La nuova SERP: Google dice si all'Infinite Scrolling

16:52

Mostrare 4 pagine in un’unica pergamena digitale sarà presto una realtà per Google che ha appena lanciato un nuovo aggiornamento per la sua funzione ricerca su mobile: parliamo dell’infinite scrolling.

Un’idea mutuata dai social ed in particolare Facebook che per primo ha capito che abbattendo la barriera del “mostra di più” o “carica altro” garantiva molti più risultati di ricerca e interazioni. L’aggiornamento è stato adottato facendo seguito ad uno specifico studio commissionato da Google che evidenzia un comportamento diffuso tra gli utenti della rete che rispetto ad una ricerca tendono a sfogliare fino a quattro pagine prima di soddisfare la richiesta. I risultati sono stati presi alla lettera perché ora lo scorrimento non è proprio infinito: carica automaticamente 40 risultati (4 pagine di ricerca) prima che venga mostrato il familiare bottone "mostra altro". In sostanza, quindi, il motore di ricerca rinuncia alla ricerca multipagina per rendere più fluida e intuitiva l’esperienza con lo scrolling infinito.

Il cambio di campo potrà apportare variazioni, risultando più utile, in particolare per le domande più aperte e generiche, oppure laddove le risposte possono rivelarsi fonte di ispirazione. “Cosa fare con le zucche”, come riportato in un esempio dalla stessa Big G, e simili interrogativi sono soggetti a molte potenziali repliche, quindi con lo scrolling infinito si potranno scovare con maggior facilità opzioni diverse, finora meno raggiunte poiché posizionate nelle pagine successive a quelle abitualmente esaminate dagli utenti.

Google sul blog ufficiale ha affermato che «questa nuova esperienza di ricerca sta iniziando a essere gradualmente implementata per la maggior parte delle ricerche in inglese sui dispositivi mobili negli Stati Uniti»

Probabile, anche se al momento non se ne è parlato, che alla variazione possa corrispondere un cambiamento anche nella disposizione degli annunci pubblicitari. Infatti, Il posto più costoso che il motore di ricerca offre a chi lo sceglie per farsi pubblicità è quello in cima ai risultati di ricerca della prima pagina, perché l'80% di chi usa Google è lì che si ferma, non va oltre. Mostrare 4 pagine in un’unica pergamena digitale significa quadruplicare gli ADS che si possono mostrare per singola ricerca, aumentando in modo netto i ricavi. Invece di limitare gli annunci nella parte superiore della pagina, potrebbero essere inseriti tra i risultati di ricerca man mano che ci si sposta verso il basso, un po’ come appaiono gli annunci sui feed dei social network.

I fan del celebre detto “I CADAVERI SI NASCONDONO BENE NELLA SECONDA PAGINA DI GOOGLE” dovrebbero a questo punto ricredersi.


Netminds: strumenti ludico-digitali al passo con i tempi

11:48

La Realtà Aumentata, o anche conosciuta come Augmented Reality, ha rappresentato una vera e propria rivoluzione.



Già usata in ambiti molto specifici come militare, medico o nella ricerca, nell’ultimo decennio grazie al miglioramento della tecnologia, la realtà aumentata è arrivata al grande pubblico sia come campagne di comunicazione augmented advertising pubblicate sui giornali o sulla rete, sia attraverso un numero sempre crescente di applicazioni per telefonini Android e iPhone.

 

Tra i segreti del suo successo c’è sicuramente la versatilità di questa tecnologia che porta arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. 

 

È oggi possibile con la realtà aumentata trovare informazioni rispetto al luogo in cui ci si trova (come alberghi, bar, ristoranti, stazioni della metro); giocare a catturare fantasmi e fate invisibili usando una intera città come campo di gioco; taggare luoghi, inserire dei messaggini in realtà aumentata in un luogo specifico.

 

Come sempre avviene in fatto di tecnologia i campi di applicazione sono davvero molteplici e spaziano tra i settori più disparati: dalla realtà aumentata per musei ed enti alla gamification, dagli interventi di assistenza tecnica da remoto fino ai benefici della realtà aumentata in ambito sanitario.

