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Videogiochi in Italia: mercato in netta crescita, siamo 16 milioni di videogiocatori!

by 11:52

L'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani o meglio conosciuta come Aesvi ha pubblicato il report annuale sul mercato dei videogiochi in Italia.
Numeri e statistiche che regalano un quadro più che positivo per il settore.
Scopriamo insieme quelle che sono le novità!

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Uno scenario davvero importante.
Il mercato dei videogiochi in Italia è diventato una realtà consolidata, nonostante le parole di qualche mese addietro dell'ex ministro Calenda.
E la crescita è andata ogni più rosea aspettativa: un trend complessivo che si attesta sul 18,9%.
Numeri mostruosi che certificano la crescita culturale del videogioco, non più relegato solamente ai ragazzini come in passato.
Con il trascorrere degli anni ha assunto un peso specifico differente: un gioco può avere lo stesso impatto di un film oppure di un libro.
Ed i numeri in questo senso aiutano parecchio a riflettere su quella che è la crescita costante di questo fenomeno.
I videogiocatori italiani sono 16,3 milioni di persone, ovvero il 37% della popolazione nostrana.
Le fasce di età più interessate sono quelle dai 15 ai 34 anni e quella tra i 45 e 64, proprio a consolidare quanto affermato precedentemente.
Leggero interesse propende verso gli uomini: 54% rispetto alle donne che si fermano al 46%.


Le console più utilizzate

Qual è la piattaforma più amata dagli italiani?
La fetta maggiore della torta se la aggiudicano i dispositivi mobile come smartphones e tablets, con più di 10 milioni di videogamers.
Medaglia d'argento invece per i PC, con le console home che raggiungono il gradino più basso del podio.
Discorso inverso invece per la durata di gioco media: a fare la voce grossa sono le console con circa 5 ore, seguono gli smartphones con 4,3 ed infine i PC con 4,2 ore a settimana.

Crescita spaventosa del digital download

Il giro d'affari complessivo è di circa 1,7 miliardi di euro.
Se l'hardware porta a casa 426 milioni di euro, gran parte del merito va alla voce software che si aggira intorno ad 1,3 miliardi.
In crescita tutte le parti in causa.
Le app digital fanno registrare 445 milioni di euro.
"Solo" 338 milioni di euro invece se pensiamo ai videogiochi fisici acquistati per console e PC.
Crescita mostruosa per il digital download, oltre l'86,6% che tradotto in soldoni fa circa 548 milioni di euro.

Fifa 19 ovunque, successo GTA V

Fifa 19 ha bruciato letteralmente la concorrenza: è il videogioco più acquistato per console e al tempo stesso quello con più download su tutte le piattaforme disponibili.

In ordine: i giochi più acquistati su console, pc ed applicazioni

Successi già annunciati per le console erano Red Dead Redemption e Spider-Man che guadagnano rispettivamente 2° e 3° posizione.
Menzione speciale per Grand Theft Auto V per la mole di dowload ottenuti.
Mentre l'applicazione più scaricata sugli store resta Candy Crush Saga, tallonata da Clash Royale e Clash of Clans.


Bilancio assolutamente in verde che fa sorridere anche in ottica futura.
Netminds, con la sua società spin-off Meangrip sta sviluppando Reverse: Time Collapse, un'avventura grafica da non perdersi per nulla al mondo.
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Copyright, approvata la direttiva sul diritto d'autore: cosa cambia?

by 12:21

Copyrights, il Parlamento Europeo si è pronunciato: approvata la direttiva sul diritto d'autore. Cosa cambia? Questa la domanda più gettonata degli ultimi giorni, andiamo a scoprirlo insieme.

