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Black Mirror Bandersnatch e Netflix possono essere il futuro

by 12:53

Lo scorso 28 dicembre sarà ricordato come una data storica e non solo perché ricorre il compleanno del cinema.
La piattaforma streaming
Netflix ha segnato di fatto un cambiamento radicale, lanciando Black Mirror Bandersnatch.
Il primo film interattivo disponibile sul catalogo video di
Reed Hastings ha colto nel segno, suscitando tanto clamore e dibattito tra gli addetti ai lavori e appassionati.
Il mondo del web come sempre si è spaccato in due fazioni: c'è chi parla senza mezzi termini di capolavoro ed altri che invece restano fedeli al caro e vecchio film, definendolo una vera e propria cafonata.
Nella pausa pranzo, anche nell'ufficio di
Netminds si è aperto un confronto sul film del regista David Slade, visto che il protagonista è un programmatore di videogiochi.
Ed un'analisi accurata, al di là del prodotto finale, ci porta a pensare che
Bandersnatch rappresenti il futuro dell'intrattenimento, se supportato da un colosso come Netflix.
Prima di arrivare alla conclusione finale però andiamo a scoprire alcune chicche che hanno caratterizzato la pellicola.

Black Mirror: Bandersnatch film interattivo

Bandersnatch Black Mirror, la trama

Scrivere una trama quando si tratta di un film interattivo non è affatto semplice.
Questo perché il protagonista anziché seguire un percorso lineare, è sottoposto a numerose scelte.
Ogni bivio porta dunque ad una reazione differente da parte dei protagonisti.
Basta pensare che il film può durare dai 40 ai 150 minuti, a seconda delle varie opzioni.
Il girato complessivo della pellicola ammonta a 312 minuti, una mole di lavoro pazzesca per tutto il cast.
Ma torniamo alla trama, cercando almeno per il momento di evitare spoiler e di prendere in considerazione scene che tutto sommato si verificheranno nei minuti iniziali.
Siamo nel 1984 e Stefan Butler è un programmatore di appena 19 anni che vive insieme al padre Peter.
Il ragazzo prodigio sta lavorando ad un videogioco innovativo per l'epoca, basato sul libro game scritto da Jerome F. Davies, appunto Bandersnatch.
Un'avventura che sottoporrà, proprio come per chi sta guardando il film, il videogiocatore a diverse scelte.
La presenza di multi percorsi è la novità che fa innamorare del progetto Mohan Thakur, il proprietario della società Thuckersoft.
Ed è proprio qui che Stefan conoscerà il suo idolo Colin Ritman, autore dei videogiochi preferiti dal protagonista.
Colin è di gran lunga il personaggio più misterioso: sembra avere chiaro il quadro generale, di essere in totale controllo e nel flusso giusto.

Black Mirror: Bandersnatch presenta almeno 5 finali, più uno segreto... (SPOILER ALERT!)

Occhio, questo è il paragrafo dove spoileriamo i possibili finali che manco Caparezza in Kevin Spacey, quindi se avete intenzione di guardare il film, proseguite con la lettura del prossimo blocco di testo.
Nel giorno della sua uscita Netflix ha rilasciato un comunicato, annunciando 5 finali possibili a seconda delle scelte che gli spettatori prenderanno nel corso del film. Andiamo ad elencarli, svelando anche quello segreto...

Bandersnatch riceve 0 stelle
Il primo bivio che si presenta, oltre ai cereali per colazione o la musica da ascoltare sul pullman, è quello riguardante la pubblicazione del gioco.
Il proprietario Mohan Thakur propone a Stefan di programmare il gioco nell'azienda, affiancandogli un team per completare il gioco entro dicembre.
Accettando la narrazione riprende dopo alcuni mesi: Bandersnatch rispetta i tempi di pubblicazione ma rappresenta un vero e proprio flop.
La recensione riceve 0 stelle, le parole di Colin si rivelano profetiche "percorso sbagliato".

