Le recensioni? Influenzano il 67% dei consumatori

09:30
Le recensioni influenzano il 67,7% dei consumatori
Fonte flckr.com - Serge Kij
Chi possiede un'attività online deve stare molto attento alla reputazione sul web ed in particolare alle recensioni che vengono lasciate dagli utenti. È la conclusione a cui si è arrivati con un'indagine da parte di moz.com in cui ha rivelato che ben il 67,7% dei consumatori viene influenzato dalle recensioni che ci sono sul web sulla scelta finale da compiere. Uno degli aspetti più interessanti che è stato analizzato è l'incidenza, invece, delle recensioni negative: quanto incidono sul fatturato e sul volume delle vendite? Ebbene, secondo lo studio effettuato le aziende - per una sola recensione negativa - rischiano di perdere il 22% di potenziali acquisti. Per tre recensioni si sfiora il 60% mentre per 4 si va verso il 70%. Il risultato? Avere almeno la prima pagina di Google senza alcun commento negativo. E, qui, entra in gioco anche un altro aspetto: la SEO. È fondamentale riuscire, qualora si dovessero avere dei pareri negativi, a far "retrocedere" questi ultimi nelle altre pagine di Google. Brand reputation e SEO: due attività che devono andare parallele. Cosa fare nel concreto per "nascondere" le recensioni negative? Inutile dire "fare in modo di non averle" poiché basta semplicemente che un concorrente si attivi un account fake sui vari forum e portali ed il gioco è fatto. Prima di tutto, è necessaria la verifica e l'analisi dei vari risultati di Google per valutare quali e quanto siano i commenti negativi. Successivamente, a parte il lavoro di SEO da fare già menzionato, è fondamentale prima di tutto capire se queste recensioni dovessero avere un riscontro reale e, quindi, capire i propri punti di debolezza. Una volta fatto ciò, si può invitare quegli stessi utenti a ri-acquistare il prodotto specificando il fatto che siano stati risolti tutti i problemi.


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Come usare al meglio le immagini sui social network

12:14
Postate continuamente immagini sui social network ma non riuscite ad ottenere l'interazione desiderata? Avete ideato una campagna ADV senza, però, ottenere i risultati sperati inerenti la vostra attività e il vostro business? Evidentemente state commettendo degli errori che, spesso, non vengono colti inizialmente pregiudicando la campagna. Proprio per questo motivo, nel nostro approfondimento vi diamo tre indicazioni da seguire (e a cui prestare attenzione) quando postate le immagini sui social network. Perché, ormai, sul web le immagini sono anche più importanti del testo scritto che, spesso, non viene neppure letto vanificando, quindi, lo sforzo dei copywriter.


Tre indicazioni su come usare le immagini sui social network

Emozione: Sì, l'immagine deve emozionare, suscitare sensazioni. Il motivo è presto detto: di solito, infatti, chi sta navigando non è concentrato a fare soltanto una cosa ma può capitare, ad esempio, che stia anche ascoltando musica. Proprio per questo, bisogna colpire subito l'utente. Poi, una volta ottenuta l'attenzione bisogna essere bravi a capitalizzarla al meglio. Ma questo è un passo successivo.

Less is more: Meglio poco ma buono che tanto ma confusionario. Non dovete per forza riempire tutte le caselle che compongono un'immagine ma l'importante è essere chiari, coincisi ed ottenere l'azione desiderata. Senza per forza dover strafare.

Occhio al font: Qualora doveste decidere di mettere del testo in un'immagine, dovete fare attenzione al font. Non solo perché deve combaciare perfettamente con lo stile del vostro brand ma anche con i disegni presenti all'interno dell'immagine. Insomma, non è un lavoro semplice.


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Come usare i pop-up all'interno di un e-commerce

10:03
Fonte foto: Wikipedia - WikiBhasha.MSR
Quante volte si è aperto la classica finestra pop-up all'interno di e-commerce e vi ha talmente infastidito da non acquistare più il prodotto? Ebbene, sappiate che le finestre pop-up non sono soltanto un fastidio ma bisogna essere bravi nel far sì che possano diventare addirittura un valore aggiunto. E quali sono gli accorgimenti da tenere bene in mente per permettere che la finestra pop-up possa far incrementare il vostro business? Ecco tre indicazioni al riguardo per non commettere errori.