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Il Parlamento Europeo si è finalmente espresso riguardo la direttiva sul copyright.
348 i voti favorevoli, 274 i contrari e 36 gli astenuti.
Questa la decisione presa a Strasburgo che diventerà presto legge.
Una direttiva tra le più discusse degli ultimi anni e che fa ancora tanto parlare, nonostante sia ad un passo dal diventare realtà.
Il pomo della discordia?
Gli articoli 11 e 13 sono quelli che destano più preoccupazione.
Il primo prevede un compenso all'autore da parte delle piattaforme online che pubblicheranno il contenuto e una maggiore attenzione circa la violazione del diritto d'autore.
Ed è proprio quest'ultimo passaggio, diventato poi articolo 17, che è finito sotto l'occhio del ciclone, creando due vere e proprie scuole di pensiero a riguardo. 


Diritto d'autore, gli articoli che fanno discutere

I critici dibattono sul meccanismo di filtro da parte delle piattaforme online sui contenuti che caricheranno i loro utenti, una sorta di controllo sui contenuti per eliminare quelli che sono protetti dal diritto d'autore.
In molti fanno notare infatti che una tecnologia così avanzata al momento la possiede solo un colosso come YouTube e difficilmente altri sono interessati ad effettuare lo stesso passo.
Inoltre, nonostante il grandissimo investimento, ancora oggi, questo meccanismo presenta delle falle che censurano contenuti senza una precisa motivazione.
I favorevoli che trovano man forte nelle case cinematografiche e discografiche, invece sostengono che con le variazioni presenti nella nuova direttiva ci sarà più tutela dei diritti d'autore, con licenze che saranno più facili da applicare online.


Diritti d'autore, la verità sta nel mezzo

Sia chiaro: era impossibile pensare di avvalersi ancora dell'ultima regolamentazione sui copyrights risalente al 2001.
Alla luce dei profondissimi cambiamenti che hanno interessato il mondo del web negli ultimi 18 anni, era infatti inevitabile aggiornare le norme e le regole di un tema così delicato, ma, si sa,
 molte volte la verità sta nel mezzo.
Nella nuova normativa ad esempio non si cita più la tanto chiacchierata link tax, oppure il divieto di utilizzare meme.
Così come in realtà molte delle attività introdotte dal Parlamento Europeo non andranno più ad intaccare le enciclopedie online come Wikipedia oppure GitHub, come invece era previsto inizialmente.
Di fatto le piattaforme che saranno maggiormente interessate sono colossi come You Tube, Google News e Facebook che dovranno dividere in parte i ricavati con i titolari dei diritti dei contenuti, siano loro giornalisti o artisti.

La sensazione è che questo argomento continuerà a far discutere nei prossimi mesi. Un segnale chiaro lo ha lanciato Wikipedia, che nonostante non sia principalmente "colpita", ha oscurato la versione italiana lo scorso lunedì 25 marzo.
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HoloLens 2: ecco il nuovo visore mixed reality di Microsoft

by 15:29

Il nuovo visore HoloLens 2 di Microsoft è stato presentato in occasione del Media World Congress 2019 di Barcellona.

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Lo avevamo preannunciato, eravamo in trepidante attesa e adesso è finalmente giunto il momento di parlare di HoloLens 2.
Un ulteriore passo in avanti per il progresso della mixed reality che resta però un prodotto realizzato e finalizzato per l'uso delle aziende e non ancora del consumatore finale.
In fondo il mancato successo di Google Glass è un esempio chiaro a molti...

Ma ritornando ad HoloLens 2, una domanda sorge spontanea: cosa cambia rispetto al suo predecessore?
Andiamo dunque ad analizzare quelle che sono le novità e le migliorie dell'HoloLens di seconda generazione!


Più immersivo.
La prima cosa che balza subito agli occhi (letteralmente!) è proprio l'angolo di visione che è aumentato notevolmente, praticamente raddoppiato.
Dal precedente 30% si è giunti al 52%, il tutto mantenendo una densità olografica di 47 pixel per ogni grado.
Tutto questo rende dunque l'esperienza ancor più immersiva rispetto al passato.


Più realistico.
Dal punto di vista hardware con la presenza del Time of Flight, l'interazione con i contenuti e gli ologrammi diventa più realistica e naturale, questo perché il sensore di profondità interagisce e collabora con gli elementi di intelligenza artificiale, facendo un'analisi migliore dello spazio circostante.