Rompere il computer
La vita di un programmatore non è affatto semplice.
E almeno in due circostanze nella mente di Stefan avanza l'ipotesi di compiere una pazzia.
Il test di Bandersnatch non va a buon fine ed il computer si blocca.
Da qui la possibilità di distruggere il computer, rovinando l'intero lavoro e oppure di rispondere al padre: solo questa opzione darà vita ad un altro possibile scenario.

Prendere le pillole o suicidarsi
Proseguendo con la storia, Peter porta il figlio fuori lo studio della sua terapista, la dottoressa Haynes.
Anche qui Stefan si troverà di fronte ad una scelta.
Accettando di entrare nello studio, la terapista gli prescriverà una dose superiore di farmaci che già abitualmente assume.
Tornato a casa, ecco l'ennesimo dubbio amletico: prendere le pillole o buttarle nel water?
Solo scegliendo la seconda opzione la storia prosegue, altrimenti prendendo le medicine il gioco sarà pubblicato ma prenderà un punteggio di appena 2,5 stelle: "un gioco senza infamia e senza lode".
Rifiutando la visita dalla dottoressa, Stefan seguirà il suo idolo Colin Ritman, che lo aiuterà ad uscire dal buco.
Questo grazie all'uso di marijuana ed assumendo acidi: è in questo momento che Colin parla di universi paralleli, di linee temporali parallele che ricordano tanto Lost, una delle serie tv più seguite di sempre...
Per dimostrare la sua tesi propone di compiere una pazzia: buttarsi dal terrazzo!
Ma chi compirà questo gesto? Se a farlo sarà Stefan la storia termina, se invece sarà Ritman la trama prosegue...

Netflix o commettere un omicidio
Si scopre che il suicidio di Colin non è che un incubo del protagonista che si sveglia di soprassalto.
La storia ci riporta alle medicine da assumere, ma in questo caso è certo che Stefan se ne sbarazzerà.
Il ragazzo continua la programmazione del videogioco ma ad un certo punto sopraggiunge il consueto blocco e quindi: rovesciare il tè sul computer oppure distruggerlo?
In entrambi i casi, Fionn Whitehead volto anche di Dunkirk, andrà in escandescenza, comprendendo che le sue azioni sono scelte da chi lo osserva da dietro lo schermo.
Da qui, a seconda delle varie scelte fatte, si aprono diversi scenari: da P.A.C.S, il piano del governo per controllare i suoi cittadini al simbolo che fece letteralmente impazzire l'inventore di Bandersnatch, fino alla possibilità di scegliere proprio Netflix.

Netflix in Bandersnatch


Se scegliamo quest'ultima opzione, il computer incomincerà a parlare con Stefan, affermando la presenza di spettatori che lo stanno osservando su una piattaforma streaming del 21° secolo.
Sconvolto dagli eventi, il programmatore torna dalla sua terapista, raccontando l'accaduto.
La dottoressa Haynes a questo punto sottolinea che se la sua vita fosse realmente un prodotto d'intrattenimento, sarebbe decisamente più movimentata e meno drammatica.
Da qui la possibilità di poter ingaggiare un duello con la psicologa stile kung-fu oppure uscire dalla finestra.
In questo caso ci ritroveremo su un vero e proprio set di Netflix, dove la regista ricorda all'attore di dover combattere, mentre Stefan sembra essere in evidente stato confusionario e comprendere che quello che stava vivendo non era di certo un film.
Se facciamo un passo indietro e dunque scegliamo il simbolo di Bandersnatch invece sopraggiungerà l'omicidio del padre.
Se la nostra scelta sarà fare a pezzi Peter, Stefan riuscirà nel suo intento.
Bandersnatch sarà finalmente pubblicato e raggiungerà la recensione perfetta: 5 stelle su 5.
Ma la sua notorietà terminerà di lì a poco: sarà infatti scoperto il suo cruento crimine e terminerà in carcere, mentre le copie del suo gioco saranno ritirate.
Da qui si arriva ai titoli di coda, ma c'è anche un ulteriore finale extra che vede protagonista Pearl, la figlia di Colin Ritman (interpretato da Will Pourter diventato celebre anche per il suo ruolo in Revenant) che decide di "riesumare il gioco" ma dopo pocho tempo incapperà negli stessi errori di Stefan.