 

Appare dunque chiaro che sviluppare applicazioni in realtà aumentata (AR) rappresenta senza ombra di dubbio un passo notevole ma soprattutto necessario verso il futuro.


Netminds è stata tra le primissime Aziende a Napoli e tra le poche in Italia a credere fortemente nelle potenzialità di questa tecnologia.

Nel corso degli anni abbiamo puntato alla realizzazione di applicazioni in realtà aumentata per numerosi progetti. 

 

Oggi grazie alle competenze acquisite, Netminds è in grado di sviluppare con efficacia oggetti e strumenti ludico-digitali come i gadget in AR. Un’offerta curata in modo professionale sempre ri-utilizzabile che ad esempio ci ha portato allo sviluppo dello Yo-Yo in animazione AR che avvalendosi di applicazione dedicata (AUREA by Netminds) è diventata esperienza e anche una bella idea di regalo natalizio!

 

In questi e in altri progetti al fine di adottare la migliore strategia di marketing diretto, Netminds ha deciso avvalersi dei servizi di stampa proposti da Sticker Mule.


Resta aggiornato!


Nomadismo Digitale: tra smart living e stabilità

15:50

Secondo la definizione di Wikipedia, “I nomadi digitali sono persone che utilizzano le tecnologie delle telecomunicazioni per guadagnarsi da vivere e, più in generale, conducono la loro vita in modo nomade.



Il Nomadismo Digitale è un fenomeno relativamente recente, da intendersi come una filosofia che incontra un nuovo stile di vita.
Abbracciando una nuova dimensione a metà tra la fisica e la tecnica, si pone come obiettivo il superamento della crisi e una sostenibilità economica ottenuta attraverso le attività di comunicazione e informatica digitale.

Con la pandemia questo fenomeno ha subìto un’accelerazione radicale ed è stato facile dimostrare come il lavoro da remoto, lo smart working (e lo smart living) siano una possibilità concreta per tutti. Internet, le tecnologie digitali, in primis quelle mobile come lo smartphone, in questo senso diventano uno strumento per permettere a chiunque di seguire le proprie aspirazioni ed esigenze personali senza sacrificare la crescita lavorativa.

In un modello in cui le interazioni creative diventano elementi fondamentali per generare una nuova socialità al limite dello “strumentale”, la capacità di produrre e processare una realtà diversa mette in discussione i valori conosciuti di spazio e tempo.

Ad un livello di lettura più profondo, infatti, questo orizzonte, portando con sé le stigmate dei fallimenti della realtà precedente, si apre a considerazioni che rendono di fatto il pensiero tradizionale essenzialmente evanescente, artefatto.

Secondo alcuni studiosi della modernità tra cui Michel Maffesolì, il Nomadismo si contraddistingue per una contaminazione e confusione di base, un ritorno cioè per l’uomo alla sua essenza tribale (network locale) che vanifica in questo senso ogni sforzo di ordine e di inquadramento.

Perseguendo il segno dello sharing, questo paradigma sembra definire il concetto di co-working capace di creare ruoli e bisogni nuovi in contrasto alla logica generalista di tipo mainstream.
 


7 lavori per diventare nomade digitale

 
1. Web Writer

La figura professionale del web writer produce contenuti testuali per siti web.


2. Programmatore

Nella categoria programmatore ci sono un gran numero di figure professionali, ovvero tutti coloro che costruiscono software o siti web o applicazioni programmando, cioè scrivendo linee di codice nei vari linguaggi esistenti.


3. Graphic Designer

La figura del graphic designer produce grafiche, loghi, copertine, temi dei siti web, banner.


 
4. Traduttore

Saper tradurre da una lingua all’altra in maniera professionale significa avere moltissime possibilità per diventare un nomade digitale.