Più confortevole.

Il visore HoloLens 2 cambia ovviamente anche nell'aspetto.
Un design molto più accattivante rispetto al suo antenato.
Un modello resistente ma allo stesso tempo leggero e non ingombrante, grazie alla sua realizzazione in fibra di carbonio.
Ogni movimento scomodo o problema dovuto dall'indossare occhiali da vista sarà solo un lontanissimo ricordo.


Le nuove caratteristiche del visore mixed reality
Microsoft ha comunicato che ad aprile saranno svelate le linee guida per lo sviluppo di app.
Inoltre attraverso Dynamics Guide 365 i dipendenti impareranno ad utilizzare al meglio la mixed reality mentre svolgeranno le loro attività quotidiane.
Azure Kinect Developer Kit già disponibile in pre-order per 399$ riunisce tutti gli innovativi sensori di intelligenza artificiale.
Con Azure Mixed Reality Services gli sviluppatori potranno realizzare applicazioni sfruttando la realtà mista.
Infine con Microsoft HoloLens Customization Program, i partner potranno personalizzare ogni aspetto del visore per assecondare le proprie esigenze.

Da quando sarà disponibile il nuovo HoloLens?
Il nuovo visore targato Microsoft sarà disponibile entro il 2019 ma la fase di pre-ordine è già iniziata.
I primi paesi che potranno usufruire del prodotto sono: 
Stati Uniti, Giappone, Cina, Germania, Canada, Regno Unito, Irlanda, Francia, Australia e Nuova Zelanda.
Il prezzo? Non ci sarà più distinzione tra versione commerciale e sviluppatore come con la prima generazione, ma un unico modello da 3500 dollari.


Da Netminds, pioniera della mixed reality, lavoriamo già da oltre un anno a vari progetti con questo straordinario strumento e siamo in trepidante attesa di testare il suo promettente erede! 


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La sicurezza prima di tutto: battaglia contro hacker e cyberbullismo

by 11:28

"Quando c'è l'amore c'è tutto... No, chell' è 'a salut".

Questa una delle citazioni più celebri di Ricomincio da tre, il film di Massimo TroisiEbbene, Google a distanza di anni dissentirebbe, affermando che al primo posto di questo particolarissimo podio non ci sarebbe amore o salute, bensì la sicurezza. Non solo Big G la pensa in questo modo, soprattutto a ridosso del SID, il Safer Internet DaySono stati infatti trattati temi molto delicati che adesso analizzeremo nel dettaglio.malek-netminds-sicurezza


Safe Internet Day, dagli hacker al cyberbullismo

Insieme per un internet migliore.
Questo il motto della manifestazione che lo scorso 5 febbraio si è tenuta in oltre 100 paesi in tutto il mondo.
Lo scopo è quello di incentivare e promuovere un utilizzo giusto e sano del web con un occhio di riguardo ovviamente alle nuove generazioni.
L'esigenza di crescere cittadini digitali responsabili è molto importante.
Specie negli ultimi anni dove scandali legati alla privacy, come Cambridge Analytica o di attacchi hacker hanno tenuto l'opinione pubblica letteralmente col fiato sospeso.
In attesa di una regolamentazione seria, si prova a non commettere gli stessi errori del passato.
Cercare di educare, di far conoscere e comprendere quelli che sono i possibili rischi non è che il primo passo per un domani più sicuro.
Anche perché il quadro attuale è tutto fuorché positivo.
Microsoft ha infatti reso pubblici i risultati della ricerca Microsoft Digital Civilty Index e restando nel confine italiano, i dati devono far riflettere.
Il 64% degli italiani è stato vittima di cyberbullismo mentre il 62% è incappato nel malcostume sempre più frequente delle fake news.
Inoltre il 52% degli intervistati ha subito minacce.
Numeri non positivi che attestano l'Italia al 9° posto di questa speciale classifica.



