Come navigare in forma completamente anonima su internet: alcuni suggerimenti

11:48
DuckDuckGo e Qwant
DuckDuckGo e Qwant
Stufi di essere subissati da pubblicità per essere semplicemente andati su un sito? Volete dire basta a profilazioni da parte di Facebook, Google e altri colossi del web al solo fine di propinarvi pubblicità? Ebbene, sappiate che si può navigare in modalità completamente anonima: cioè, senza che vengano salvati i cookie e senza che veniate tracciati: ecco come fare (indicazioni tratte da un approfondimento di chefuturo.it).

Per evitare che i siti possano comunicare ad altri la propria posizione, è necessario installare "Ghostery" mentre la più famosa estensione per navigare cancellando tutto ciò che possa essere profilato è "Tor Project", utilizzabile con Firefox Mozilla. Che differenza c'è con la navigazione in incognito, ad esempio, di Google Chrome? Tor agisce direttamente sull'indirizzo IP del computer, a differenza del classico Ctrl+shift+n (combinazione di tasti per navigare in incognito di Google) che si limita a non salvare cookie e cronologia ma mantiene la profilazione.

Pensate che Google sia troppo "invadente" per quanto riguarda la privacy? Provate ad usare DuckDuckGo che non immagazzina i dati di ricerca. Anonymous suggerisce, però, il motore di ricerca Qwant: a parte che è molto bello esteticamente, la particolarità è che non personalizza i risultati in base all'utente e, quindi, ovviamente non traccia nessun visitatore. Del resto, se è consigliato da Anonymous...

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Twitter, Google Short Link e fattori SEO: ecco le novità di agosto 2016

12:42
Siete stati in vacanza e non siete riusciti ad aggiornarvi sul mondo del web? Nessun problema: vi riepiloghiamo le tre principali novità al riguardo. In particolare, Twitter e Google si sono mossi apportando dei cambiamenti che potrebbero modificare sia il lato user experience e sia lato SEO. Ma andiamo nel dettaglio e scopriamo cosa è successo.


Modalità notturna di Twitter

Quante volte vi è capitato di rimanere abbagliati durante la navigazione su Twitter in ambienti scuri? Ecco, l'azienda di San Francisco ha risolto questo problema rendendo possibile l'opzione "Modalità notturna" anche per iOS (già presente nei dispositivi Android da qualche settimana). In pratica, attivando questa modalità il cellulare diventa meno luminoso mentre si naviga sull'app del social network rimuovendo gran parte del bianco presente sostituendolo con colori più scuri: per vederla all'opera, vi basterà scorrere il dito da sinistra a destra e attivare lo switch "Modalità notturna".

Google URL Shortener cambia

Responsive e con molti più dettagli. Restyling grafico e praticità sono le caratteristiche principali che hanno portato Google a cambiare la sua sezione "Google URL Shortener": in altre parole, il servizio di accorciamento dei link (questo, per intenderci). Google lo ha reso simile a bitly per quanto riguarda l'analisi delle visite: oltre al numero totale di click (divisibile anche per un determinato lasso di tempo), si può vedere anche i browser più usati dagli utenti, l'origine geografica, le piattaforme utilizzate (tipo Android o iOS, ad esempio) e i referral. Non solo: c'è il QR Code e la possibilità di "nascondere" il link dal proprio account. Oltre a ciò, è migliorata notevolmente l'user experience ed è molto più intuitivo e facile da utilizzare.

Modifica di due aspetti nella SERP di Google

Ricordate l'annuncio di Google di circa due anni fa riguarda il "mobile-friendly"? Ebbene, siccome - come ha scritto il colosso di Moutain View in cui ha annunciato le due novità che vi stiamo illustrando - l'85% dei siti rispettano i requisiti per quanto riguarda la navigazione su dispositivi non fissi, verrà tolto dalle SERP il label "mobile-friendly", inserito per far capire agli utenti se il sito è navigabile da smartphone e tablet. La seconda novità è più tecnica: dal 10 gennaio 2017 Google, per posizionare un sito, terrà molto in considerazione l'user-experience degli utenti. Nulla di nuovo, starete pensando. In realtà, nel suo approfondimento, fa tre esempi concreti: se un sito, prima di far vedere i contenuti agli utenti, mostra un popup, oppure se l'utente deve chiudere una finestra prima di accedere al contenuto principale o, infine, se viene mostrato prima un contenuto "non principale" (ossia quello che l'utente NON avrebbe dovuto vedere attraverso la sua ricerca) ma dalla grafica uguale a quello che avrebbe dovuto essere visualizzato per primo.

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Come utilizzare la realtà aumentata per l'e-commerce

09:49
Come utilizzare la realtà aumentata per l'e-commerce
Fonte foto: vimeo.com - Aidan AR Art
Con la diffusione massiccia dell'app Pokemon Go (di cui vi avevamo parlato in un nostro approfondimento qualche giorno fa) è esplosa ufficialmente la Realtà Aumentata (noi ve ne cominciammo a parlare già 4 anni fa e qualche mese addietro abbiamo approfondito ulteriormente la tematica). Ma come applicarla all'e-commerce? Come utilizzarla per il vostro business online? Ecco alcuni esempi pratici che non vi faranno trovare impreparati. Prima di entrare nel vivo, però, c'è una premessa: del rapporto tra realtà aumentata ed e-commerce si è parlato proprio nei giorni scorsi attraverso alcune demo che ha mostrato Magic Cleap, una start up americana che ha come investitori, fra gli altri, Alibaba e Google.

Un esempio di realtà aumentata ed e-commerce possiamo trovarlo con Cargo Cosmetics, un brand che vende cosmetici. Qual è la particolarità? Semplice: potrete provare - virtualmente, ovviamente, ed attraverso l'applicazione FaceCake - ombretto e rossetto sul vostro viso per sapere in anticipo se vi piace o meno. Oppure si può tranquillamente attivare una strategia che contempli un'integrazione tra l'offline e l'online. Come fare? Dominos Pizza ci ha provato già qualche anno fa: attraverso l'app Blippar, era possibile trovare maggiori informazioni come la pagina Facebook, prezzi nel dettaglio etc... etc... semplicemente inquadrando la pubblicità cartacea che si poteva trovare in strada. Ecco, si potrebbe fare lo stesso per un e-commerce invitando gli utenti ad utilizzare l'app per acquistare, trovare maggiori informazioni o, ancora, nel provare direttamente quel vestito (se il settore è l'abbigliamento). Insomma, le idee sono davvero tante: basta solo avere competenza e creatività. Ah, dimenticavamo: noi abbiamo realizzato diverse app in realtà aumentata, fra cui "Back to Pompei", che vi permetterà di vedere gli scavi più famosi del mondo in 3D.



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