si stanno imponendo sulla ribalta nazionale rientrando nella classifica presa in esame. Segno di come l'e-commerce ormai sia una realtà imprescindibile per ogni business.


In classifica è presente anche il sito e-commerce di Ausilium S.r.l. a cui la nostra web agency Netminds sta provvedendo al passaggio da una piattaforma proprietaria a Magento. L'e-commerce, sorto alla fine del 2003, permette a tutti gli utenti di trovare delle soluzioni pratiche ai problemi quotidiani legati alla salute e al benessere in maniera rapida e semplice. Ausilium è presente, inoltre, sia su Facebook che su Twitter. Infine, da sottolineare come - nella classifica menzionata nelle prime righe - risulti terzo per quanto riguarda la categoria "Salute e Bellezza", dietro solamente a Bottega Verde e KIKOmakeup. Siamo orgogliosi ma consci della responsabilità che ci è stata affidata, quindi, che un e-commerce preso in consegna da noi risulti in classifiche così importanti e addirittura sul podio in riferimento al proprio target.


Se hai bisogno anche tu di sviluppare un sito di e-commerce, contattaci compilando l'apposito form contatti: il nostro staff composto da professionisti saprà dare una risposta a tutte le tue esigenze. Ti aspettiamo!

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Rimuovere i tasti di condivisione sui social network? Fa aumentare le conversioni!

10:08
Click alla call to action: aumentano se si tolgono i pulsanti di condivisione social
Screen shot dell'articolo su wmo.com
Se rimuovete i tasti di condivisione sui social network nelle schede prodotto nei vostri siti e-commerce, potreste aumentare la conversione. Sembra paradossale, ma è il risultato di un test svolto da Mohita Nagpal, redattrice del sito ufficiale di WMO, uno strumento che si occupa di effettuare dei test A/B per vedere quali sono le migliori soluzioni a livello di marketing. Alla fine della spiegazione sul perché e sul come si è arrivati a questi risultati, è presente una delucidazione dettagliata sui motivi di un risultato che - a prima vista - potrebbe far storcere il naso.

Il test è stato effettuato su taloon.com, un e-commerce che vende, fra le altre cose, impianti elettrici e materiali per giardinaggio. L'obiettivo del portale di e-commerce era aumentare i click sulla "call to action" richiesta all'utente. Jani Uusi-Pantti, il CEO del portale, ha provveduto ad eliminare i tasti di condivisione di Google+, Pinterest e  Facebook nelle schede prodotto. I click sono aumentati dell'11,9% e ha effettuato questo test per una settimana. Sfatando una leggenda: che i tasti di condivisione dei social network facciano aumentare i click sulla "call to action". No, non è per forza così. Mohita Nagpal ha spiegato ciò alludendo a due ipotesi: la prima è che, comunque, le condivisioni sui social erano poche e questo addirittura poteva generare un effetto opposto (l'utente poteva chiedersi perché nessuno condividesse quel prodotto) e l'altra è che la condivisione sui social può essere motivo di distrazione. Difficilmente con una pagina si possono avere più di due obiettivi: se l'obiettivo è far aggiungere prodotti sul carrello, perché mettere i pulsanti social? Al di là di tutto, però, il test dimostra come il marketing non sia per nulla una scienza esatta ma è necessario fare sempre dei test e non aver paura di adottare soluzioni che - di primo impatto - possano sembrare rischiose. Non esistono, in sintesi, formule magiche.


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Le 5 caratteristiche che dovrebbe avere un blog aziendale o di e-commerce

09:51
Blog aziendale o all'interno di un e-commerce: i 5 punti chiave
 Fonte foto: pixabay.com - geralt
Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un blog aziendale o, comunque, che si trovi all'interno di un sito di commercio elettronico? Sembra una domanda semplice ma in realtà non è affatto così poiché bisogna prestare massima attenzione ai dettagli che, spesso, fanno la differenza. Noi vi diciamo le cinque caratteristiche imprescindibili a cui dovete attenervi nel caso abbiate un blog aziendale in modo da poter far aumentare il fatturato e incrementare il vostro business. Perché, non bisogna dimenticarlo, il blog aiuta a posizionare il vostro sito web e, quindi, può generare traffico ulteriore.