Le iniziative e possibili soluzioni

Le iniziative sono davvero numerose e curate dal Ministero dell'Istruzione.
L'ente organizzatore è Generazioni Connesse, un consorzio che collabora con diverse organizzazioni da sempre schierate a favore dei diritti dei bambini.
Un nodo blu è solo uno dei principali eventi che si sono tenuti per questo tema così delicato.
Google nel frattempo si è mosso attivamente sul campo, rilasciando un'estensione che svela se nome utente e password sono state hackerate.
Con Password Checkup infatti qualora la combinazione delle credenziali dovesse essere presente nel database interno di Google 
dei dati di accesso non sicuri, segnalerà con un popup all'utente di modificare la propria passwordMa le azioni del colosso di Mountain View in termini di sicurezza non terminano qui.
Big G sta infatti sviluppando un avviso che apparirà agli utenti quando navigheranno un sito non sicuro, che cerca di imitare un portale più noto.
Come? Si sta ragionando sulle URL, una specie di correttore automatico di queste ultime.
Quando ad esempio si digiterà in maniera errata l'indirizzo di un sito che si naviga quotidianamente, in caso di esistenza di un sito phishing, apparirà l'avviso.
Un'ulteriore mano per evitare truffe e diffusione di dati sensibili. 



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E-commerce e marketplace: le novità del 2019

by 11:45

Stufi di accompagnare la vostra dolce metà nei centri commerciali la domenica pomeriggio? Siete esattamente nel posto giusto al momento giusto. Perché il mercato e lo shopping stanno radicalmente cambiando volto.
La nascita di numerosissimi e-commerce è la prova evidente di tutto ciò. Ma anche questi negozi on-line sono soggetti a notevoli modifiche. Evolvono a seconda delle esigenze e dei costumi degli utenti che ne usufruiscono. Le novità in questo campo sono molteplici e gli investimenti dei colossi fanno comprendere come il futuro strizza l'occhio verso questo tipo di soluzioni. 

E-commerce Netminds

E-commerce, le innovazioni del 2019

Le migliorie di questo 2019 sono tutte finalizzate a perfezionare quella che è la User Experience della clientela. In questa direzione sono stati fatti passi da gigante puntando soprattutto su due fattori fondamentali: la fidelizzazione e l'intuitività.
  • L'intelligenza artificiale è la tecnologia sul quale hanno puntato le grandi multinazionali ed è semplice comprendere il perché. Creare un'interfaccia completamente personalizzata per ogni cliente adesso sarà possibile: in questo modo l'utente sarà molto più predisposto a comprare, trovandosi già in prima pagina i prodotti che desidera. Tutto alla portata di un semplice click.
  • Ricerca vocale e visiva. Ebbene sì, perché anche il modo di cercare su internet è cambiato. Il digitare caratteri su un motore di ricerca come un tempo adesso è stato sostituito dall'utilizzo dell'assistente vocale. Le esperienze di voice-driven sono ormai all'ordine del giorno. In questo senso la crescita degli Smart Speaker appare imponente: è prevista una spesa per i vari Amazon Echo, Google Home e Siri pari a 3 miliardi entro il 2021. Stupefacente vero?
  • Riconoscibilità del brand.
    Per ottenere questo fondamentale punto le aziende stanno puntando invece ad aumentare quella che è l'esperienza in store. Oltre a garantire offerte ad hoc che calzino a pennello per ogni singolo utente, vanno offerte esperienze ai propri clienti. Inviti ad eventi, corsi personalizzati possono rappresentare la chiave giusta.
A giocare un ruolo di prim'ordine sono ovviamente i social network. Pensate che il traffico generato da questi ultimi che direziona verso siti mobile di retailer è cresciuto del 42%, come svelato da Netcomm.
Ancora più curiosi sono i numeri che apprendiamo dall'Osservatorio del Politecnico di Milano.
In Italia infatti il
65% degli acquisti in rete avviene attraverso uno smartphone: un mercato di circa 6 miliardi di euro.
Mercato che tende assolutamente al mondo della tecnologia: il
28% degli acquisti riguarda infatti informatica ed elettronica.
Insomma una risorsa importante alla quale
Netminds ha da sempre puntato realizzando e-commerce di successo.