 
5. Digital Marketer

Il digital marketer è colui o colei che si guadagna da vivere promuovendo la vendita di oggetti o servizi sul web. Il loro mestiere è riuscire a vendere attraverso lo strumento potentissimo che è Internet. 


 
6. Social Media Manager

La figura del Social Media Manager è più recente, per ovvi motivi. Come dice il nome, un SMM si occupa di gestire i profili social per conto di un’azienda, un brand o un personaggio pubblico.


 
7. Travel Blogger

La figura del travel blogger è un po’ meno definita ed è certamente la più discussa di queste. Un travel blogger racconta luoghi e aziende legate a certi luoghi. Collabora con enti del turismo, brand nazionali e compagnie aeree. Offre la visibilità che si è costruito sui social network e la sua capacità di creare contenuti interessanti in cambio di un compenso.
 
In sintesi possiamo dire che il Nomadismo Digitale è uno stile di vita sicuramente divertente per gli inquieti, gli iperattivi e i single in odor di primavera, molto meno piacevole per chi ha bisogno di stabilità.

Condividete lo stile smart o preferite la sedentarietà? Fatecelo Sapere..


Amazon strizza l’occhio alla moda: con Prime Wardrobe provi ora e paghi poi!

10:17

“La moda è molto importante. Rende facile la vita, come ogni cosa che dona piacere.” - Vivienne Westwood


Proprio in queste ore stanno arrivando mail Amazon indirizzate agli abbonati a Prime per testare in beta Amazon Prime Wardrobe, il nuovo servizio dedicato alla moda che lancia un guanto di sfida agli e-store quali Zalando e simili. 

 

Di seguito il testo della mail:

 

«In qualità di membro Prime selezionato, ora hai l’esclusiva opportunità di testare un nuovo servizio: Prime Wardrobe, il primo avantaggio Prime sulla moda. Il programma è attualmente ancora in fase beta ed è disponibile solo per un piccolo numero di membri Prime selezionati. Prime Wardrobe ti consente di provare gli articoli di moda a casa per un massimo di 7 giorni e poi pagare solo ciò che tieni. Se desideri restituire qualcosa, puoi utilizzare lo stesso pacco e l’etichetta di reso prepagata per il tuo reso. Non vediamo l’ora di darti il benvenuto come cliente prova e attendiamo con impazienza il tuo feedback. Per questo ti invieremo un questionario online durante la fase di test e saremo lieti se tu potessi aiutarci a migliorare il nostro servizio partecipando. Sei pronto a provare questo nuovo servizio? Allora inizia oggi il tuo primo ordine. Assicurati di aver effettuato l’accesso con il tuo account cliente Prime in modo da poter utilizzare il Prime Wardrobe.»

 

Prime Wardrobe si configura a tutti gli effetti come un negozio d'abbigliamento o per meglio dire un camerino di prova per donna, uomo, bambini e neonati. Si tratta di un servizio totalmente gratuito ed incluso con Prime, senza extra costi o particolari commissioni. L’unico limite al momento riguarda il numero massimo di capi acquistabili con ogni ordine, 6.


 

Come funziona Amazon Prime Wardrobe? 

 

Prime Wardrobe ti consente di provare gli articoli di moda a casa per un massimo di 7 giorni e poi pagare solo ciò che tieni.

Avrai 7 giorni per decidere in base a come ti stanno gli abiti e non solo. Per restituire qualcosa potrai semplicemente utilizzare lo stesso pacco e l’etichetta di reso prepagata. Una volta passata la settimana di prova, invece, verrà addebitato il costo dei soli oggetti non restituiti.

Tra i brand che attualmente rientrano in Prime Wardrobe figurano Levi's, New Balance, Puma, Geox, Wrangler e gli Amazon Essentials.


Tempi di test della fase beta

Purtroppo al momento non ci sono notizie riguardanti i tempi di test e dunque quando effettivamente Amazon Prime Wardrobe potrà passare alla fase pubblica per tutti. Il servizio infatti è ancora in fase Beta in Italia. Non è lo stesso per gli Stati Uniti, dove il servizio è invece presente dal 2018 ed è molto apprezzato dagli utenti.

