E-commerce, come si comportano le bionde, brune e gli ubriachi [INFOGRAFICA]

L'indagine di Content Square che svela come si comportano gli utenti di fronte ad un e-commerce
Fonte foto: Wikipedia - Melwinsy
Prima di sviluppare un e-commerce, bisogna fare attenzione a tutti i dettagli: genere, età e perfino se una persona è mancina o usa la mano destra. È questo, in sintesi, il risultato di un'indagine svolta qualche giorno da Content Square, azienda che si occupa di sviluppare soluzioni ottimali per gli e-commerce, su un campione di 4000 persone in Francia. L'indagine è stata ripresa anche da Wired. I numeri che risultano fuori dalle interviste fatte dimostrano come l'esperienza dell'utente (la cosiddetta "User Experience") debba tener conto davvero di tutto. Nel senso letterale del termine. E, per questo, non bisogna sottovalutare niente.

Qualche esempio? I destri vanno più veloce dei mancini. Le persone di genere femminile cliccano il 30% più degli uomini sul medesimo sito, vedono il 12% di pagine in più, acquistano ad una percentuale maggiore di tempo del 7% più veloce delle persone di genere maschile ma queste ultime esitano il 10% in più prima di acquistare un prodotto. Tutto qui? Certo che no. Sarebbe troppo banale. Le donne bionde impiegano il 30% in più del tempo a cliccare rispetto alle brune (il cui tempo di esitazione prima di cliccare è di 0.49 secondi). Le differenze di comportamento si notano anche fra persone che hanno un colore degli occhi diverso. Secondo l'indagine, gli occhi chiari aumenterebbero il tempo di esitazione prima del fatidico clic del 9%. Infine, sfatata una leggenda: chi è ubriaco clicca il 20% meno di chi è sobrio. Quindi, chi vi dice che gli ubriachi effettuano più acquisti, probabilmente vi sta dicendo una bugia. In ogni caso, in fondo all'articolo c'è un'infografica riepilogativa.

A proposito di alzare il gomito, c'è uno strumento gratuito che vi fa vedere l'immagine come una persona che abbia bevuto un po' troppo possa vedere di un sito web in modo da fare anche attenzione anche a questo dettaglio. Ciò che ne deriva da questa indagine è abbastanza semplice: anche se qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte a questi dati e pensare che su un campione più numeroso si possano avere risultati diversi, la sostanza non cambia: personalizzare un sito non è affatto semplice e bisogna prestare attenzione davvero a tutto. Perché la direzione verso cui si sta andando è questa: non si può più sparare nel mucchio ma rendere ogni singolo utente protagonista di tutto il processo d'acquisto. Altrimenti si rischia di perdere un'ottima fetta di mercato.


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