Marketplace

Se dallo store online si vuole invece giungere al vero e proprio centro commerciale sul web allora è il tempo di prendere in considerazione l'idea di entrare a far parte di un marketplaceInteressanti sono i numeri che ci propone il portale tedesco Bvoh.de: i marketplace presenti in Europa superano le 220 unità. Solo in Italia se ne contano 13: da eprice.it ad autoscout24.it. Ma quali sono i vantaggi di questa scelta?
Entrare a far parte dei cataloghi dei vari Amazon o Ebay significa aumentare senza ombra di dubbio il traffico dei propri prodotti.
Un'esperienza del genere può essere formativa: ad esempio può risultare importante per comprendere meglio quali sono le esigenze del target.
I punti chiave sul quale puntare sono principalmente due: 
realizzare schede prodotti interessanti e ottenere feedback positivi.
Fondamentale è anche essere sempre aggiornati per quanto concerne la logistica: dalla disponibilità, alla preparazione dell'ordine fino a giungere alla spedizione del prodotto.

Da ormai 18 anni, Netminds sviluppa soluzioni e-commerce per soddisfare le esigenze dei propri clienti.
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L'Intelligenza Artificiale migliorerà la sicurezza del domani

by 11:13


Come sarà il nostro futuro?
Quale sarà la sua tecnologia predominante, quella di cui proprio non riusciremo più a fare a meno?
La risposta è già pronta e riguarda inevitabilmente l'Intelligenza Artificiale.
Non è la prima volta che ne parliamo sul nostro blog, ma la sua evoluzione è così rapida e abbraccia così tanti campi d'applicazione da diventare un argomento vastissimo.
Oggi andremo a scoprire quelle che sono le migliorie che ha apportato nel mondo della sicurezza.

Intelligenza Artificiale sicurezza

Artificial intelligence, come cambia la sicurezza

Se fino a qualche decennio fa ipotizzare che una videocamera potesse essere capace di riconoscere l'identità di un individuo solo tracciando il suo volto era fantascienza, adesso tutto questo non rappresenta altro che la funzionalità più elementare di cui godono certi dispositivi. Si sono compiuti passi da gigante in questo ambito, tanto da sviluppare sensori termici e di movimento in grado di comprendere ciò che avviene nell'ambiente circostante, anche al di là di un muro.
Ma tutto questo è solamente l'abc: già perché di progressi nel settore ce ne sono stati molteplici, molti dovuti anche ad esigenze ben specifiche dopo i diversi attentati degli ultimi anni.
Dai droni collegati al suolo con un filo, che garantiscono maggiore autonomia nei momenti di necessità, a dei veri e propri box che permetteranno alle forze dell'ordine di comunicare grazie ad una rete LTE che funzionerà nel caso in cui ripetitori e segnale saranno completamente fuori uso.

IA intelligenza artificiale: prevenire è meglio che curare

Un detto il più delle volte esprime una sacrosanta verità.
Ed un obiettivo dell'intelligenza artificiale è proprio quello di prevedere catastrofi.
In America, precisamente all'Università di Harvard, è stato presentato un progetto che sarà in grado di percepire impercettibili scosse della Terra.
Tra qualche anno dunque si potrebbe prevedere un sisma.
Com'è possibile qualcosa del genere?
Il trucco sta nel riconoscere il suono che emette la Terra ed è esattamente quanto svolge il software creato da Thibaut Perol, esperto di deep learning, una delle branchie dell'AI.