È lecito pensare che ci vorranno ancora settimane prima che venga esteso a tutti gli abbonati a Prime. In ogni caso il suo arrivo potrebbe spingere nuovi utenti ad abbonarsi al servizio di Amazon che a questo punto offre davvero molti vantaggi.

Niente male vero? Pensi che utilizzerai questo servizio?

L’evoluzione dell’ecommerce: scopriamo Google Lens!

10:22

“Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia” (Arthur C. Clarke)



Attualmente il settore ecommerce è tra quelli maggiormente in evoluzione; un cambiamento che passa tra le fitte maglie della tecnologia e dell’economia permettendo con sempre maggiore affidabilità di puntare ed arrivare all’obiettivo per realizzarlo.

Una delle frontiere di sviluppo più interessanti del settore è “Google Lens”, l’app di casa Google dedicata alla Visual Search.

Per capirci meglio, possiamo paragonare Google Lens per la Visual Search all’analogo Shazam per la ricerca dei dati sonori.

Google Lens permette infatti, soltanto inquadrando un’oggetto o caricando un’immagine da smartphone, di riconoscere gran parte dei prodotti e le sue applicazioni non sono limitate al settore ecommerce

Basti pensare che l’app funziona benissimo su monumenti, piante, paesaggi o personaggi famosi mostrando in sovraimpressione una scheda informativa completa di dati raccolti.

A supportare la tendenza all’utilizzo della Visual Search alcuni dati recenti rilevano che:

  • Il 62% dei millennial preferisce una ricerca visiva rispetto a qualsiasi altra nuova tecnologia.
  • Il 21% degli inserzionisti ritiene che la ricerca visiva sia la tendenza più importante per la propria attività nel 2019.
  • Il 45% dei rivenditori nel Regno Unito ora utilizza la ricerca visiva.
  • Il 36% dei consumatori ha condotto una ricerca visiva.
  • Il 35% degli esperti di marketing prevede di ottimizzare la ricerca visiva fino al 2020.
  • Il 55% dei consumatori afferma che Visual Search è fondamentale per sviluppare il proprio stile e gusto.

Con Google Lens, a pensarci bene, avviene che quello che associamo all’immaginario concerne sempre più la sensorialità, in particolare il “visivo” che diventa motore principale del desiderio anche con i social. Per questo ed altri motivi, tutto questo è studiato nel campo del marketing, soprattutto per la capacità di influenzare ed orientare le percezioni e i modelli di riferimento, raggiungere la concorrenza e prevedere una strategia finalizzata ad una transazione positiva.

Al livello marketing, infatti, la lente di Google è uno strumento davvero potente che permette di riconoscere, diciamo pure in tempo reale, qualsiasi oggetto; una comparazione tra le immagini on line con esiti molto interessanti. Grazie a questa funzione, che sembra rifarsi al mondo magico, l’utente viene guidato all’individuazione delle informazioni attraverso prezzi e “similitudini visuali” prossime, che lo orientano nelle scelte e lo avviano alla vera e propria esperienza di acquisto.

E a te? E’ mai capitato di vedere un abito che ti piace indossato da un amico, e di voler sapere dove acquistarlo?

Google Lens, non a caso, si rivela molto utile nel momento in cui ci si imbatte in un prodotto commerciale, sia esso un capo di abbigliamento o un libro, e si desidera ottenere più informazioni su di esso in previsione di un possibile futuro acquisto.

Inoltre una funzionalità molto apprezzata è quella denominata Smart Text Selection: attraverso uno scanner OCR, Google Lens è in grado di riconoscere il testo inquadrato dalla fotocamera e dà all’utente la possibilità di digitalizzare il testo, di usarlo all’interno di un documento o di procedere alla sua traduzione tramite Google Traduttore.

Dal 2017 Google Lens ha fatto enormi passi in avanti e questo progressivo sviluppo ha consentito a questa app l’integrazione negli smartphone di ultima generazione insieme all’assistente Google.