Le 5 caratteristiche di un blog aziendale

Regolarità di pubblicazione: Stabilite dei giorni ed il numero di volte in cui volete pubblicare un post sul blog e seguitelo, a meno che non accadano eventi eccezionali. In questo modo darete l'impressione di avere un'organizzazione in tutte le operazioni che svolgete e, comunque, potreste generare degli appuntamenti fissi con i lettori.

Piano editoriale coerente: Molto semplice: se, per esempio, trattate cosmetici, non potete scrivere di calcio. Risulterebbe incoerente verso il lettore e potrebbe generare confusione. Deve essere tutto indirizzato alla vostra attività, senza rivolgervi a settori che nulla hanno a che fare con il vostro business.
Blog aziendale: ecco le cinque caratteristiche
Fonte foto: pixabay.com - bykst

Occhio al linguaggio: Questa è una scelta da fare all'inizio di ogni piano editoriale ed, inoltre, deve essere adatto al pubblico al quale vi rivolgete. Se i vostri clienti hanno, anche se non approfondita, una conoscenza di base, allora il linguaggio dovrà essere più tecnico. In caso contrario, non potrete dare nulla per scontato e quindi spiegare tutto nel dettaglio.

Persona dedicata ad hoc: Il blog non è uno scherzo o un qualcosa in più. Anzi. È parte integrante del sito web e quindi necessita di una persona che possa scrivere sul blog e, qualora dovesse ritenersi opportuno, rispondere ai commenti e/o moderarli. Inoltre, bisogna sapere di cosa si sta parlando altrimenti si potrebbero ricorrere in errori tali da minare il prestigio che avete accumulato nel corso degli anni.

Strategia di marketing ad hoc: Una volta scritto l'articolo dovete, poi, diffonderlo. A questo punto è opportuno avere una strategia di marketing ad hoc che possa far divulgare il vostro blog e, quindi, automaticamente anche il vostro brand. Insomma, bisogna promuovere il vostro articolo e ciò che scrivete. Altrimenti tutto diventa inutile.


Vuoi anche tu un blog all'interno del tuo sito o hai bisogno di personale che possa aggiornarlo per te? Sei nel posto giusto: la web agency Netminds ha al suo interno uno staff ad hoc per quanto riguarda il copywriting che saprà fugare tutti i tuoi dubbi. Non ti resta che compilare l'apposito form contatti. Ti aspettiamo!


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Contenuti lunghi, tre suggerimenti per svilupparli al meglio

10:43
Blog, tre suggerimenti per scrivere un post lungo
fonte: pixabay.com - geralt
Dovete scrivere un post molto lungo e non lo fate perché avete paura che il lettore possa stancarsi e chiudere il vostro sito e cliccare sulla concorrenza? Sappiate che ci sono piccoli accorgimenti per rendere fruibile un contenuto non breve che, spesso, può risultare ostico per gli utenti. Perché è vero che il web molte volte è il mondo delle letture veloci ma un discorso complesso non sempre può essere ridotto a poche battute. In ogni caso, ecco tre suggerimenti utili per divulgare contenuti lunghi leggibili così che non siate sempre costretti a semplificare e/o ridurre i vostri contenuti per migliorare la leggibilità di un post.

Tre suggerimenti utili per sviluppare un contenuto lungo

Usare più immagini: Sì, perché in un articolo lungo con tante battute, mettere una sola immagine spesso fa in modo che l'utente si trovi davanti un insieme di parole invogliandolo ad uscire dal vostro sito. Inoltre, le immagini alleggeriscono la lettura poiché l'attenzione passa dal testo scritto alle figure e quindi la concentrazione rimane alta fino alla fine.

Dividerlo in più parti: Dividetelo per paragrafi o, anche, per puntate. Qualsiasi tematica può essere divisa per punti: ecco, fatelo anche voi. Sembrerà che il pezzo sia ancora più breve rispetto a quello che in realtà è. E, oltretutto, agevolate i vostri lettori poiché potrebbero saltare le parti che non interessano e prestare attenzione solo a quelle ritenute più consoni alle proprie esigenze. Oppure, si possono fare delle puntate ad hoc con dei rimandi a degli approfondimenti che verranno fatti successivamente: in questo modo, si creerà attesa e, se il vostro approfondimento dovesse essere apprezzato, anche creare fidelizzazione. 

