Il comportamento degli utenti con un'app di mobile commerce

10:23
Qual è il comportamento degli utenti con un'app e-commerce mobile
Fonte foto: flickr.com - Garfield Anderssen
Come si comportano gli utenti con un'app di mobile commerce? Quali atteggiamenti assumono? Fermo restando che, prima di poter sviluppare un'applicazione, è necessario che il sito di commercio elettronico sia navigabile in maniera ottimale per le persone che vi accedono e soltanto dopo aver acquisito un certo numero di clienti fidelizzati si può procedere allo sviluppo di un'applicazione che permetta di rendere più agevole il processo d'acquisto. E, proprio per questo, bisogna sapere il comportamento dei consumatori all'interno di un e-commerce. In aiuto c'è il report  di Poq StudioApp Commerce Report Q1 2015” poi riportato di news.pmiservizi.it. Il primo dato che balza all'occhio è che la domenica c'è il traffico più alto ma il tasso di conversione più basso e con l'utilizzo della lista dei desideri più alto. Probabilmente la domenica si preparano gli acquisti per la settimana successiva. Un'altra particolarità riguarda i sistemi operativi: chi utilizza iOS acquista il lunedì, il martedì ed il venerdì. Chi usa Android, invece, lunedì, venerdì e sabato. Quali sono gli orari dove si converte di più? Dopo il lavoro: tra le 20 e le 22, a mente fresca e senza essere impegnati in altre faccende. Il giorno dove si effettuano meno transazioni? Il mercoledì, nel pieno della settimana. Infatti, il mercoledì c'è il volume di traffico più basso (il 25% in meno rispetto alla domenica) con il 13% (per iOS) ed il 36% (per Android) in meno rispetto alla media. E, ovviamente, per le transazioni i numeri non sono migliori: 25,5% in meno per iOS e 30,6% per Android.


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Come realizzare un form contatti efficace

10:22
Realizzare un form contatti efficace
Fonte: flickr.com - Paladin Zhang
Avete realizzato un sito web e non sapete come realizzare un form contatti che vi permetta di convertire? Allora, probabilmente, avete commesso lo stesso errore che si commette spesso quando si organizza la struttura di un portale: il form contatti viene considerato una sezione di serie B, a parte la possibilità di inserire i classici dati quali nome, cognome, e-mail etc... etc... Ma un form contatti accattivante e organizzato in maniera ottimale, può portare clienti ed utenti e far incrementare il vostro business. Quali sono, però, le indicazioni da seguire per poter ottenere un form contatti efficace e che permetta di convertire? A tal proposito vi diamo tre indicazioni utili.

Come realizzare un form contatti efficace: tre suggerimenti

Velocizzare il tutto: A meno che non sia strettamente necessario, che senso ha sapere dove abita, quando è nato etc.. etc... l'utente che deve compilare il vostro form? Bastano poche indicazioni: poi, se dovesse essere necessario approfondire, lo potreste fare successivamente. L'importante è che l'utente, almeno inizialmente, si metta in contatto con voi. Oppure, in maniera ancora più semplice, potreste permettere all'utente di loggarsi tramite uno dei suoi profili social attraverso un semplice click.

Non esistono solo mail e telefono: Mail e numero di telefono, speso, sono dati abbastanza privati. Però esistono Skype, i social network etc... etc.. che sono molto meno invasivi. Offrite più scelte, non soltanto quelle standard.

Chat online: Basta un niente affinché l'utente non compili il form. E voi dovete risolvere ogni singolo dubbio che gli possa venire. Una chat online sempre a disposizione in cui si può chiedere qualsiasi cosa, potrebbe invogliare le persone a compilare il form.


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Quali immagini caricare sui social network?

10:00
Che tipo di immagini caricare sui social network
Fonte foto: flexspan.blogspot.it - flickr.com Jason A. Howie
Volete caricare delle immagini che possano generare engagement sui social network ma non sapete quali possano generare i risultati sperati? Le immagini, infatti, sono un utilissimo strumento per migliorare le performance dei propri profili sui social network ma scegliere quella giusta che possa far catturare l'attenzione degli utenti generando condivisioni è davvero complicato. Al di là dei tanti fattori che possono entrare in gioco (il tipo di attività, l'anzianità dei profili social etc... etc...) ci sono alcuni suggerimenti che il portale jeffbullas.com ha illustrato per non sbagliare nella scelta delle immagini. Noi ve ne diciamo tre fra le 10 che sono state riportate.