Si può dire che Google Lens ha delle potenzialità davvero sconfinate: come è facile intuire la ricerca per immagini apre le porte girevoli ai siti ecommerce!

Shopify: il negozio on-line incontra lo storytelling

11:36

“Il marketing non è più questione di ciò che sai produrre ma della storia che sai raccontare”, così ebbe a dichiarare Seth Godin informatico luminare statunitense.


La narrazione infatti è una delle pratiche sociali ed educative che da sempre risponde a molteplici e complesse funzioni: dal “fare memoria” alla condivisione di esperienze collettive, dall’apprendimento al puro intrattenimento.

Lo storytelling attraverso una piattaforma e-commerce non è una cosa di per sé singolare. Generare contenuti di valore è una delle chiavi di successo più ricercate in ambiente web. Anche per questo motivo molteplici brand hanno scelto di migrare su Shopify per vendere i propri prodotti online.

Facciamo un esempio?

Il famosissimo marchio tedesco Budweiser, produttore di birre, è uno dei negozi online più famosi realizzati con Shopify. Ovviamente, al suo interno non troverai in vendita il noto nettare dorato, ma una serie di accessori entusiasmanti firmati Bud.

Una originale narrativa lega il brand alle diverse ricorrenze annuali come la festa di San Patrizio irlandese o la tedesca Oktoberfest dove il prodotto perdendo la sua radice territoriale diventa apriporte del valore trasmesso dal marchio stesso e si associa naturalmente all'esperienza "positiva". Tramite questa strategia trovano ragione anche quegli tremendi cappellini verdi con le trecce bionde così vistosi ma così tanto vivaci che mai prenderesti altrove!

Shopify Inc. è una società canadese con sede a Ottawa (Ontario) che sviluppa e commercializza questa piattaforma di e-commerce. Oltre a questa ha creato anche il sistema di punto vendita Shopify POS, il marketplace delle app per Shopify e diversi strumenti di marketing dedicati alle imprese.

Shopify è tecnicamente un software, una piattaforma con sistema Saas (software as a service) che ti permette di creare e pubblicare un negozio online senza installare un software sul tuo Pc o senza dover essere un esperto di codici di programmazione.

Shopify è una piattaforma affidabile per caratteristiche di vendita, facilità d'uso e punteggi di soddisfazione del cliente: un biglietto da visita che lo rende una grande scelta sia per i principianti che per i venditori più avanzati.

Grazie alla sua usability intuitiva e completa, Shopify è lo strumento per fare e-commerce più conosciuto al livello globale per la rapidità di pubblicazione e di sperimentazione di un progetto. A questo si aggiunge un’assistenza molto ben curata anche tramite chat. Amplia la scelta di temi altamente personalizzabili e il vasto carnet di app.

Shopify, ha una interfaccia semplice e funzionale. Nel suo pacchetto base include la possibilità di inserire articoli blog, collezioni e di creare un inventario dei prodotti. Inoltre possono essere abilitati buoni regalo e avviate campagne di marketing con un budget iniziale davvero contenuto.

Uno degli errori ricorrenti per chi deve scegliere una piattaforma e-commerce, e quello di farlo a caso.

In realtà, quando ci si accinge a creare un e-commerce, è fondamentale scegliere il software giusto. No a piattaforme antiquate, no al pressapochismo del cugino o del nipote del vicino di casa. 

Cercare di capire quali sono le funzionalità che servono (sia dal punto di vista del personale, che dal punto di vista del cliente) e qual è il livello di competenze del personale che gestirà l’e-commerce.

In genere, Shopify è la prima scelta tra un e-commerce cosiddetto in SAASShopify attualmente in questo settore ha staccato di gran lunga i diretti competitor di Storeden.

La piattaforma, oggi è disponibile anche in italiano e conta più di 1 milione di negozi online in 175 paesi che hanno generato vendite per oltre 155 miliardi di dollari. (ultimo dato indicato).

E tu? L'hai provato? Cosa ne pensi?