Citare le fonti: Un post lungo - per essere letto sul web - deve essere autorevole. E per essere autorevole si devono citare le fonti, anche linkandole. Perché un pezzo autorevole lo è solo se ha fonti attendibili e, quindi, bisogna citare. Non badando a troppi formalismi.


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E-commerce, i 13 consigli SEO di Giorgio Taverniti

09:46
Frame della rubrica di Giorgio Taverniti sui consigli SEO per un e-commerce
Frame della puntata riguardante la SEO per un e-commerce
Avete un e-commerce e desiderate posizionarlo nelle prime posizioni di Google? Giorgio Taverniti, fondatore di GT Idea e di un forum in cui si parla di tutto ciò che concerne il web marketing, nella rubrica #FastForward - in onda sul suo canale YouTube - martedì 13 gennaio 2015 ha parlato di e-commerce e posizionamento offrendo 13 consigli al riguardo per poter ottimizzare al meglio il vostro portale di commercio elettronico.


Giorgio Taverniti ha abbracciato gran parte dei vari problemi di ottimizzazione che incontra un sito e-commerce: partendo dall'home page personalizzata all'analisi delle parole chiave. Interessante è il terzo punto in cui si sottolinea il fatto che le schede prodotto debbano essere originali, anche se si hanno migliaia di prodotti. Il quarto punto riguarda i commenti, che devono essere aperti. Nel quinto punto si parla di immagini mentre in quello seguente di video. Poi si è sottolineata l'importanza dei link e della gestione dei prodotti non disponibili: qui, le soluzioni variano da caso a caso ma c'è da sottolineare il fatto che non bisogna prendere in giro i clienti affermando cose che poi non si rivelano vere. Il nono consiglio riguarda i Rich Snippets. Questi ultimi, come sottolinea Google, sono le anticipazioni che si vedono nelle SERP dei motori di ricerca e sono fondamentali. Poi si è toccato l'argomento headline che deve essere costituito da frasi accattivanti. Il terz'ultimo punto, invece, ha riguardato la condivisione sui social network. Il focusON è terminato poi affermando come maggiore è la velocità e minore sono i soldi che si perdono e con una breve spiegazione di alcuni punti concernenti "Strumenti per i Webmaster di Google".

In ogni caso, ecco il video del FocusON:








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E-commerce, a Natale 2014 record di acquisti [INFOGRAFICA]

09:56
Natale 2014, numeri record per l'e-commerce
Alcuni numeri dell'e-commerce a Natale 2014
Ve lo avevamo già detto qualche settimana fa. A Natale 2014 gli acquisti su e-commerce hanno raggiunto un livello record (qui per maggiori dettagli) sia su mobile che su eBay. E, effettivamente, così è stato. Un articolo de "il Sole 24 Ore" ha illustrato tutta la situazione con numeri che valgono più di mille parole. Qualche esempio? Secondo Netcomm, un consorzio di aziende che vendono online, gli acquisti via e-commerce hanno raggiunto un livello di 3 miliardi di euro (la previsione era di 2,5 miliardi euro). A livello di percentuale, si parla di +28% rispetto allo scorso anno. Che a sua volta era pari a +21% rispetto al 2012. Che, a sua volta ancora, presentava un +14% rispetto al 2011. Insomma, un trend in crescita che sembra - al momento - semplicemente inarrestabile. Le persone che hanno acquistato i regali di Natale in Italia sono stati oltre 10 milioni.

Oltre ai numeri assolutamente strabilianti, c'è da dire che - comunque - l'e-commerce può dare il via a numerose iniziative di marketing, come quella realizzata da subito.it, uno dei portali più famosi riguardante la compravendita di oggetti. Il portale, infatti, ha lanciato l'iniziativa "#‎RegaloPacco" in cui le persone possono mettere in vendita il loro regalo che hanno ricevuto senza, però, gradirlo.

Tutto ciò dovrebbe far pensare che i siti di commercio elettronico in Italia siano parecchi. La realtà, però, è un'altra: nel nostro paese ci sono 30mila aziende che vendono online. Soltanto il 4%. La media europea è del 15%.‬ Si è, quindi, ancora in tempo per arrivare prima della concorrenza. Serve soltanto investire e capire che, ormai, la via è stata tracciata. I numeri sono riepilogati nell'infografica in fondo all'articolo.