Tre modi su come usare i pop-up all'interno di un e-commerce

Offrire vantaggi al cliente: Quando si apre una finestra pop-up all'interno di un e-commerce, spesso l'utente è portato a spaventarsi e, nel peggiore dei casi, chiudere la scheda. All'apertura del pop-up, invece, dovete offrire subito dei vantaggi. Un modo per dire:"Ti ho dato fastidio con il pop-up e adesso ti premio".

Pubblicizzare un'iniziativa: Avete ideato un contest? Un concorso a premi? Ecco: nel pop-up potreste incentivare la partecipazione da parte degli utenti a ciò che state organizzando. Ovviamente con un design accattivante e non certo invasivo.

Illustrare una novità del sito: Avete ideato una novità per il vostro sito di e-commerce? Un prodotto molto ricercato che prima non era disponibile adesso lo è? Ecco, potreste sfruttare i pop-up per questo scopo.


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Tre errori da non commettere se vuoi sviluppare un blog

10:26
Tre errori da non commettere se vuoi sviluppare un blog
Fonte foto: flickr.com - Anonymous Account
Hai intenzione di sviluppare un blog? Lo stai gestendo ma non riesci ad ottenere i risultati desiderati? Se per questi motivi stai pensando di abbandonarlo a se stesso e gettare al vento tutto il lavoro che hai svolto, leggi prima il nostro approfondimento sugli sbagli più comuni che si commettono. Premettendo che curare un blog non è così semplice come si vuol pensare, ci sono alcuni accorgimenti da tenere bene a mente e prestare la massima attenzione. Proprio per questo, noi vi diciamo tre errori da non commettere e su cui bisogna prestare la massima attenzione. Sia che si tratti del vostro blog personale sia collegato ad una vostra attività, come ad esempio potrebbe essere un negozio di commercio elettronico.


I tre errori da non commettere se stai sviluppando un blog

Tanti contenuti brevi: No, non conta (solo) la quantità in un blog. Ma, soprattutto, la qualità. È inutile pubblicare tante cose brevi solo per far vedere ai lettori che si pubblica tanto. Meglio pubblicare di meno ma in maniera approfondita. I contenuti di qualità alla lunga - se pubblicizzati in maniera ottimale - premiano. E, soprattutto, perché in questo modo dite cose non scontate che non sono facili da trovare in rete.

Pensare solo alla SEO: Ricordate che dovete scrivere per gli utenti e non solo per la SEO. A spendere i soldi è il consumatore finale, non il motore di ricerca. Anzi, semmai quest'ultimo ci guadagna.

Pubblicare senza regolarità: Dovete dare una certa regolarità e scrivere non solo quando lo ritenete opportuno. Il calendario editoriale è importantissimo: certo, in caso di novità, si può trasgredire questa regola e ci sono ovviamente eccezioni. Ma sono, appunto, eccezioni.



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Come aumentare la visibilità del tuo e-commerce

11:33
Come aumentare la visibilità del tuo e-commerce
Fonte: wikipedia - HLundgaard 
Hai aperto un sito e-commerce ma non riesci ad ottenere i risultati sperati? Stai sprecando tanto tempo ma non riesci ad avere successo e non sai come aumentarne la visibilità del tuo negozio online? Probabilmente stai sbagliando qualcosa oppure non stai svolgendo le giuste attività per tenere in vita un progetto di un portale di commercio elettronico. Quali sono, però, le operazioni da compiere al riguardo? Cosa bisogna fare? Di seguito ci sono tre suggerimenti utili per avere la visibilità sperata e desiderata che ti possa far aumentare il tuo fatturato ed incrementare il tuo business.


Tre suggerimenti su come aumentare la visibilità del tuo e-commerce

Occhio alla SEO: Sviluppare un sito di e-commerce in ottica SEO è complesso e complicato. Non solo: i risultati si vedono soltanto dopo diverso tempo. Ma bisogna farlo poiché essere posizionati nelle prime posizioni sui motori di ricerca può farvi ottenere un aumento delle vostre vendite. Progettare un sito e-commerce "SEO-friendly", però, non vuol dire soltanto fare attenzione agli H1, H2 etc.. etc.. ma significare prestare attenzione ad ogni scheda prodotto, ad ogni singola immagine e ad ogni singolo link.