Stefan non può cambiare il passato
Tra le varie strade percorribili durante il film, c'è n'è una che porta dritti al passato del ragazzo segnato dal trauma della morte della madre.
Stefan scopre la cassaforte del padre e le combinazioni a disposizioni sono davvero innumerevoli: da PAX, il demone presente nel videogioco, a PAC, il programma di controllo, fino ad arrivare a JFD, le iniziali dell'autore del librogame e TOY.
Scegliendo questa ultima opzione il protagonista ritrova il suo coniglio di peluche che gli era stato sottratto dal padre quando era bambino.
Si ritroverà dunque catapultato nel passato, precisamente a quella mattina in cui la madre decide di andare a trovare i nonni.
Stefan trova il suo Rabbit e decide di far compagnia alla madre, ma ciò nonostante il treno deraglierà e provocherà la morte di entrambi.
Morte che per Stefan avverrà in entrambe le linee temporali: sia in età fanciullesca che da ragazzo, nello studio della sua terapista.

Il finale extra di Bandersnatch
Nonostante il gioco sia uscito da meno di due settimane, è stato già trovato un finale extra.
Stefan si ritrova sul pullman che lo porta per la prima volta nella sede della Thuckersoft, ma questa volta nel walkman viene inserito proprio il suo Bandersnatch.
Ciò provocherà dei suoni poco gradevoli, apparentemente inutili. Ma gli sceneggiatori di Black Mirror ci hanno insegnato che nulla avviene per caso.
Infatti questi suoni riprodotti sullo ZX Spectrum, il computer utilizzato per programmare il videogioco, farà comparire un QR Code.
Scansionandolo vi ritroverete sul portale della Thuckersoft dove potrete trovare i giochi dell'azienda.

Perché Netflix può rappresentare il futuro: la nostra recensione

Arriviamo al fatidico verdetto: pollice in giù o Black Mirror: Bandersnatch viene promosso?
Questa volta siamo noi ad effettuare la recensione: 3 stelle su 5.
Capolavoro oppure buco nell'acqua? La verità sta nel mezzo, non è la prima volta che assistiamo ad un film interattivo.
Ma se a questa tipologia di pellicola abbiniamo un colosso come Netflix allora possiamo pensare che questa potrebbe essere una strada che sarà percorsa più volte in futuro.
Stando ai dati svelati dal report annuale effettuato da We Are Social e Hootsuite infatti il tempo trascorso sulle piattaforme streaming è in media di 4 ore al giorno.
Ecco perché Netflix può rappresentare il futuro, ma c'è sempre da migliorarsi.
La scelta in molti casi è di fatto pilotata e la trama poteva essere più articolata, ma tutto sommato l'idea di creare una nuova forma d'intrattenimento, mettendo al centro delle scelte lo spettatore piace eccome, specie se le possibili combinazioni superano i 5 milioni...

Dimmi cosa cerchi, ti dirò chi sei: le ricerche degli italiani nel 2018

by 10:19

Dopo la vigilia, il Natale e Santo Stefano la prossima festa imminente è senza dubbio il Capodanno
Ma al di là dei dubbi amletici sul dove trascorrere la prima notte del 2019, c'è ancora un'altra domanda da porsi in merito all'anno che sta per concludersi.
Cosa hanno ricercato gli italiani in questo 2018?
Andiamo a scoprirlo insieme: dalle parole più digitate sui motori di ricerca alle domande tech più in voga dell'anno corrente.