Nuove regole IVA ecommerce 2021: Cosa cambia per le aziende?

12:50

A partire dal 1° luglio 2021, per quanto riguarda il trattamento IVA delle operazioni di e-commerce indiretto (ambito Business to Consumer) si segnala che troveranno applicazione le novità introdotte dalla DIRETTIVA (UE) 2017/2455 DEL CONSIGLIO del 5 dicembre 2017.

Questa riforma mira ad evitare perdite di entrate fiscali e a ridurre significativamente la frode transfrontaliera dell'IVA, in modo che le imprese europee ed extraeuropee competano su un piano di parità.

In particolare i previsti aggiornamenti, consentiranno ai venditori di snellire le procedure burocratiche e ridurre le operazioni amministrative, e cambieranno il modo in cui i commercianti vendono all'interno dell'UE. 

La buona notizia è che attraverso il sistema a sportello unico, un portale web attraverso il quale l'IVA viene dichiarata e pagata elettronicamente, non sarà necessario registrarsi ai fini fiscali in un altro Stato. Ciò rende più facile per l'e-Commerce rispettare la legislazione.



Cosa cambia per la tassazione IVA nelle vendite transfrontaliere?

 

  • Non sono più previste le soglie di protezione; Questa misura prevedeva una soglia che attualmente, è di 100.000 euro in Germania, e 35.000 euro in Italia e Francia per i negozi che effettuano vendite transfrontaliere e per i quali vige l’obbligo di registrarsi per assolvere l'IVA in altri paesi dell'UE.

  • Con la nuova direttiva, viene applicata una nuova soglia uniforme in tutta l’UE per le micro-imprese, cioè a quelle imprese le cui vendite transfrontaliere non superano i 10.000 euro annui. In altre parole, oltre 10mila euro di operazioni, l’azienda che vende ad altri paesi europei dovrà applicare l’Iva del paese di destinazione del bene venduto e spedito e pagare in quello Stato l’Iva.

  • One-Stop Shop (OSS). Ogni stato membro dell'UE avrà un portale online dove sarà possibile registrarsi. In Italia, le aziende attualmente iscritte al MOSS verranno automaticamente registrate al nuovo sistema OSS a partire dal 1° luglio. I commercianti possono aderire al One Stop Shop per dichiarare e pagare l'IVA su tutte le vendite effettuate verso altri paesi dell'UE. La procedura semplifica la dichiarazione dell'IVA ed evita ai commercianti di aprire una posizione fiscale in più paesi.

  • Per i beni importati da Paesi o territori terzi (extra-UE) di valore non superiore a 150 euro è possibile aderire al regime speciale dello IOSS Import One-Stop Shop o, in alternativa, dichiarare e pagare l’IVA all’importazione per conto degli acquirenti. In pratica per quanto riguarda le tasse doganali, se il fatturato è inferiore a 150 euro, il negozio online dello Stato membro sarà esente dalle tasse doganali. Tuttavia, se il fatturato supera i 150 euro, il negozio online dello Stato membro (paese di destinazione) dovrà presentare una dichiarazione doganale completa e sostenere i costi corrispondenti.


In particolare i previsti aggiornamenti, consentiranno ai venditori di snellire le procedure burocratiche e ridurre le operazioni amministrative, e cambieranno il modo in cui i commercianti vendono all'interno dell'UE. 

La buona notizia è che attraverso il sistema a sportello unico, un portale web attraverso il quale l'IVA viene dichiarata e pagata elettronicamente, non sarà necessario registrarsi ai fini fiscali in un altro Stato. Ciò rende più facile per l'e-commerce rispettare la legislazione.


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ClubHouse, un “invito” a conoscere “il social del momento”

10:04


Avete già sentito parlare di ClubHouse?  

Lanciato nel 2020 dalla Alpha Exploration Co. ClubHouse è diventato popolare nei primi mesi della pandemia di COVID-19 ma ha conosciuto la popolarità nel gennaio 2021 dopo che Elon Musk è stato intervistato dal club GOOD TIME.