Tre suggerimenti su quali immagini caricare sui social network

Screen shot: Gli screen shot stanno davvero spopolando ottenendo, spesso, tantissimi "like" e condivisioni. Occhio, però, quando volete postare conversazioni private: c'è il rischio di violazione della privacy.

Citazioni: Soprattutto su Facebook, le citazioni attirano gli utenti spingendo alla condivisione. Questo avviene soprattutto quando la citazione è di qualche personaggio famoso o, comunque, di qualcuno che viene apprezzato quasi universalmente. Ciò genera engagement e, quindi, aumenta la popolarità dei vostri profili social.

Infografica: Dovete esporre un concetto complesso che, ovviamente, in un post sui social network sarebbe complicato spiegare (basti pensare che, ad esempio, Twitter ha un limite di caratteri per i post)? Basta semplicemente creare una piccola infografica esplicativa in cui vengono illustrati i dati principali in maniera chiara, semplice ed intuitiva. Del resto, il cervello immagazzina più facilmente le immagini ed i numeri rispetto ad un testo discorsivo.


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Le caratteristiche di un sito e-commerce mobile

09:53
Le caratteristiche di un e-commerce mobile
Fonte:Wikipedia Tanzer Fotografie / VeroPay - Eigenes Werk
Quali caratteristiche dovrebbe un sito e-commerce mobile? A cosa bisogna prestare attenzione e quali sono gli errori da evitare? E se pensate che la navigazione da dispositivi non fissi sia superflua, sappiate che in Italia il 26% delle transazioni avviene da mobile: non solo, secondo alcune indagini, ben il 90% degli abitanti del BelPaese abbandona il carrello prima dell'acquisto. Insomma, tutti i particolari - anche quelli che spesso erroneamente vengono considerati più insignificanti - sono importanti per incrementare il business del proprio portale di commercio elettronico. In questo caso, però, analizzeremo i punti di forza che dovrebbe avere un sito responsive, in modo da garantire una user experience elevata anche da tablet e smartphone, sempre più in crescita fra i giovani ed i meno giovani.

Le tre caratteristiche di un sito e-commerce mobile

Velocità: Ormai non si può più farne a meno. Se dal desktop l'utente è disposto ad aspettare anche qualche secondo in più, dal mobile la musica cambia. Se il sito dovesse caricarsi dopo 4 secondi (che sono già tanti), allora rischiereste davvero di aver perso un potenziale cliente. La velocità è quasi la prima caratteristica che deve avere il vostro sito.

Design ad hoc: Il design deve essere compatibile con tablet e smartphone. L'utente non deve essere costretto ad ingrandire o rimpicciolire un testo o un'immagine per poter visualizzarli al meglio e, quindi, deve navigare in maniera fluida e senza intoppi. Anche perché così potrebbe fidelizzarsi e diventare un cliente fisso. 

Massima chiarezza: Per chiarezza si intende il fatto che, spesso, approfittando del fatto che lo schermo di uno smartphone o di un tablet possa essere più piccolo di un monitor per un pc fisso, si omettano dei dettagli tipo il costo di spedizione, possibili extratasse etc.. etc... Questo è un grosso errore: non bisogna cercare di truffare il cliente ma, anzi, giocarsi la carta della sincerità che, chissà, potrebbe essere un punto a favore e generare fiducia.


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Come aumentare le conversioni di un e-commerce

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Come aumentare il tasso di conversione di un e-commerce
Fonte foto: flickr.com - Maria Elena
Uno dei principali obiettivi di un sito e-commerce è aumentare il tasso di conversione (cioè il rapporto in percentuale tra il numero dei visitatori che accedono ad una pagina e quanti di questi compiono l'azione desiderata che viene detta conversione) in modo da aumentare il fatturato ed incrementare il proprio business. È un obiettivo, comunque, non facile da raggiungere anche se ci sono diversi stratagemmi da poter adottare. Proprio per questo, vi illustriamo tre indicazioni da seguire per poter non solo agevolare la navigazione degli utenti che si recano sul vostro portale di commercio elettronico ma permettere di incrementare il tasso di conversione eliminando gli errori più comuni che si commettono al riguardo.


Tre suggerimenti per aumentare le conversioni di un e-commerce

Colori: Un aspetto molto sottovalutato dal punto di vista psicologico, soprattutto per chi non si affida ad esperti del settore, è l'importanza dei colori. Come sostiene anche magentiamo.it, ad esempio, se il colore nei bottoni del checkout dovesse essere verde, ciò favorirebbe i click dei clienti che quindi sarebbero invogliati ad uscire. Situazione completamente opposta, se dovesse essere rosso. Un po' come il semaforo: se è verde si passa, se è rosso no.