Ti sei lasciato impressionare da questi numeri e vuoi sviluppare un sito e-commerce? Contatta la nostra web agency Netminds che ha uno staff dedicato esclusivamente all'e-commerce che saprà sicuramente fornirti le migliori soluzioni. Non ti resta che contattarci compilando il form contatti. Ti aspettiamo!

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Le cinque caratteristiche di una landing page efficace

10:47
Una landing page
Una landing page fonte foto: flickr.com - Robin Hawkes
Ormai non si può più fare a meno di una landing page. Perché è importante avere una landing page efficace? Da cosa deve essere composta e quali sono le caratteristiche principali che ne aumentano l'efficacia? Se riusciste a sviluppare una landing page efficace, l'intera campagna pubblicitaria che avete ideato ne beneficerà. Noi vi illustriamo, a tal proposito, cinque particolarità che dovrebbe avere se vogliamo che generi l'effetto sperato da noi: iscrizione alla newsletter, acquisto sul vostro portale di commercio elettronico o altro.


Cinque caratteristiche che rendono una landing page efficace

Catturare l'attenzione dei clienti: Una landing page deve avere una forza attrattiva verso gli utenti non indifferente. Il motivo è presto detto: l'obiettivo di una landing page non è (solo) generare traffico ma il fatto che deve generare un'azione da parte dell'utente (un acquisto, un'iscrizione alla newsletter o altro). 

Semplicità e chiarezza: Senza tanti fronzoli, cosa volete offrire? Cosa volete comunicare? Non inserite troppo testo e senza usare termini troppo tecnici o troppo difficili da comprendere. Andate dritto al punto, con chiarezza e semplicità.

Call to Action: Se la landing page (come è normale che sia) debba produrre un effetto da parte dell'utente, è necessario avere una call to action chiara. Volete che l'utente si iscrivi alla newsletter? Invitatelo a farlo. Volete che effettui un acquisto? Mettetelo nelle condizioni affinché proceda all'operazione.
Uno dei tanti temi per sviluppare una landing page
Un tema di una landing page fonte: Tansh Creative

Fiducia e credibilità: Nella vostra landing page non devono esserci tranelli e sotterfugi. Dovete dare e generare fiducia. Ciò vi porta ad essere credibili. E quindi l'utente farà l'operazione che voi desideriate.

Fornire qualcosa in cambio: Per quale motivo l'utente debba fare ciò che gli viene proposto? Offrite qualcosa in cambio. Un esempio? Chi si iscrive alla newletter ha degli sconti su ciò che vendete oppure altri vantaggi. E dovete mettere in evidenza ciò che intendete offrire in cambio.


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E-commerce, come si comportano le bionde, brune e gli ubriachi [INFOGRAFICA]

10:20
L'indagine di Content Square che svela come si comportano gli utenti di fronte ad un e-commerce
Fonte foto: Wikipedia - Melwinsy
Prima di sviluppare un e-commerce, bisogna fare attenzione a tutti i dettagli: genere, età e perfino se una persona è mancina o usa la mano destra. È questo, in sintesi, il risultato di un'indagine svolta qualche giorno da Content Square, azienda che si occupa di sviluppare soluzioni ottimali per gli e-commerce, su un campione di 4000 persone in Francia. L'indagine è stata ripresa anche da Wired. I numeri che risultano fuori dalle interviste fatte dimostrano come l'esperienza dell'utente (la cosiddetta "User Experience") debba tener conto davvero di tutto. Nel senso letterale del termine. E, per questo, non bisogna sottovalutare niente.