Ricerche Google 2018


A sorpresa la nostra Nazionale ha mancato la qualificazione ai Mondiali in Russia, merito di un CT non all'altezza come Giampiero Ventura.
Ciò nonostante con altrettanta meraviglia è proprio questa la parola più ricercata dagli italiani, come svelato dal report pubblicato da Google.
Sport che di fatto guadagna le altre due posizioni sul podio.
La morte prematura di Sergio Marchionne è la seconda ricerca più effettuata, mentre Cristiano Ronaldo con il suo passaggio dal Real Madrid alla Juventus colleziona la medaglia di bronzo.
Purtroppo il 2018 si è reso protagonista di altre scomparse celebri: Fabrizio Frizzi, il noto e amabile conduttore televisivo è al 4° posto, mentre il più giovane dj Avicii ed il compianto capitano della Fiorentina, Davide Astori occupano rispettivamente la 9° e 10° posizione.
Il Grande Fratello, nonostante sia giunto alla sua 15° edizione, si attesta al 5° posto: un format che purtroppo non passa mai di moda...
Solamente 6° e 7° posizione per lo scenario politico nostrano con Governo ed elezioni 4 Marzo che hanno poi portato al contratto tra Movimento 5 Stelle e Lega che non compaiono in questa speciale classifica.
Manca citare l'8° posizione conquistata dal festival di Sanremo: la tradizione musicale continua ad interessare gli italiani tra un #gnigni e l'altro...



Ricerche italiani 2018


Interessante anche il quadro restituito negli ultimi 365 giorni riguardante quelle che sono le richieste a Google per quanto riguarda le domande tecnologiche...
Al primo posto il sempreverde e temuto backup che attanaglia ancora milioni di italiani.
Il termine screenshot diventato ormai d'uso quotidiano è ancora una pratica oscura per molti, essendo di fatto la seconda richiesta.
Fa sorridere pensare che il terzo "come fare" più ricercato in questo 2018 riguardi invece il far apparire la chiocciola.
Alle posizioni 5°, 7° e 8° spazio ai social: come effettuare il best nine su Instagram ed ottenere più followers sulla piattaforma di Zuckerberg e come fare foto su Tumblr.
La professione di blogger attira molti italiani, tanto che realizzare un blog personale si attesta al 4° gradino.
Come fare un video allo schermo, cugino del tanto agognato screenshot, è invece al 6° posto.
Ultime due posizioni che riguardano invece il come fare una recensione e il numero privato, che ci fa ritornare indietro agli anni 90.



Ricerche tech "come fare"


Le ricerche rispecchiano quelli che sono gli interessi, gli usi ed i costumi dei nostri connazionali.
Un quadro che restituisce l'immagine di un paese di calciofili, appassionati ai reality e con un occhio rivolto all'attualità...
Un'istantanea che tutto sommato non differisce poi così tanto dalla realtà.

Il regalo di Natale ideale: un assistente vocale!

by 11:35

Dopo aver scoperto insieme i numeri del Black Friday in Italia, non potevamo dimenticare di certo il Natale.
Nonostante il fenomeno americano sia praticamente stato adottato anche nel nostro Belpaese, le feste natalizie restano quelle più attese dagli italiani.
Se in media per il venerdì nero sono stati spesi circa 118 euro, per Natale è previsto un esborso di ben 541 euro, il 3% in più rispetto allo scorso anno.
Manco a dirlo tra i regali più graditi ci saranno ovviamente prodotti tecnologici ed è proprio su questo che ci soffermeremo quest'oggi.
Un focus specifico sul boom degli assistenti vocali di cui abbiamo già anticipato in tempi non sospetti e che potrebbe rappresentare il regalo ideale per questo Natale 2018...

Google Assistant


Nonostante il recente sbarco in Italia, avvenuto lo scorso 27 marzo con Google Home, il loro successo sembra essere sotto gli occhi di tutti.
L'uso di Google Assistant è diventato quotidiano per milioni di italiani grazie alla sua praticità e gli infiniti campi di applicazione.
Scrivere messaggi senza toccare lo schermo del proprio smartphone oppure avviare la riproduzione musicale semplicemente citando il titolo della canzone preferita sono solo alcune delle skills già presenti sugli smart speaker.
L'intelligenza artificiale ha infatti compiuto passi da gigante in pochissimo tempo ed ecco dunque la possibilità attraverso Amazon Echo di poter impostare la luminosità delle lampadine o la temperatura del termostato, entrambi rigorosamente smart.
Ma questo non è che l'inizio perché in futuro questi assistenti vocali faranno letteralmente la differenza, come confermano alcuni sondaggi.