Tempi di consegna: Bisogna essere precisi e sinceri. Non si devono dare tempi di consegna inventati o, comunque, non conformi alla realtà. Anche perché un cliente insoddisfatto può rovinare la vostra reputazione attraverso commenti negativi in giro per il web.

Sconti per clienti fidelizzati: I clienti amano essere coccolati e, quindi vogliono avere un trattamento di favore. Ecco, ad una soglia di spesa potete tranquillamente offrire degli sconti o, comunque, a quelli che spendono continuamente non far pagare le spese di spedizione, ad esempio.


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Quali sono stati gli effetti reali del mobilegeddon?

10:12
Quali sono stati gli effetti reali del mobilegeddon?
Fonte: pixabay.com - JESHOOTS
Il 21 aprile 2015 è stato il giorno del (presunto) "mobilegeddon", dove Google avrebbe dovuto stravolgere le proprie SERP a favore di siti "mobile friendly" (qui l'annuncio di Google), cioè che rispettassero tutte le indicazioni del colosso Mountain View per la navigazione da dispositivi non fissi. Ma davvero gli effetti sono stati così devastanti? Davvero i risultati delle ricerche sono stati stravolti? Beh, stando ad analisi compiute dopo circa 20 giorni dal fatidico 21 aprile, è cambiato davvero poco o nulla. O, comunque, meno di quanto ci si aspettava. Ad esempio, è stata riportato un'analisi di Moz in cui fra i domini "top" come Amazon (che ha una percentuale di URL mobile friendly inferiore al 75%) non ci sono state oscillazioni degne di nota. Certo, dei cambiamenti ci sono stati ma non a tal punto da poter parlare di "mobilegeddon". Che le SERP non potessero variare così tanto per tanti motivi, era stato messo in evidenza già da Giorgio Taverniti, uno dei responsabili del forum gt. Lo stesso Taverniti, inoltre, in un tweet del 6 maggio aveva, ironicamente, postato un link, a cura di Andrea Pernici, in cui c'è scritto testualmente che "certe volte basterebbe semplicemente ragionare per evitare di farsi deridere dal Nelson di turno" (alludendo al personaggio della serie dei Simpon). Non solo, il fondatore di GT Idea ha più volte sottolineato come, giustamente, pensare di avere un sito navigabile su mobile soltanto perché l'abbia detto Google sia sbagliato come concetto poiché i nostri visitatori sono gli utenti. Un'analisi molto approfondita degli effetti del mobile update di Google la offre Andrea Scarpetta che, attraverso il suo sito, sta facendo un'analisi molto interessante sugli effetti del cambiamento dell'algoritmo. Insomma, tanto rumore per nulla? Proprio perché bisogna essere pronti a qualsiasi eventualità è sempre necessario rivolgersi a professionisti o a persone che lavorano nel settore della tecnologia. Perché, così, si rischia di cadere nel panico inutilmente senza avere la lucidità per trovare le migliori soluzioni.


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SEO, come evitare le penalizzazioni

10:18
SEO, come evitare penalizzazioni da Google
Fonte foto: pixabay.com - Hebi65
Vuoi ottimizzare il tuo sito in ottica SEO per migliorarne il posizionamento ma hai paura che possa essere penalizzato da Google e quindi scendere di posizione all'interno delle SERP? Basta un po' di accortezza, competenza e saper attuare, di conseguenza, le migliori strategie possibili. Ma quali sono? Cosa bisogna fare precisamente per poter essere al di fuori da ogni possibilità di penalizzazione? Ci sono parecchie cose da fare (e da evitare) ma noi ve ne diciamo tre per non farsi trovare impreparati di fronte a possibili "punizioni" da parte di Google che potrebbero far crollare il vostro fatturato e le visite per il vostro sito web. Perché la SEO è un fattore importante anche dal punto economico, e non soltanto per un questione di immagine.

SEO, tre suggerimenti per evitare le penalizzazioni

Contenuti duplicati: Questo problema riguarda soprattutto gli e-commerce. Spesso, per prodotti simili, è facile cadere nella "tentazione" di copiare ed incollare le stesse cose. Ebbene, questo potrebbe portare a delle penalizzazioni su Google e quindi crollare nelle SERP.