Lo stesso principio dell'assistente vocale

Il principio di funzionamento è lo stesso dei vari Siri e Bixby o Google Assistant: così come i nostri assistenti vocali isolano la nostra voce dai rumori circostanti, i sismografi elimineranno quelli che sono i normali rumori geologici.
La scelta per la sperimentazione è ricaduta sullo stato dell'Oklahoma, un territorio non ad alto rischio di sisma. Questo per registrare al meglio ogni piccola scossa cosicché in futuro sia sempre più sensibile, tanto da poter prevedere terremoti a prescindere dal loro tasso di rischio.
L'obiettivo è infatti proprio questo: se ad oggi si riesce a riconoscere un terremoto che avviene in tempo reale, attraverso il machine learning in un futuro più o meno prossimo l'auspicio è quello di poterlo anticipare.
Pensate che l'Intelligenza Artificiale è in grado anche di identificare l'ubicazione approssimativa del singolo terremoto, tutte componenti che hanno dato il via alla ricerca proprio negli Stati Uniti...



Black Mirror Bandersnatch e Netflix possono essere il futuro

by 12:53

Lo scorso 28 dicembre sarà ricordato come una data storica e non solo perché ricorre il compleanno del cinema.
La piattaforma streaming
Netflix ha segnato di fatto un cambiamento radicale, lanciando Black Mirror Bandersnatch.
Il primo film interattivo disponibile sul catalogo video di
Reed Hastings ha colto nel segno, suscitando tanto clamore e dibattito tra gli addetti ai lavori e appassionati.
Il mondo del web come sempre si è spaccato in due fazioni: c'è chi parla senza mezzi termini di capolavoro ed altri che invece restano fedeli al caro e vecchio film, definendolo una vera e propria cafonata.
Nella pausa pranzo, anche nell'ufficio di
Netminds si è aperto un confronto sul film del regista David Slade, visto che il protagonista è un programmatore di videogiochi.
Ed un'analisi accurata, al di là del prodotto finale, ci porta a pensare che
Bandersnatch rappresenti il futuro dell'intrattenimento, se supportato da un colosso come Netflix.
Prima di arrivare alla conclusione finale però andiamo a scoprire alcune chicche che hanno caratterizzato la pellicola.

Black Mirror: Bandersnatch film interattivo

Bandersnatch Black Mirror, la trama

Scrivere una trama quando si tratta di un film interattivo non è affatto semplice.
Questo perché il protagonista anziché seguire un percorso lineare, è sottoposto a numerose scelte.
Ogni bivio porta dunque ad una reazione differente da parte dei protagonisti.
Basta pensare che il film può durare dai 40 ai 150 minuti, a seconda delle varie opzioni.
Il girato complessivo della pellicola ammonta a 312 minuti, una mole di lavoro pazzesca per tutto il cast.
Ma torniamo alla trama, cercando almeno per il momento di evitare spoiler e di prendere in considerazione scene che tutto sommato si verificheranno nei minuti iniziali.
Siamo nel 1984 e Stefan Butler è un programmatore di appena 19 anni che vive insieme al padre Peter.
Il ragazzo prodigio sta lavorando ad un videogioco innovativo per l'epoca, basato sul libro game scritto da Jerome F. Davies, appunto Bandersnatch.
Un'avventura che sottoporrà, proprio come per chi sta guardando il film, il videogiocatore a diverse scelte.
La presenza di multi percorsi è la novità che fa innamorare del progetto Mohan Thakur, il proprietario della società Thuckersoft.
Ed è proprio qui che Stefan conoscerà il suo idolo Colin Ritman, autore dei videogiochi preferiti dal protagonista.
Colin è di gran lunga il personaggio più misterioso: sembra avere chiaro il quadro generale, di essere in totale controllo e nel flusso giusto.

Black Mirror: Bandersnatch presenta almeno 5 finali, più uno segreto... (SPOILER ALERT!)

Occhio, questo è il paragrafo dove spoileriamo i possibili finali che manco Caparezza in Kevin Spacey, quindi se avete intenzione di guardare il film, proseguite con la lettura del prossimo blocco di testo.
Nel giorno della sua uscita Netflix ha rilasciato un comunicato, annunciando 5 finali possibili a seconda delle scelte che gli spettatori prenderanno nel corso del film. Andiamo ad elencarli, svelando anche quello segreto...