Una nuova era sul web.
Con il loro avvento la sensazione è che la navigazione sul web cambierà rispetto al passato.
Secondo uno studio portato avanti da Capgemini il 40% degli intervistati afferma che nei prossimi 3 anni preferiranno utilizzare uno smart speaker anziché la consueta app sul cellulare o il sito web.
Un cambiamento radicale anche per quanto riguarda l'ottimizzazione dei portali web sui vari motori di ricerca come Google e Bing.
Anche l'indicizzazione ed il posizionamento, dunque tutte le attività in ottica SEO, subiranno delle variazioni.
Questo perché con il costume sempre più crescente degli assistenti vocali cambia anche il modo di cercare sulla rete.
Non più keyword mirate da parte dell'utente ma vere e proprie long tale che l'AI riesce a comprendere e ricercare con enorme precisione.


E nel quotidiano.
Se al momento in molti utilizzano Google Home piuttosto che Amazon Echo per semplici operazioni come impostare la sveglia o per avviare un timer, nei prossimi mesi le loro capacità modificheranno la nostra vita quotidiana.
Il 28% degli intervistati ha sfruttato questi dispositivi per trasferire denaro, per prenotare un taxi con Uber o per ordinare del cibo.
Un vero e proprio boom che ha fatto drizzare le antenne alle grandi multinazionali che stanno iniziando a puntare fortemente su questa tecnologia.
Una competizione ferrata, da Google Assistant ad Alexa, da Bixby a Siri, che può solo giovare agli smart speaker che sono destinati a rivoluzionare il commercio.

Per questi motivi riteniamo gli assistenti vocali il regalo di Natale ideale.
Netminds crede fortemente nello sviluppo di questa tecnologia pronta a consolidarsi già nel nostro presente.
Per questo stiamo sviluppando skills innovative per migliorare le vostre esperienze con questi magici dispositivi.

IviPro e GameRome: il videogioco per promuovere il nostro patrimonio culturale

by 15:33

Una settimana intensa quella scorsa per Netminds. Un calendario pieno di appuntamenti che ci hanno visto protagonisti in tutto lo Stivale.Leonardo è infatti volato a Bologna per essere presente al seminario di IVIPRO. Rocco e Dario hanno raggiunto invece la Capitale per il GameRome 2018. Due eventi di importanza fondamentale per il mondo del videogioco dove non potevamo assolutamente mancare.




IVIPRO, videogiochi per raccontare l’Italia


Il progetto curato dall'omonima Associazione Culturale si prefissa un obiettivo tanto ambizioso ed allo stesso tempo importante.

Scoprire tutte le potenzialità del videogioco in termini economici ma non solo.

Riscoprire e promuovere la cultura dei territori del nostro Belpaese.

Sviluppare le mille sfaccettature di questo mondo.

Perché il videogioco può narrare storie del passato, comunicare e veicolare messaggi importanti così come un libro oppure un film, approfittando dell’alto coinvolgimento che scaturisce nei giocatori.

Insomma un tema da sempre caro e che sposa a 360 gradi la politica di Netminds.

Già nel lontano 2010 abbiamo lanciato l'applicazione "Back to Pompei" in realtà virtuale ed aumentata che ricostruiva fedelmente gli scavi di Pompei in 3D.

App che è presente nel database di IVIPRO che di fatto ha realizzato una vera e propria mappatura dei giochi presenti nel panorama nazionale e di tutti i luoghi, i monumenti ed i personaggi.

Questo per incentivare la produzione di videogiochi ambientati in Italia e sfruttare al massimo il nostro patrimonio culturale, dal valore unico ed inestimabile.


Al riguardo potrebbe interessarti anche questo nostro articolo: Tutti aspetti che un ex Ministro trascura


GameRome 2018, la presentazione di Reverse: Time Collapse


Un evento che unisce gli sviluppatori di tutta Europa.