Velocità: Un sito web lento non soltanto è quasi ostile per gli utenti ma potrebbe anche ricadere nelle penalizzazioni di Google. Questo perché il colosso di Mountain View sembra non apprezzare un sito lento. Comunque, però, dovete sviluppare un sito veloce non soltanto per i motori di ricerca ma anche, e soprattutto, per gli utenti. Che sono la vostra vera fonte di guadagno.

Link building: Ecco: qui si tocca un tasto dolente. La tentazione è sempre tanta: spesso, più link si ricevono e più aumenta il posizionamento. A volte, però, si esagera, Google se ne accorge e penalizza il sito che riceve tutti questi backlink.


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Come gestire una pagina Facebook

10:04
Come gestire una pagina Facebook
Fonte: pixabay.com - geralt
Dopo gli ultimi aggiornamenti in cui Facebook ha calato ulteriormente la visibilità organica dei post delle pagine, è sempre più difficile riuscire a fare in modo che gli utenti possano interagire attivamente poiché nella loro home potrebbero non compare i vostri post. Come gestire, quindi, una pagina Facebook alla luce di questi ultimi eventi? Sicuramente ci sono degli accorgimenti da fare e, spesso, ricorrere alla tecnica del clickbait (cioè al fatto di esasperare alcune notizie al fine di spingere le persone a cliccare sul link in questione) può produrre effetti contrari a quelli sperati e far perdere sicuramente di prestigio. Proprio per questo, quindi, vi forniamo tre utili suggerimenti per far sì che - al di là di Facebook Advertising - la vostra pagina possa aumentare il suo engagement e riesca a suscitare un'attenzione costante da parte degli utenti.


Come gestire una pagina Facebook: tre suggerimenti utili

Video: I video costituiscono un utile strumento per aumentare il coinvolgimento della vostra pagina Facebook e, quindi, dovete utilizzarli senza remore quando lo ritenete opportuno. Ovviamente, i filmati dovranno essere accattivanti, non eccessivamente lunghi e fornire un messaggio o, comunque, una notizia che potrebbe servire ai vostri fan.

Citazioni: Le citazioni sui social - accompagnati da un lavoro grafico ben fatto - sono sicuramente utili perché hanno un alto tasso di condivisione. La citazione, però, deve essere contestuale al vostro brand e non irritare/offendere nessuno.

Attenzione agli utenti: Dovete rispondere, se non a tutti, almeno a gran parte degli utenti che vi scrivono. In questo modo darete l'impressione che ogni persona per voi è importante e non bisogna dimenticare che Facebook viene usato molto spesso anche come customer care.


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Come scegliere il font giusto

10:48
Fonte: Wikipedia - Original_Mac_fonts.png ‎
Avete scritto un articolo oppure realizzato un intero sito web e non sapete come scegliere il font giusto? La scelta del font non va affatto sottovalutata perché, di solito, un font leggibile o quantomeno che abbini la bellezza estetica all'usabilità possono essere decisivi per la buona riuscita di ciò che fate. Uno degli aspetti da sottolineare è il fatto che non esistono regole univoche valide per tutte le situazioni poiché dipende spesso non solo dal dispositivo su cui navigano gli utenti ma anche dalla vostra attività e da ciò che dovete proporre. In ogni caso, ecco tre suggerimenti che potrebbero aiutarvi nella scelta senza commettere errori.


Come scegliere il font giusto: tre suggerimenti

Dimensioni: Le dimensioni del font devono essere tali da non rendere illeggibile il testo e conformi con la struttura del sito. Le righe non devono essere troppo vicine così come i caratteri poiché sono anche brutti da vedere. Fate dei test al riguardo e decidete.

Colore: La prima regola è che bisogna considerare lo sfondo del sito. Da lì è necessario partire per poter scegliere il colore del font. Anche qui è necessario fare delle prove per valutare quale sia la soluzione migliore.

Reputazione del brand: Qui torniamo al discorso fatto inizialmente. Un font troppo informale per attività che non fanno certo ridere (per esempio, attrezzature per disabili) è assolutamente fuori luogo. Stesso discorso per il ragionamento inverso: se vendete attività ludiche, non dovete usare font troppo formali.


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SEO, come deve essere la struttura degli URL

10:35
Come deve essere la struttura degli URL
Fonte: wikipedia.org - Rock1997
Come deve essere la struttura degli URL in ottica SEO? Quali sono gli accorgimenti da tenere in considerazione e gli errori da evitare? Gli URL sono di fondamentale importanza non solo per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca ma anche per far sì che l'utente capisca già per sommi di cosa parla quel link in particolare. Proprio per questo, ecco tre suggerimenti utili suggeriti da searchenginejournal.com per non far sì che un URL scritto male possa non garantirvi quell'indicizzazione che voi desideriate o che, nel peggiore dei casi, posa penalizzarvi agli occhi di Google e quindi vanificare tutti gli sforza onsite ed offsite che state facendo. Di seguito, quindi, tre indicazioni che necessari per svolgere al meglio questo tipo di lavoro.