User experience: È fondamentale. Potete sviluppare il sito graficamente più bello che c'è ma se è zeppo di pubblicità oppure se gli aspetti importanti vengono trascurati, diventa tutto inutile. L'utente va messo a proprio agio: un po' come se il consumatore entrasse in un negozio sporco dove i commessi lo trascurassero.

Attenzione ai social network: "Attenzione ai social network" non vuol dire soltanto postare. Ma, prima di tutto, scegliere i social network che più si adattano per le vostre esigenze. Una volta fatto ciò scegliere la migliore strategia possibile per ogni social e curare giornalmente tutti i profili su cui siete presenti.




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Come rendere un'immagine persuasiva

10:30
Come rendere un'immagine persuasiva
Fonte: flickr.com - nist6dh
Sviluppi delle immagini molto belle a livello estetico ma non generano tutte le conversioni desiderate e sperate? Oppure ne genera talmente poche che non riuscite a rientrare dell'investimento effettuato? Ebbene, probabilmente la vostra immagine non è affatto persuasiva: cioè, pur essendo gradevole agli occhi non attecchisce l'utente a tal punto da fargli compiere l'acquisto o, comunque, l'azione desiderata. Ma come rendere un'immagine persuasiva? Premesso che regole universali valevole per tutti i casi e per tutti i business non esistono, ci sono, però, alcuni aspetti da tenere in considerazione. Noi ve ne diciamo tre, quelle che vengono considerate le più importanti.


Come rendere un'immagine persuasiva

Poche ma significative parole: No, non dovete inondare di testo un'immagine per rendere persuasiva ed accattivante l'immagine. Bastano poche parole che siano uno slogan o una citazione famosa (e vera).

Gerarchia: L'occhio non vede subito tutta l'immagine in un secondo ma, anzi, si focalizza su alcuni punti che ritiene più importante. Ebbene, in quei punti deve essere concentrato la parte più importante della vostra immagine.

Un'azione, una pagina: Se avete più obiettivi da conquistare, dovete creare più immagini. Un'immagini per un solo obiettivo. Ad esempio se il vostro obiettivo è la registrazione perché poi l'utente deve acquistare, è necessario sviluppare due immagini. Perché ogni immagine può essere persuasiva per una sola azione.


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Cosa vuol dire contenuto di qualità?

12:38
Cosa vuol dire contenuto di qualità per Google
Fonte: flickr.com - Robert Scoble
Ormai è chiaro: Google sta privilegiando sempre più i contenuti di qualità all'interno delle SERP che ci vengono mostrate quando effettuiamo una ricerca. Oggi, quindi, non si può fare a meno di pubblicare i propri articoli che diano un valore aggiunto e non un copia-incolla di altre testate. Non solo perché non vengono "premiati" dal motore di ricerca ma anche perché, nel peggiore dei casi, potrebbero essere penalizzati. Ma cosa vuol scrivere "contenuti di qualità"? A questa domanda ha risposto Jack Simpson di Econsultancy, sito web che si occupa di marketing, in un post a riguardo poi illustrato in italiano da news.pmiservizi.it. Ecco i punti più importanti che definiscono un contenuto di qualità.

Cosa vuol dire contenuto di qualità per Google

Lunghezza del post: Qui bisogna essere molto chiari al riguardo. Prima di tutto, c'è da dire che la lunghezza di un articolo di per sé non è un fattore di ranking ma conta come e quanto sia stato approfondito un determinato argomento. Del resto, basta fare un semplice ragionamento: se l'articolo è lungo ma in fin dei conti non dice nulla di interessante, l'utente resterà su quel sito web poco tempo. Considerando che la permanenza di un utente su un sito potrebbe essere uno dei fattori di ranking...

Keyword: Non dovete preoccuparvi di scrivere un articolo basandovi sulle keyword che avete in mente. Dovete pubblicare in base alle vostre conoscenze e ricerche: certo, un'idea sulla keyword dovete averla ma non deve essere il fulcro del vostro articolo.

Link innaturali: Avete scambiato link con un vostro amico o un gestore di un sito web? Nulla di più sbagliato: non solo rischiate di essere penalizzati da Google ma questi back link - se fatti in maniera innaturale - non offrono nessun vantaggio. Devono essere naturali.