Bandersnatch riceve 0 stelle
Il primo bivio che si presenta, oltre ai cereali per colazione o la musica da ascoltare sul pullman, è quello riguardante la pubblicazione del gioco.
Il proprietario Mohan Thakur propone a Stefan di programmare il gioco nell'azienda, affiancandogli un team per completare il gioco entro dicembre.
Accettando la narrazione riprende dopo alcuni mesi: Bandersnatch rispetta i tempi di pubblicazione ma rappresenta un vero e proprio flop.
La recensione riceve 0 stelle, le parole di Colin si rivelano profetiche "percorso sbagliato".

Rompere il computer
La vita di un programmatore non è affatto semplice.
E almeno in due circostanze nella mente di Stefan avanza l'ipotesi di compiere una pazzia.
Il test di Bandersnatch non va a buon fine ed il computer si blocca.
Da qui la possibilità di distruggere il computer, rovinando l'intero lavoro e oppure di rispondere al padre: solo questa opzione darà vita ad un altro possibile scenario.

Prendere le pillole o suicidarsi
Proseguendo con la storia, Peter porta il figlio fuori lo studio della sua terapista, la dottoressa Haynes.
Anche qui Stefan si troverà di fronte ad una scelta.
Accettando di entrare nello studio, la terapista gli prescriverà una dose superiore di farmaci che già abitualmente assume.
Tornato a casa, ecco l'ennesimo dubbio amletico: prendere le pillole o buttarle nel water?
Solo scegliendo la seconda opzione la storia prosegue, altrimenti prendendo le medicine il gioco sarà pubblicato ma prenderà un punteggio di appena 2,5 stelle: "un gioco senza infamia e senza lode".
Rifiutando la visita dalla dottoressa, Stefan seguirà il suo idolo Colin Ritman, che lo aiuterà ad uscire dal buco.
Questo grazie all'uso di marijuana ed assumendo acidi: è in questo momento che Colin parla di universi paralleli, di linee temporali parallele che ricordano tanto Lost, una delle serie tv più seguite di sempre...
Per dimostrare la sua tesi propone di compiere una pazzia: buttarsi dal terrazzo!
Ma chi compirà questo gesto? Se a farlo sarà Stefan la storia termina, se invece sarà Ritman la trama prosegue...

Netflix o commettere un omicidio
Si scopre che il suicidio di Colin non è che un incubo del protagonista che si sveglia di soprassalto.
La storia ci riporta alle medicine da assumere, ma in questo caso è certo che Stefan se ne sbarazzerà.
Il ragazzo continua la programmazione del videogioco ma ad un certo punto sopraggiunge il consueto blocco e quindi: rovesciare il tè sul computer oppure distruggerlo?
In entrambi i casi, Fionn Whitehead volto anche di Dunkirk, andrà in escandescenza, comprendendo che le sue azioni sono scelte da chi lo osserva da dietro lo schermo.
Da qui, a seconda delle varie scelte fatte, si aprono diversi scenari: da P.A.C.S, il piano del governo per controllare i suoi cittadini al simbolo che fece letteralmente impazzire l'inventore di Bandersnatch, fino alla possibilità di scegliere proprio Netflix.