Tre suggerimenti su come deve essere la struttura degli URL

Lunghezza: A tal proposito, è interessante leggere l'analisi di searchenginejournal.com, poi riportata da pmiservizi.it, che ha analizzato la lunghezza degli URL di portali collegati a Google. Il risultato è estremamente interessante: la lunghezza media degli URL su Gmail è di 59 caratteri; su Webmaster Tools di 90 e sul blog di Google di 76 caratteri. In generale, invece, nei primi 100 risultati per mille parole chiave gli URL nei primi 10 risultati contengono 37 caratteri, i primi 20 ne contengono in media 35 ed i primi 30 ne contengono in media 39.

Caratteri particolari: Caratteri come &, % e @ possono rendere complicata la scansione perché se dovessero essere presenti in un numero eccessivo, lo spider potrebbe avere delle difficoltà di scansione e ciò, quindi, potrebbe essere penalizzante ai fini del posizionamento.

Parole chiave: Qui è necessario sfatare un mito. Come scrive searchenginejournal.com, la parola chiave all'interno dell'URL non è così importante come un tempo poiché Google col tempo sta cercando di renderlo un fattore non decisivo. Quindi, non dovete per forza arricchire il vostro URL di parole chiave.


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Come usare i social network per un e-commerce

10:19
Come usare i social network per un e-commerce
Fonte foto: flickr.com - Gavin Llewellyn
Volete avere informazioni più dettagliate su come usare al meglio i social network per aumentare il business di un e-commerce? Ecco per voi un riepilogo del nostro focus a puntate sull'utilizzo di Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram ed Linkedin per quanto riguarda i portali di commercio elettronico.
Hai bisogno di sfruttare appieno tutti i maggiori social network per il tuo e-commerce? Contatta la web agency Netminds compilando il form contatti: il nostro staff ti saprà consigliare le soluzioni migliori. Ti aspettiamo!

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Come usare LinkedIn per un e-commerce

10:11
Come usare LinkedIn per un e-commerce
fonte foto: Wikipedia - Nan Palmero
Uno dei social network più sottovalutati nel campo dell'e-commerce è sicuramente LinkedIn, un servizio di rete sociale sorto a maggio del 2003 ma che dal 2009 in poi ha avuto uno sviluppo ed un incremento di utenti davvero notevole. Il motivo per cui LinkedIn, a parte la classica pagina aziendale, viene quasi sottostimato è da ricercarsi nel fatto che, spesso, non permette l'acquisizione di clienti in maniera diretta ma soltanto in maniera indiretta. In che senso? Nel senso che LinkedIn non viene usato per convincere un consumatore ad acquistare un prodotto (ha uno scopo di utilizzo diverso) ma serve per migliorare la reputazione online e mostrare all'esterno i dettagli - compresi, spesso, i dipendenti - che sono utili affinché gli utenti possano farsi un'idea di cosa produce un brand. Come usare, però, LinkedIn per un e-commerce e sfruttarlo al meglio? Ecco tre suggerimenti utili.


Come usare LinkedIn per un e-commerce: tre suggerimenti

Aggiornare la pagina aziendale: Non dovete semplicemente creare la pagina aziendale, scrivere quali sono i vostri punti di forza e poi basta. No, dovete aggiornare la vostra pagina aziendale. Dovete essere presenti cercando di illustrare le ultime novità del vostro settore. In questo modo date l'idea di essere un marchio che sta sempre sul pezzo e cura tutti gli aspetti che possono interessare gli utenti.

Utilizzare gli insights di LinkedIn: Vero, gli insights di LinkedIn non sono precisi come quelli di Facebook ma comunque sono utilissimi. Attraverso l'analisi delle interazioni, dei follower, delle visualizzazioni di pagina etc... si può intervenire in tempo e capire realmente a cosa sono interessati gli utenti.

Creare pagine vetrina: Le pagine vetrina di LinkedIn sono delle pagine che permettono di evidenziare i nostri prodotti ed i nostri servizi quindi è necessario sfruttarle al meglio. I vantaggi sono sostanzialmente due: si può curare è differenziare anche in maniera grafica ogni singola pagina vetrina e, inoltre, si può rivolgersi a target specifici.




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