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E-commerce, tre suggerimenti per rendere il carrello più accattivante

10:08
E-commerce, tre suggerimenti per rendere il carrello più accattivante
Fonte: pixabay.com - Intel Free Press
Una delle maggiori difficoltà per chi sviluppa un sito di e-commerce è la gestione del carrello. Non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per riguarda la grafica e l'esperienza utente. Il carrello, infatti, viene visto spesso come un qualcosa di standard ed è davvero difficile, a parte i loghi che ovviamente sono diversi per ogni negozio di commercio elettronico, trovarne qualcuno che si distingue dagli altri. Per questo motivo, il portale ripenecommerce.com ha scritto un articolo sul blog illustrando dieci cose da fare per rendere più accattivante il carrello. Noi ve ne diciamo tre che, a nostro giudizio, sono le più importanti.


Tre suggerimenti per migliorare il carrello di un e-commerce

Offerte limitate: Gli utenti, spesso, acquistano in maniera compulsiva e bisogna sfruttare questo aspetto psicologico. In che modo? Mettendo ben in evidenza come le offerte abbiano un termine e che bisogna far presto altrimenti si rischia di non usufruire più dell'offerta.

Call to Action: È fondamentale. Per l'invito all'azione che desiderate, bisogna trovare le parole giuste. Sbagliare da questo punto di vista è deleterio e potrebbe addirittura pregiudicare l'acquisto da parte del consumatore.

Live chat: Sì, vero: praticamente una percentuale piccolissima si rivolge alle live chat. Ma queste ultime, paradossalmente, sono fondamentali. Il motivo? Una live chat bene visibile dà l'impressione di essere sempre a disposizione dell'utente e, quindi, di prestargli la massima attenzione.


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E-commerce: non è solo il prezzo l'unica discriminante per gli utenti

09:35
E-commerce: non è solo il prezzo l'unica discriminante per gli utenti
Fonte foto: pixabay.com - geralt
Avete un sito di e-commerce con prezzi bassi ma non riuscite a generare un volume di vendite tali da aumentare in maniera considerevole il vostro fatturato? Ebbene, è una cosa non sempre inaspettata: per poter sviluppare al meglio un portale di commercio elettronico, infatti, non bisogna puntare solamente sul prezzo che è sì importante ma non è l'unica discriminante. Spesso si dimenticano alcuni aspetti che, accanto ad un prezzo competitivo, possono risultare decisivi. Del resto, se due siti hanno un prezzo uguale, perché un utente dovrebbe scegliere uno e non l'altro? Ecco, quindi, tre aspetti da considerare all'interno di un portale di commercio elettronico.


E-commerce, non solo il prezzo: ecco tre aspetti da considerare

Acquisti senza registrazione: Quante volte vi è capitato di essere obbligati a registrarvi per effettuare un acquisto e, proprio per questo, avete evitare di comprare il prodotto? Ecco, bisogna permettere di farlo anche senza registrazione. Certo, invitare anche alla registrazione: ma senza obbligare.

Schede prodotto poco chiare: Questo è un aspetto che si può trovare in tanti e-commerce. Schede prodotto palesemente copiate da altri. Non solo: non entrano nel dettaglio del prodotto e, quindi, non rispondono alle domande tipiche che si utenti si pongono prima di acquistare un prodotto. Bisogna cercare di essere dettagliati.

Sicurezza: È, forse, l'aspetto più importante. La sicurezza dei dati e della navigazione è un fattore quasi decisivo per gli utenti. I dati che vi lasciano devono essere riservati e dovete stare attenti a possibili falle riguardanti la sicurezza del vostro sito di e-commerce.


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Blog, quanto è importante aggiornare contenuti vecchi?

09:53
L'esperimento di Buffer sull'aggiornamento dei contenuti vecchi del blog
Fonte foto: pixabay.com - kaboompics
Uno degli errori che spesso si commette quando si sviluppa un blog, è la creazione continua e costante di contenuti che riguardano, però, sempre uno stesso specifico argomento. Che succederebbe se, invece, piuttosto che riscrivere un post, semplicemente aggiornassimo quello già scritto? Quanto è importante in un blog aggiornare contenuti vecchi? Per rispondere a questa domanda, Buffer (l'applicazione per condividere in maniera veloce e rapida i contenuti dei propri profili social). Per un mese, il blog del portale - seguendo una strategia ad hoc - non ha pubblicato contenuti nuovi ma ha avviato una campagna di "refresh" di vecchi articoli creando nuove campagne email su contenuti datati, aggiornarli, creare delle slide share, condividere questi contenuti su altri media e raccogliere tutti i post che parlassero di strumenti che potessero servire ai propri lettori. Il tutto, però, è stato organizzato attraverso degli step precisi consultabili qui. Cosa si è voluto dimostrare con questo esperimento? Che la qualità sembra avere il predominio sulla quantità e, se dovessero esserci novità su un argomento che avete già trattato, vi basterà ri-aggiornare l'articolo in modo, così, da guadagnare tempo e, soprattutto, dare una nuova linfa a quel post.