 

Club house social momento netminds

Cos’è ClubHouse?

E’ stato definito come il “social network del momento” e si configura come una piattaforma/applicazione ideata per sistema operativo IOS, concepita prevalentemente per il canale audio.

L’utilizzo del social lo colloca a metà tra uno stream radio ed un podcast.

 

Come funziona ClubHouse?

Funziona per Stanze (pubbliche/private/chiuse) e prevede una interazione in tempo reale tra persone e gruppi ai quali gli utenti possono partecipare previo invito degli ospiti delle stanze.

All’interno della stanza, inoltre, vi sono dei ruoli definiti: si può essere moderatori, speaker o ascoltatori. Ai moderatori, come è facile intuire, il compito di gestire i ritmi della conversazione. Su ClubHouse è possibile interagire tramite alzata di mano o prenotazione di parola autorizzata dal moderatore che può scegliere gli speaker ma anche espellere gli utenti dalla stanza in caso di comportamento sbagliato.

Su ClubHouse oltre ai temi è possibile seguire anche “persone di interesse”.

 

Una crescita repentina

Valutata 100 milioni di dollari già quando aveva soltanto 1.500 utenti, adesso secondo alcune statistiche, avrebbe raggiunto i due milioni di utenti attivi ogni settimana e la valutazione avrebbe raggiunto un miliardo di dollari.

Per il momento sembra davvero di essere di fronte a qualcosa di nuovo e dalle potenzialità inesplorate. Ma non è tutt’oro quello che luccica.

 

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Brexit ed e-commerce: come cambiano le regole per iva e dogane!

by 12:57

Come molti già sapranno il Regno Unito ha introdotto una nuova, articolata disciplina IVA sulle vendite e-commerce.

brexit ed e commerce

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

A partire dal 1 gennaio 2021, con la fine del periodo transitorio concordato tra Regno Unito e Unione Europea, il Regno Unito esce dall’Unione doganale e IVA europea. 

Fa eccezione l’Irlanda del Nord, che continuerà a essere trattata come territorio europeo sia a fini IVA che doganali.

In linea di massima sulla base delle nuove disposizioni, il nuovo regime IVA è applicabile per le spedizioni transfrontaliere da UE a UK e viceversa. 

Distinguiamo due casi principali:

- Nel caso in cui gli acquisti su SITO siano effettuati per un valore non eccedente 135 £

- non si applicherà alcun dazio doganale in dogana.  l’IVA sarà versata dal venditore con P.IVA UK sul valore complessivo della spedizione + spese spedizione;

- La P.IVA UK non dovrebbe essere necessaria per acquisti su marketplace (tipo Amazon), in questo caso l’IVA sarà versata trimestralmente dal MARKETPLACE.

- Nel caso in cui il valore della vendita sia superiore alle 135£ il merchant deciderà se inglobare nel prezzo di vendita dazi doganali e IVA, oppure sarà il destinatario a pagarli al corriere/poste.

Il governo UK sta inoltre considerando di imporre un'imposta sulle vendite del 2% sul commercio elettronico online in aggiunta all'aliquota IVA standard del 20%. L’obiettivo sarebbe quello di stabilire condizioni di concorrenza eque per i rivenditori tradizionali che devono affrontare costi fisici e tariffe commerciali più elevate. 

I dazi doganali possono essere calcolati avvalendosi del seguente link: https://www.tradetariff.service.gov.uk/sections


Il concetto di riscossione nazionale diretta apre lo scenario del pagamento dell’imposta immediatamente, all’atto dell’importazione, operazione per operazione. 

In pratica, non sarà più possibile regolare l’IVA, in modo neutrale per l’operatore, con integrazione della fattura di vendita, come accade oggi per gli acquisti “intra” UE, ma l’imposta dovrà essere “anticipata” dagli importatori.

E voi acquistate dal Regno Unito?
Siete favorevoli al "protezionismo" nazionale o preferite il liberismo comunitario?


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