Qualche esempio? I destri vanno più veloce dei mancini. Le persone di genere femminile cliccano il 30% più degli uomini sul medesimo sito, vedono il 12% di pagine in più, acquistano ad una percentuale maggiore di tempo del 7% più veloce delle persone di genere maschile ma queste ultime esitano il 10% in più prima di acquistare un prodotto. Tutto qui? Certo che no. Sarebbe troppo banale. Le donne bionde impiegano il 30% in più del tempo a cliccare rispetto alle brune (il cui tempo di esitazione prima di cliccare è di 0.49 secondi). Le differenze di comportamento si notano anche fra persone che hanno un colore degli occhi diverso. Secondo l'indagine, gli occhi chiari aumenterebbero il tempo di esitazione prima del fatidico clic del 9%. Infine, sfatata una leggenda: chi è ubriaco clicca il 20% meno di chi è sobrio. Quindi, chi vi dice che gli ubriachi effettuano più acquisti, probabilmente vi sta dicendo una bugia. In ogni caso, in fondo all'articolo c'è un'infografica riepilogativa.

A proposito di alzare il gomito, c'è uno strumento gratuito che vi fa vedere l'immagine come una persona che abbia bevuto un po' troppo possa vedere di un sito web in modo da fare anche attenzione anche a questo dettaglio. Ciò che ne deriva da questa indagine è abbastanza semplice: anche se qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte a questi dati e pensare che su un campione più numeroso si possano avere risultati diversi, la sostanza non cambia: personalizzare un sito non è affatto semplice e bisogna prestare attenzione davvero a tutto. Perché la direzione verso cui si sta andando è questa: non si può più sparare nel mucchio ma rendere ogni singolo utente protagonista di tutto il processo d'acquisto. Altrimenti si rischia di perdere un'ottima fetta di mercato.


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SEO, le tre caratteristiche che dovrebbe avere un e-commerce

10:21
Google, tre caratteristiche che dovrebbe avere un e-commerce in ottica SEO
Uno stand di Google fonte: flicrk.com - Sam Greenhalgh
Prima di sviluppare un sito e-commerce, quali sono le caratteristiche in ottica SEO che dovrebbe avere per poter essere ben posizionato nelle SERP di Google? Noi ve ne diciamo tre (ma ce ne sarebbero davvero tante), considerando che l'e-commerce non è uno scherzo e bisogna fare attenzioen a trovare i clienti giusti, come cerca di fare Pyco, azienda specializzata in "Lead Generation": anzi, potrebbe incrementare il vostro fatturato e generare nuove opportunità di business considerando anche che il 2015 potrebbe essere della definitiva esplosione e quindi bisogna farsi trovare preparati ai grandi cambiamenti che sicuramente ci saranno nei prossimi mesi.


Le tre caratteristiche SEO che un e-commerce dovrebbe avere

Schede prodotti originali: Non devono essere copiate da altri siti, nemmeno quelli ufficiali. È vero, le caratteristiche tecniche non possono essere modificate (per esempio la potenza di uno smartphone o di un tablet) ma si possono usare parole diverse per poter dire la stessa cosa. Insomma: dovete lavorare su ogni scheda prodotto se volete che ciò che vendiate venga posizionato in una posizione ottimale.

Offrire valore aggiunto: Qui bisogna aggiungere: non solo per Google, ma anche per i clienti. Entrando nel merito, per "valore aggiunto" si intende un qualcosa che avete soltanto voi (promozioni ad hoc, esperienza utente etc... etc...). Ormai la concorrenza non si vince solo grazie al prezzo: quest'ultimo è soltanto uno dei parametri. In ottica SEO, dovete sempre porre questa domanda:"Perché il mio sito e-commerce deve essere davanti ad un altro? Perché l'utente dovrebbe atterrare proprio sul mio portale e acquistare?". Ecco: se avete la risposta a questa domanda, siete ad un buon punto.

Massima attenzione alle fotografie: Vero, le foto devono essere di un certo livello. Ma senza "pesare" troppo. Una foto di diversi mega potrebbe rallentare notevolmente il vostro portale di commercio elettronico e, quindi, non solo rendere noiosa la navigazione ma portarvi anche a delle penalizzazioni da cui poi non è facile uscire. Foto belle sì, ma leggere e, soprattutto, ottimizzate con i vari tag che Google richiede.


Vuoi anche dare un restyling al tuo sito e-commerce oppure vuoi semplicemente realizzarne uno nuovo ed ottimizzarlo in ottica SEO? Contatta la web agency Netminds compilando l'apposito form contatti: il suo staff dedito allo sviluppo ecommerce Magento saprà offrirti tutte le risposte.

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