L’occasione per aprire nuovi scenari, restare costantemente aggiornati e per tenere vivo il confronto tra esperti e professionisti del settore.

Ma anche l’opportunità di presentare Reverse: Time Collapse.

Un' avventura grafica che, attraverso un viaggio nel tempo, dà vita ad un’esperienza unica che combina meta-realtà con elementi puzzle e stealth.

Un lavoro portato avanti dalla nostra società spin-off Meangrip che vede coinvolti professionisti che hanno lavorato per vari titoli di livello mondiale.

Vigamus Magazine ha provato il videogioco, realizzando una recensione più che positiva.

L’ennesimo attestato di stima in attesa del termine della fase di sviluppo, per poter vivere tutte le avventure di Edward Mc Cainat.


Due eventi e due ambiti che apparentemente sembrano percorrere due strade parallele.

Ma durante questo tragitto è previsto un piccolo punto d’incontro.

Ed è quando finalmente sarà riconosciuto in Italia l'enorme valore del videogioco.

Black Friday 2018: dalle origini a stelle e strisce ai numeri in Italia

by 10:18

Ancor prima delle feste natalizie c'è un grande appuntamento per gli appassionati di shopping.
Un fenomeno che negli Stati Uniti è ormai consolidato da decenni e che in Italia sta riscuotendo, anno dopo anno, sempre più successo.
Già perché il Black Friday continua a guadagnare proseliti: in fondo a chi non piace fare acquisti e regalarsi qualcosa di nuovo?
Nel prossimo articolo andremo a svelare le radici di questo evento di livello mondiale e quelli che sono i numeri impressionanti che si registrano in Italia.

Black Friday Italia 2018 - Netminds blog


Le origini del Black Friday

Aleggia un  po' di mistero sulla nascita del venerdì nero.
Sono infatti due gli eventi storici che si possono ricondurre alle sue origini.
Il giorno post Ringraziamento del 1950 rimase nella storia per la polizia di Philadelphia.
Gli agenti furono infatti travolti dalla folla che si riversò per le strade: non solo per lo shopping compulsivo ma anche per l'incontro di baseball tra Navy ed Army da non perdersi per niente al mondo.
L'altro avvenimento risale invece al 1939 quando il presidente a stelle e strisce Franklin D. Roosevelt diede una grossa mano ai grandi retailer americani, anticipando il il giorno del Ringraziamento e dunque il Black Friday di una settimana, per aumentare così i giorni di distanza dal Natale.
Ancora oggi però si fatica a comprendere di chi sia la paternità di questo appuntamento diventato ormai di rito non solo nel Nuovo Continente ma in tutto il mondo.



Black Friday 2018 in Italia

Statistiche che evidenziano una costante crescita anche nel nostro Belpaese.
Rispetto allo scorso anno, stando ai numeri del Codacons, ci sarà una crescita del 10%.
Saranno ben 15 milioni gli italiani coinvolti per una stima di spesa all'incirca di 1,6 miliardi di euro.
1 miliardo giungerà dagli acquisti online che diventano sempre più importanti ed acquistano maggior fiducia da parte dei clienti.
Il portale trovaprezzi.it prevede un aumento di ricerche del 20% rispetto al 2017: l'anno scorso i tre trend topic riguardavano i giochi della Play Station 4, smartwatch e sneakers da ginnastica.
Stesso sito che in occasione del Black Friday 2018 vanterà oltre 17 milioni di prodotti in 500 categorie differenti: insomma ci sarà solo l'imbarazzo della scelta.
Tra gli e-commerce più attivi non può che esserci Amazon che lo scorso anno registrò ben 2 milioni di ordini e quest'anno è pronta a rilanciare con una dieci giorni di offerte dedicate, iniziata il 16 novembre e che terminerà a ridosso del Cybermonday.
Gli altri 600 milioni invece deriveranno dal mercato offline.
Interesse non solo per prodotti elettronici ma anche per capi d'abbigliamento o arredamento per la casa.
Insomma il Black Friday non risparmia proprio nessuno!


Quale sarà il tuo acquisto?