Netflix in Bandersnatch


Se scegliamo quest'ultima opzione, il computer incomincerà a parlare con Stefan, affermando la presenza di spettatori che lo stanno osservando su una piattaforma streaming del 21° secolo.
Sconvolto dagli eventi, il programmatore torna dalla sua terapista, raccontando l'accaduto.
La dottoressa Haynes a questo punto sottolinea che se la sua vita fosse realmente un prodotto d'intrattenimento, sarebbe decisamente più movimentata e meno drammatica.
Da qui la possibilità di poter ingaggiare un duello con la psicologa stile kung-fu oppure uscire dalla finestra.
In questo caso ci ritroveremo su un vero e proprio set di Netflix, dove la regista ricorda all'attore di dover combattere, mentre Stefan sembra essere in evidente stato confusionario e comprendere che quello che stava vivendo non era di certo un film.
Se facciamo un passo indietro e dunque scegliamo il simbolo di Bandersnatch invece sopraggiungerà l'omicidio del padre.
Se la nostra scelta sarà fare a pezzi Peter, Stefan riuscirà nel suo intento.
Bandersnatch sarà finalmente pubblicato e raggiungerà la recensione perfetta: 5 stelle su 5.
Ma la sua notorietà terminerà di lì a poco: sarà infatti scoperto il suo cruento crimine e terminerà in carcere, mentre le copie del suo gioco saranno ritirate.
Da qui si arriva ai titoli di coda, ma c'è anche un ulteriore finale extra che vede protagonista Pearl, la figlia di Colin Ritman (interpretato da Will Pourter diventato celebre anche per il suo ruolo in Revenant) che decide di "riesumare il gioco" ma dopo pocho tempo incapperà negli stessi errori di Stefan.

Stefan non può cambiare il passato
Tra le varie strade percorribili durante il film, c'è n'è una che porta dritti al passato del ragazzo segnato dal trauma della morte della madre.
Stefan scopre la cassaforte del padre e le combinazioni a disposizioni sono davvero innumerevoli: da PAX, il demone presente nel videogioco, a PAC, il programma di controllo, fino ad arrivare a JFD, le iniziali dell'autore del librogame e TOY.
Scegliendo questa ultima opzione il protagonista ritrova il suo coniglio di peluche che gli era stato sottratto dal padre quando era bambino.
Si ritroverà dunque catapultato nel passato, precisamente a quella mattina in cui la madre decide di andare a trovare i nonni.
Stefan trova il suo Rabbit e decide di far compagnia alla madre, ma ciò nonostante il treno deraglierà e provocherà la morte di entrambi.
Morte che per Stefan avverrà in entrambe le linee temporali: sia in età fanciullesca che da ragazzo, nello studio della sua terapista.

Il finale extra di Bandersnatch
Nonostante il gioco sia uscito da meno di due settimane, è stato già trovato un finale extra.
Stefan si ritrova sul pullman che lo porta per la prima volta nella sede della Thuckersoft, ma questa volta nel walkman viene inserito proprio il suo Bandersnatch.
Ciò provocherà dei suoni poco gradevoli, apparentemente inutili. Ma gli sceneggiatori di Black Mirror ci hanno insegnato che nulla avviene per caso.
Infatti questi suoni riprodotti sullo ZX Spectrum, il computer utilizzato per programmare il videogioco, farà comparire un QR Code.
Scansionandolo vi ritroverete sul portale della Thuckersoft dove potrete trovare i giochi dell'azienda.

Perché Netflix può rappresentare il futuro: la nostra recensione

Arriviamo al fatidico verdetto: pollice in giù o Black Mirror: Bandersnatch viene promosso?
Questa volta siamo noi ad effettuare la recensione: 3 stelle su 5.
Capolavoro oppure buco nell'acqua? La verità sta nel mezzo, non è la prima volta che assistiamo ad un film interattivo.
Ma se a questa tipologia di pellicola abbiniamo un colosso come Netflix allora possiamo pensare che questa potrebbe essere una strada che sarà percorsa più volte in futuro.
Stando ai dati svelati dal report annuale effettuato da We Are Social e Hootsuite infatti il tempo trascorso sulle piattaforme streaming è in media di 4 ore al giorno.
Ecco perché Netflix può rappresentare il futuro, ma c'è sempre da migliorarsi.
La scelta in molti casi è di fatto pilotata e la trama poteva essere più articolata, ma tutto sommato l'idea di creare una nuova forma d'intrattenimento, mettendo al centro delle scelte lo spettatore piace eccome, specie se le possibili combinazioni superano i 5 milioni...

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