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Nelle SERP di Google anche i tweet: cosa cambia con Twitter

10:55
Nelle SERP di Google anche i tweet: cosa cambia con Twitter
Fonte foto: pixabay.com - edar
È di qualche settimana fa la notizia che nelle SERP di Google appariranno i tweet. Se già sono sorte numerose analisi su cosa cambia per la SEO (ad esempio, da parte di blog.tagliaerbe.com), è interessante capire cosa potrebbe cambiare su chi vuol fare il discorso inverso: utilizzare Twitter al meglio per risultare poi nelle prime posizioni. Innanzitutto, però, c'è da fare una premessa importantissima. Come viene sottolineato più volte, nel precedente accordo (datato 2009) Google faceva vedere in real time tutti i tweet ritenuti più importanti, adesso non è più così. Una scelta che, però, va contro l'essenza di Twitter stesso, messa in evidenza anche da esperti del settore come Giorgio Taverniti, in diverse puntate della sua rubrica su YouTube inerente al web marketing.

Al di là di ciò, però, cosa cambia per chi vuole essere presente sui social network in maniera massiccia? Innanzitutto, come è ovvio che possa essere, dare un nuovo impulso al proprio profilo Twitter in modo da avere un'altra possibilità di poter essere presente all'interno delle SERP di Google. E Facebook? Bisogna mollare tutto per Twitter? Assolutamente no: Facebook rimane IL social network (anche se nessuna attività è adatta per tutti i social) ma, semplicemente, bisogna prestare maggiore attenzione a Twitter. Cosa che, spesso, in Italia non si fa tantissimo. Attenzione, però: un uso sbagliato di Twitter potrebbe portare dei danni non indifferenti che potrebbe togliere tempo e denaro alla vostra attività. Insomma, bisogna saperlo utilizzare al meglio.


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Blog, tre errori da non fare per una perfetta formattazione

10:20
Blog, tre errori da non fare per una perfetta formattazione
Fonte: creativecommons.org
Quando si sviluppa un sito web o un blog all'interno, la prima cosa che si pensa è il contenuto: cosa pubblicare, ad esempio, per poter attirare l'attenzione degli utenti? Ebbene, se questo è un aspetto importante e a tratti fondamentali, c'è un'altra caratteristica da curare per il proprio blog: l'aspetto estetico affinché si ottenga una perfetta formattazione. Sì, perché anche l'occhio vuole la sua parte e, soprattutto, una formattazione gradevole invoglia alla lettura ed alla visita anche di altre sezioni del sito. Cosa bisogna fare per ottenere questo risultato? A cosa bisogna prestare attenzione? Ecco, noi vi diamo tre errori da non commettere al riguardo.


Tre errori da non commettere per una perfetta formattazione del blog

Manca il grassetto: La lettura di un articolo sul web è completamente diversa da quella sul cartaceo. Se in quest'ultimo caso si prediligono l'ordine e anche la lunghezza, nel web è necessario far "respirare" l'occhio attraverso l'uso del grassetto o, comunque, di qualcosa che "stacchi" dal tradizionale font. 

Immagini assenti o inadatte: Sì, vero: ormai trovare un articolo senza immagini sul web è praticamente impossibile (anche se è possibile ancora trovare alcuni casi sporadici). Ma l'uso di immagini inadatte è ancora vigente: non solo brutte (anche perché, comunque, l'aspetto estetico è abbastanza soggettivo) ma anche non esplicative e che non colpiscono il lettore.

Paragrafi lunghissimi: Bisogna essere sintetici ed esaurienti. Trovarsi un paragrafo lunghissimo non aiuta il lettore ad interessarsi a ciò che scrivete. Il web vuole spesso brevità e completezza di informazioni.


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