E voi come state vivendo l'avvicinamento a questo Black Friday?
Vi darete alla pazza gioia acquistando più di un prodotto?
Oppure attenderete il periodo natalizio per effettuare compere?
Il 23 novembre avremo tutti la risposta definitiva.




Caro ex ministro Calenda, è consapevole che i "giochi elettronici" rappresentano il futuro?

by 10:12

"Sarà forte ma io considero i giochi elettronici una delle cause dell’incapacità di leggere, giocare e sviluppare il ragionamento. In casa mia non entrano”.



Queste le dichiarazioni scioccanti di Carlo Calenda, ex Ministro dello Sviluppo Economico, che hanno suscitato immediatamente una replica dagli addetti ai lavori.
Una considerazione troppo superficiale che dimostra come la conoscenza di questo settore sia praticamente inesistente.

Entriamo allora nel dettaglio, chiedendo un parere a chi ha fatto dei videogiochi non solo un passatempo o una semplice passione, ma un vero e proprio lavoro. Insieme a Leonardo Lettieri, co-founder e business manager di Netminds, abbiamo analizzato le mille potenzialità e sfaccettature che rappresenta questo universo.


Educare al Digitale, una risorsa per le nuove generazioni


“Leggendo le dichiarazioni, non possiamo che rimanere perplessi.
Senza entrare nel merito tecnico di quanto la gamification aumenti la produttività e l’assorbimento del sapere e della conoscenza, vorrei parlare di come vengono invece usati i social dai nostri politici.
Appare evidente che l'uscita infelice dell’ex ministro del MISE ha generato un’esplosione compulsiva sullo schermo del proprio smartphone.
Ma non credo che il suo sia un pensiero frutto di un’analisi razionale di un settore tanto importante sia culturalmente che economicamente.
Allora mi sorgono un paio di domande.
L’utilizzo dei social dovrebbe essere limitato?
Dovremmo dire allora che al dottor Calenda dovrebbe essere vietato l’utilizzo dei social?
La misura delle cose è il punto focale.
Giocare alla Play Station, guardare un cartone animato, utilizzare lo smartphone sono tutte attività che devono essere educate.
Nel 2011 insieme ai miei amici Rocco Paladino e Valentina Bovio, abbiamo pubblicato un libro "Educare al digitale".
Era rivolto agli educatori che presentando lo stato attuale delle tecnologie, insegnavano ai minori l’uso consapevole e corretto sia dei social che dei videogames.
Una lettura che, considerando gli ultimi tweet, consigliamo anche al diretto interessato”.

La gamification non è però l'unico punto di forza del mondo dei videogiochi, anzi. Con Sergio Mazzola, game designer di Netminds, abbiamo invece  sottolineato quelli che sono i numeri in costante aumento di questo mercato, evidenziando il notevole gap che c'è tra l'Italia e le altre nazioni.

Italia, siamo un passo indietro in termini di sviluppo e non solo...


“A mio avviso sarebbe stato più produttivo se il dottor Calenda si fosse interrogato sul perché in Italia le istituzioni continuano a dimostrare un totale disinteresse nei confronti di un fenomeno che cresce quotidianamente e che si dimostra essere portatore di innumerevoli guadagni nell’economia dei Paesi che hanno saputo sfruttarlo al 100%.
Senza andare a scomodare gli Stati Uniti, il Regno Unito oppure il Giappone, bisognerebbe chiedersi come mai abbiamo ancora così tanto da imparare dai Paesi dell’Est Europa che negli ultimi anni hanno dimostrato un vivo interesse nei confronti dell'industria dei videogiochi.
Perché non si parla di questo?
Perché nessuno parla dell’enorme successo che quest’anno ha avuto la tre giorni della Milan Games Week, con ben 162.000 partecipanti, cresciuta del 10% rispetto all’anno precedente?
L'invito che rivolgo all'ex Ministro dello Sviluppo Economico è dunque di informarsi prima su certi dati che testimoniano la crescita tecnologica del nostro Paese e di non rilasciare nessun’altra dichiarazione solo per ottenere i cinque minuti di notorietà”.

Consigli e domande che speriamo il nostro caro dottor Calenda possa un giorno seguire e rispondere. Risulta infatti sorprendente cercare di minimizzare un'industria che ovunque nel mondo rappresenta una fonte enorme di guadagno e opportunità di impiego, al semplice videogioco. Un'idea o meglio un malcostume totalmente infondato che speriamo, per il bene del nostro Paese e del nostro futuro, venga debellato il prima possibile.

La realtà aumentata conquista Hogwarts e Formula 1: ecco la pubblicità del futuro

by 11:42

Girovagando per il mondo, la mia sfera lancerò... anzi no. Iniziate a far pratica con zaini protonici e bacchette di sambuco. Già perché dopo la letterale esplosione di Pokémon Go sono stati annunciati altri due titoli che godranno della realtà aumentata. Mondo del gaming ma non solo, l’AR caratterizzerà la pubblicità del futuro...

Realtà Aumentata - Netminds, Napoli

Il perché la augmented reality sia la tecnologia più utilizzata è ormai il segreto di Pulcinella. La semplicità è la base del suo successo. L'abbinare a tutto questo dei colossi del grande schermo poi, fa tutta la differenza del mondo. Pokemòn Go è stato di gran lunga il videogioco più innovativo del 2016 ma la Niantic vola alto e pensa di creare qualcosa di ancor più ambizioso e di successo.
Come? Anche se tutto questo può sembrare davvero difficile, la prima mossa in questo senso fa ben sperare. Dopo aver fatto leva sui milioni di appassionati ad Ash e Pikatchu, adesso si punta alle miriadi di aspiranti maghi e streghe. Harry Potter: Wizards Unite farà diventare la vostra città sempre più simile ad Hogwarts, imparerete nuove magie e potrete addirittura interagire con i personaggi della Rowling. Non dovrete più scovare Pokemòn bensì darete la caccia ad animali fantastici che non si troveranno più solamente a New York… 


Qualcuno ha citato la Grande Mela? Perché le strade della città americana risultano più che mai infestate da ectoplasmi. Il vostro sogno è sempre stato quello di guidare la leggendaria Ecto 1 andando alla ricerca di fantasmi? Per la fine di questo 2018 tutto questo diventerà una piacevole e divertente realtà grazie a Ghostbusters World. Ritornerà in voga quell'abbigliamento che nel 1984 fece impazzire il Nuovo Continente, sulle spalle zaini protonici per cercare di acchiappare Slimer. Tutto molto bello ma… occhio a non incrociare i flussi


Chi crede che però la realtà aumentata sia limitata al mondo del gaming si sbaglia di grosso. Grandissime aziende ne hanno fatto uso in ambito pubblicitario, incrementando sempre più quella che è la riconoscibilità del proprio brand. La Pepsi Max è stata una delle prime a credere nel progetto, questo video risale infatti all'ormai lontano 2014. Meteoriti, mostri e tigri nel bel mezzo della città per terrificare le persone alla fermata dell’autobus. Diversa l’idea di Air Action Vigorsol che insieme a Shazam ha lanciato una promozione che attraverso l’utilizzo dell'AR mette in palio premi importanti come la vincita di I Phone X e gift card di Amazon.



Mentre la Ferrari si rende protagonista con il duello tra Vettel ed Hamilton, risulta molto interessante anche la partnership che si è venuta a creare tra Microsoft e Renault. Attraverso il visore Hololens sarà possibile utilizzare la mixed reality per poter osservare la nuova monoposto R.S. 2018 che gareggia ai mondiali di Formula 1. Sarà possibile osservare nei minimi dettagli tutti i particolari della vettura, raggiungendo un’esperienza che stimolerà tutti i vostri sensi.

Netminds ha da sempre creduto nelle potenzialità della mixed reality, soprattutto come efficace metodo di comunicazione. Se anche voi vi siete convinti di tutto ciò contattateci riempiendo questo semplice modulo di iscrizione. Vi risponderemo prontamente, tenendovi costantemente aggiornati sulle novità del settore.

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